Commenti nel codice
Pubblicato da Stefano Castelvetri il 30/12/2026
C'è stata un'epoca, sì, un'epoca, in cui il mio codice sembrava un romanzo.
Ogni riga aveva il suo commento, come se temessi che, una volta chiuso il file, il significato di quel ciclo o di quella funzione svanisse per sempre. Una forma di ansia da conservazione, la stessa che ti spinge a non buttare il biglietto del cinema o lo scontrino del bar.
All’inizio erano commenti seri, didascalici, quasi accademici. Poi, con il tempo, sono diventati ironici, sarcastici. Ricordo un
// TODO: sistemare questo casino
rimasto lì per anni, come monumento alla procrastinazione. Oppure i commenti che spiegavano l’ovvio, tipo
// incrementa il contatore
Poi, lentamente, ho cominciato a toglierli. Non tutti, non subito, ma come quando butti via un vecchio maglione che non ti sta più. Mi sono reso conto che i commenti, più che chiarire, spesso appesantivano. Il codice, se scritto bene, dovrebbe parlare da solo. E se non lo fa, forse il problema non è la mancanza di commenti, ma la qualità del codice stesso.
Oggi, visto che la mancanza completa di commenti comunque mi disturba, ne lascio pochi. Un “recappone” all'inizio di una classe complessa, giusto per dare un’idea di massima sul ruolo che deve avere. Qualche nota su scelte architetturali non ovvie, o su workaround che potrebbero sembrare follia a un occhio esterno. Niente di più. Da tempo ho smesso di spiegare il come (il codice lo fa già) e mi limito al perché. Quello sì che serve.
È una questione di fiducia, in fondo. Fiducia nel fatto che chi leggerà quel codice (magari io stesso, tra cinque anni) saprà cavarsela. E, in caso contrario, avrà gli strumenti per chiedere, cercare, capire.
E poi c’è la questione della caducità. I commenti invecchiano male. Diventano zavorra. Il codice cambia, si evolve, si riscrive, ma i commenti restano lì, fossili di un'intenzione che non c'è più. Peggio ancora: a volte mentono. Un
// questa funzione fa X
che, dopo tre refactor, fa Y, è più pericoloso di nessun commento.
Forse è anche una questione di stagioni. Una volta, quando qui era tutta campagna, avevamo tempo per dilungarci con le spiegazioni. Oggi no. Oggi si scrive, si committa, si pubblica, si va avanti. Senza guardarci indietro. I commenti, come tante altre cose, sono diventati un lusso. E come tutti i lussi, vanno centellinati.
Quindi sì, ne scrivo. Magari ironici, magari buffi. So che è un gesto effimero, come scrivere sulla sabbia. Prima o poi l’onda del refactoring cancellerà tutto. E va bene così.
Crediti e collegamenti:
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