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Scimmia di storie. Sviluppatore antico.

Bruce Springsteen, Broadway e un viaggio nel tempo

Bruce Springsteen, Broadway e un viaggio nel tempo

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 09/07/2019

Dal momento in cui Netflix mi ha proposto Springsteen on Broadway, non è passato molto prima di farlo partire: giusto il tempo di avere casa tranquilla e in silenzio, oltre a una birra fresca.

Lo spettacolo è esattamente ciò che mi aspettavo: il Boss che, padrone del palcoscenico, racconta e suona accompagnato solo da chitarra, pianoforte e poco altro.

Al terzo bran

[BUM]

Un trigger, una sorta di interruttore che fa scattare ricordi, avvenimenti, cose che riemergono dal passato.

Non posso ascoltare Springsteen troppo a lungo prima che il trigger mi faccia tornare in mente una cara amicizia.

È iniziata con un'accesa discussione (avevo torto) ed è durata negli anni a cavallo tra le medie, le superiori, gli studi, il primo impiego. Eravamo in quattro, e ci si trovava al di fuori di scuola e lavoro, visto che non erano ambienti che condividevamo. Il pomeriggio potevamo fare due tiri a canestro o guardare un film con patatine e popcorn. La sera, soprattutto d'estate, era il portico di casa mia a farci da rifugio. Notti trascorse in chiacchiere, a parlare di tutto.

Dopo qualche anno mi sono trasferito, ho perso di vista un po' tutti, ma non ho dimenticato.

È in forma, Springsteen. Ha gli anni sulle spalle ma li porta molto bene. Parla molto, sul palco. Racconta una storia. La storia della sua infanzia, del suo quartiere. Le prime esperienze musicali.

Lo fa con semplicità, come è il suo stile. Ma anche con trasporto. Con il cuore, come è il suo stile.

Quando arriva a parlare del t

[BUM]

Il trigger scatta di nuovo. E ci si trova a casa di Massimo. A casa sua, oltre ai film, non potevi non finire per guardare un concerto di Springsteen, o una selezione di video. Massimo sapeva tutto del Boss. Tutto tutto. I nomi dei componenti della band, i testi delle canzoni, il significato dietro ogni pezzo.

Se conosco Bruce Springsteen, è perché me lo ha praticamente imposto lui.

È uno spettacolo coinvolgente. Non è la musica, sono le storie. E Springsteen è un narratore davvero formidabile. Sono rapito e ammirato da come riesce a portarmi dentro, a farmi vedere gli avvenimenti che racconta. Tocca molte corde e riesce a farmi provare malinconia e strapparmi un sorriso da un momento all'altro.

E come caspita fa a suonare la chitarra con una mano sola?

Forse il trigg

[BUM]

Massimo ci ha lasciato in un mattino di inverno. Era in autostrada, guidava un collega. Lui stava dormendo, per la stanchezza, sul sedile del passeggero. Hanno detto che non si è accorto di nulla.

Ci siamo ritrovati in tre, pochi giorni dopo. È stato bello e doloroso raccontarci di nuovo tante cose, ricordare tutte le imprese passate. Saremmo potuti andare avanti all'infinito, ci saremmo potuti anche rivedere di nuovo, visto che vivevamo a pochi chilometri di distanza. Eppure non ci siamo più incontrati, se non per caso, in strada. Un saluto e via. Come se non fosse possibile ricostruire un'amicizia che ormai apparteneva al passato.

Scorrono i titoli di coda e un po' il magone mi serra la gola.

Però, dai, ne è valsa la pena. Grazie, Boss.