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Con la lingua nella guancia

Con la lingua nella guancia

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 29/09/2022

Non starò a tediarti con la cronaca dei social, ma questa settimana ho potuto assistere con orrore a un altro battibecco avente come protagonista una TwitterStar.

Ripeto: non ti annoierò con i dettagli, perché i battibecchi delle TwitterStar fanno cascare le braccia, ma questa scemenza mi ha fatto pensare al fatto che c'è gente qui fuori che non solo non capisce un certo umorismo, ma probabilmente non conosce nemmeno il significato dell'espressione tongue-in-cheek.

E quindi rimediamo subito.

Di cosa stiamo parlando? Si tratta di un modo di dire nato nella letteratura anglosassone che descrive un tipo di comicità che si discosta leggermente dalla normale ironia. Possiamo descriverlo grosso modo come "Fare umorismo rimanendo seri". Questo umorismo sconfina facilmente nel sarcasmo, ma solo quando è particolarmente graffiante. In realtà lo scopo sarebbe proprio quello di nascondere la battuta dietro un'espressione o una situazione seria.

Ma se uno dice una cosa seria, come si capisce che si tratta di una battuta? Spesso proprio per l'assurdità di quanto viene detto (non stai dicendo sul serio, vero?), anche se proprio nel non rivelare lo scherzo, magari godendo dell'intesa che si crea tra chi fa la battuta e chi la capisce, sta il fulcro di questo tipo di umorismo.

A meno che, ovviamente, non arrivi qualche TwitterStar.

That’s why it’s so much better To think before you speak Or you may consider Saying it with tongue in cheek. (Ray Hansell)

Crediti e collegamenti: