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Quasi Arzilli - Simona Morani

Quasi Arzilli - Simona Morani

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 23/09/2025

Nel ridente paesino di Casette di Sopra, sui monti dell'Appennino Reggiano, un gruppo di anziani si ritrova regolarmente nel Bar Rambla per giocare a carte, bere e scoreggiare in santa pace. Nel paesino, tuttavia, sta per essere inaugurata una nuova, modernissima casa di riposo.

Ultimo libro dell'estate, di quelli da ombrellone che scambio con la moglie, me lo sono un po' portato avanti. Non sapevo se infilarlo qui sul blog ma, insomma, ci sta.

La storia ci trasporta in un tipico paesino emiliano, dove la vita scorre tra dinamiche surreali e grottesche (eppure molto familiari), in un’atmosfera che oscilla tra il nostalgico, l’assurdo e il familiare. La trama ruota intorno a un gruppo di anziani ultraottantenni che frequentano il bar La Rambla, un luogo dove si mescolano fumo, alcool, partite a carte e un’irrefrenabile voglia di vivere nonostante l'età avanzata. Alla faccia degli acciacchi e delle malattie, questi vecchietti sono decisi a non rinunciare alla loro autonomia, soprattutto di fronte alla minaccia dell’apertura di una casa di riposo nel paese.

Il filo conduttore è proprio la resistenza dei personaggi alla perdita di libertà e alla paura della morte. Ogni capitolo è una piccola gag autonoma, quasi la scena di una sit-com, che rende la lettura agile e godibile anche se portata avanti a pezzetti. L’ambientazione è il paesino dove tutti si conoscono, dove le persiane si aprono al minimo alzare di voce, e dove ogni evento bizzarro diventa notizia. In questo contesto, il bar è il centro delle trasgressioni e delle chiacchiere, un luogo dove si respira un’atmosfera di complicità e di ribellione contro le convenzioni.

Simona Morani, giovane emiliana trapiantata a Monaco, dimostra il suo legame con la regione catturando l’anima dei piccoli centri emiliani con un misto di dialetto, saggezza popolare, litigate feroci e umorismo tagliente. Con questo romanzo riesce a catturare l’essenza di un mondo che sta scomparendo, dove i valori della solidarietà e dell’amicizia sono ancora forti, e dove la vecchiaia è affrontata con un misto di coraggio e di malinconia. Il suo stile narrativo è onesto, capace di descrivere con simpatia e delicatezza le vicende dei personaggi.

I personaggi, appunto, sono una combriccola di anziani ultraottantenni, ognuno con le sue peculiarità e le sue manie. Ettore è un anziano che non ha mai avuto una donna e che si interroga sulla morte e sull’aldilà. Gino, detto 'Apecar', è un autentico pericolo pubblico alla guida della sua vecchia Ape, quasi cieco ma deciso a non rinunciare alla sua autonomia. Basilio, ex comandante partigiano, è un personaggio forte e deciso, che si scaglia contro il 'nemico' rappresentato dal giovane vigile urbano Corrado.

I dialoghi sono buffi e ricchi di espressioni dialettali. Il tono della narrazione è divertente, a tratti davvero esilarante, con una vena di umorismo che alterna battute fulminanti a situazioni paradossali. È uno stile che funziona molto bene nel ritrarre la vita di paese, con le sue dinamiche grottesche.

Insomma, è un romanzo che si legge con piacere e con un sorriso sulle labbra. Fa riflettere sulla vita, sulla vecchiaia e sulla morte, ma sempre con tono leggero e ironico. Ci ricorda che la vita, se vissuta sinceramente, è bella anche quando è piena di acciacchi e di paure.