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Snow Crash - Neal Stephenson

Snow Crash - Neal Stephenson

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 17/09/2019

“Hai vinto il combattimento di spada?”

“Certo che ho vinto il combattimento del cazzo” dice Hiro. “Sono il più grande guerriero di spada del mondo.”

“E sei tu che hai scritto il software.”

“Già. Anche questo è vero” dice Hiro.

Era da un sacco che volevo colmare questa mia lacuna nel genere cyberpunk e, complice un’edizione paperback con uno sconto bello sostanzioso, ho potuto finalmente godermi Snow Crash sotto l’ombrellone.

Mi aspettavo una cosa pesante, un po’ pretenziosa, difficile e datata (1992), e invece mi sono trovato di fronte a un romanzo divertente, pieno di azione, combattimenti e satira, talmente veloce da leggere che sembra di trovarsi davvero a bordo di uno skateboard iperaccessoriato o di un’auto dei corrieri della CosaNostra Pizza.

I protagonisti della storia sono Hiro Protagonist (eh), uno spadaccino hacker freelance che per sbarcare il lunario consegna pizze per conto della Mafia, e YT (Yours Truly), una ragazzina che ad insaputa della madre fa la korriera utilizzando uno skate di ultimissima generazione.

I due verranno a conoscenza di un complotto per la diffusione dello Snow Crash, un virus in grado di colpire (e controllare) tutti gli hacker e i programmatori che hanno accesso al Metaverso. Correranno quindi in cerca della salvezza e della soluzione finale seguendo strade parallele che li porteranno in giro per un mondo in cui i governi sono allo sbando e l’ordine viene lasciato ai franchise e ai brand. Un mondo popolato da bande di malviventi, killer, sette religiose e cani nucleari.

Non manca un uso interessante del virus linguistico che fa accostare tematicamente Snow Crash a romanzi come Embassytown o Storie della tua vita.

E poi, insomma, c’è Zio Enzo.

Che te lo dico a fare? Neal Stephenson è un pazzo scatenato, il libro si legge molto bene. È solo lievissimamente datato, ma si tratta di tempo speso bene.

Crediti e collegamenti: