Orwell: Keeping an Eye On You
Pubblicato da Stefano Castelvetri il 05/02/2019
L’azione di Orwell inizia da un attentato terroristico che turba la serenità della Nazione, uno stato immaginario che sotto la superficie apparentemente tranquilla e democratica nasconde la predisposizione di uno stato, appunto, Orwelliano.
Nei panni di un investigatore, dovremo usare la piattaforma Orwell per scovare i responsabili dell’attentato e impedire future azioni terroristiche. Un compito nobile che richiederà, tuttavia, un’azione di sorveglianza e accesso alle informazioni personali di tutti i possibili ‘sospetti’.
L’area e l’interfaccia di gioco rappresentano la nostra console di lavoro. Una sorta di desktop dal quale possiamo accedere a chat, mail, Internet e social network. Tutte le informazioni che raccoglieremo andranno a comporre sia il nostro materiale di gioco che la storia sulla quale si articola l’avventura.
Quello che ci viene richiesto è, in pratica, spulciare informazioni ed inserirle nei profili dei nostri sorvegliati. L’insieme delle informazioni raccolte deciderà le azioni dei nostri superiori, eventuali arresti o interventi governativi. Dovremo, quindi, valutare attentamente cosa selezionare: quel commento sarcastico sui social indica una personalità sovversiva? Le sue conoscenze che significato hanno?
Ma soprattutto: la mia simpatia nei confronti di quel personaggio quanto può influenzare le informazioni che sto raccogliendo?
Purtroppo uno degli aspetti che intaccano l’esperienza di gioco, e che non stimolano troppo ad andare oltre le prime ore è sicuramente la ripetitività del meccanismo. Grosso modo si spulciano informazioni e le si aggiungono a un ‘report’ in tempo reale sul quale vengono basate le successive azioni governative. Un lavoraccio da impiegato statale, insomma. Nel corso dell’avventura si sbloccano nuove modalità con cui si ottengono le informazioni (ad esempio l’intercettazione telefonica tra due sospetti o l’accesso ai dispositivi elettronici degli stessi) ma in generale il meccanismo è sempre quello: spia, seleziona e sii consapevole di cosa stai facendo.
L'aspetto molto interessante che invece mi ha lasciato un’ottima impressione di Orwell è la storia e la riflessione che viene innescata. Ti rendi conto, quasi in prima persona, di cosa significhi giudicare le persone in base a informazioni parziali. Degli errori e i pregiudizi che ne derivano. In questo si tratta di un gioco imbattibile e particolarmente istruttivo, tanto che gradirei seriamente di vederne una versione didattica (magari tagliata e tradotta) da far girare nelle scuole. Per arricchire il pensiero critico nei giovanissimi.
Chissà, magari gli sviluppatori potrebbero farci un pensierino.
