Idiocrazie nella fantascienza
Pubblicato da Stefano Castelvetri il 26/09/2022
A volte... No, non a volte. Tutti i giorni ci alziamo, usciamo di casa e abbiamo l'impressione asfissiante di essere circondati da una massa di idioti. Ancora peggio, questa sensazione, quando ci rendiamo conto che la massa di idioti non è tra noi ma siede nei posti di responsabilità e decide del nostro presente e del nostro futuro. Le idiocrazie sono reali o sono frutto di fantasia? E quando è che abbiamo iniziato ad immaginare (o vivere) una società fatta di deficienti?
Idiocracy
Film del 2006 di Mike Judge (Beavis & Butthead, Silicon Valley) che ha le pretese di una banalissima commedia ma finisce involontariamente per essere uno dei film di fantascienza più lungimiranti degli ultimi anni. Idiocracy riesce a prevedere alcuni aspetti emblematici della società odierna e a presentarli in forma di farsa demenziale. Il film racconta l'avventura del militare Joe Bauers, un mediocre da manuale, che dopo essere stato ibernato per un esperimento scientifico viene scongelato in un 2505 in cui l'umanità è degenerata nel branco di idioti di cui sopra. Ma, in mezzo agli idioti, Joe risulta una specie di genio, e forse salverà il mondo. La pellicola non azzecca le cause dei problemi odierni, derivati probabilmente più da un impoverimento culturale che da una deriva evolutiva, ma di sicuro la teoria proposta dal film fa più ridere.

Don't look up
Film molto recente (2001) di Adam McKay (The Big Short) che ha infiammato gli animi più di quanto avrebbe dovuto. Uscito in un momento di forte polarizzazione della società, o divisione di NOI contro LORO, riesce praticamente ad estremizzare le reazioni di fronte a quella che è una commedia carina ma che finisce per l'essere considerata CAPOLAVORO o STRONZATA a seconda, generalmente, dello schieramento politico del critico di turno. Ti lascio indovinare gli schieramenti, ma credo sia facile da capire.
Don't look up racconta di una coppia di scienziati che, scoperta una cometa in rotta di collisione con la Terra, non riesce a farsi prendere sul serio in una idiocrazia che preferisce ignorare una verità spiacevole a favore di tutto ciò che è frivolo o popolare. Quando infine si deciderà di affrontare il problema, purtroppo lo si farà alla maniera delle high-tech tutte fuffa e slogan, e il risultato non sarà dei migliori.

La seconda guerra civile americana
Film pazzesco di Joe Dante che già nel lontano 1997 vede così lontano da dipingere una idiocrazia statunitense cialtrona e razzista che a seguito di una combinazione esplosiva di incompetenza, ignoranza, fake news (prima ancora che si chiamassero così) e bieco opportunismo, arriva davvero sull'orlo di una nuova guerra civile. Lo vidi al cinema, e purtroppo non mi capitò mai più di beccarne una replica o di trovarlo in streaming. Se riesci a recuperarlo, vale di sicuro la visione. Credo sia ancora un gran film, incredibilmente attuale.

Shin Godzilla
Come, un monster movie? Sì, perché dietro a questo eccezionale film di Hideaki Anno si nasconde nemmeno troppo velatamente una satira ferocissima contro il governo giapponese e (in generale) le burocrazie idiocratiche incapaci di reagire a qualsiasi crisi in modo efficace. Rivederlo durante la pandemia mi ha fatto un effetto piuttosto, uhm, sgradevole. Impressionanti i parallelismi tra crisi kaiju e pandemia, ma soprattutto per la rappresentazione delle lente reazioni governative, le vittime, gli aridi calcoli economici.

Brazil
Chiudo, per ora, con questa chicca di Terry Gilliam che nel lontano 1985 immagina una distopia idiocratica a metà tra Orwell e Kafka, in cui un banale errore di stampa fa uccidere un padre di famiglia al posto di un presunto terrorista. Il futuro di Brazil è un incubo grottesco, un delirio allucinante. Forse il film meno adatto a questo articolo, ma è talmente bello che non posso non ripescarlo di tanto in tanto.

