Workflow e formato per l'ebook
Pubblicato da Stefano Castelvetri il 12/06/2026
L'altro giorno chiacchieravo con un collega di scrittura, workflow e delle piccole manie che ci portiamo dietro quando decidiamo di mettere insieme un libro.
Lui è uno di quelli che preferiscono i software dedicati, pieni di schede per i personaggi, linee temporali interattive e sezioni per gli appunti. Soprattutto, ha l'esigenza assoluta del cloud: deve poter scrivere ovunque, in treno, al bar, sullo smartphone, avendo tutto sincronizzato all'istante.
Ho ascoltato con attenzione, pensando a quanto sia affascinante questo mondo. Ognuno ha un modo di lavorare completamente diverso, ed è giusto così. La soluzione che funziona alla perfezione per una persona non deve necessariamente funzionare per un'altra.
Io, francamente, di dover infilare a forza la descrizione di un personaggio in un form preimpostato o di frammentare la trama dentro moduli rigidi non ho una gran voglia. Preferisco di gran lunga la vecchia scuola: un file di testo separato, grezzo, che tengo aperto in un angolo dello schermo praticamente sempre.
E per il cloud, beh, con il tempo ho capito che non ne sento il bisogno. Le mie sessioni di scrittura hanno un rituale preciso. Avvengono in bottega, lo studio che ho ricavato nel sottotetto, la sera, davanti al portatile. Se durante il giorno mi viene un'idea improvvisa mentre sono in giro, uso lo smartphone per buttare giù due righe al volo o per registrare una nota vocale. Ma quella roba non finisce in automatico nel documento principale: la prendo e la integro a mano, con calma, rielaborandola mentre digito. È un passaggio manuale molto importante.
Questa volta, con la lavorazione di Salama da Sugo Galattica, ho deciso di far evolvere un po' il mio metodo di lavoro, cercando la massima pulizia possibile.
Il primo cambiamento radicale riguarda il formato. Oggi il documento principale è scritto interamente in markdown. È una scelta di pulizia: leggerissimo, immediato da buttare giù e perfetto quando si tratta di mantenere una distinzione netta e precisa tra i titoli dei capitoli e il corpo del testo, senza perdere tempo con le opzioni di formattazione di qualche word processor. Lo stile visivo sta in un file CSS separato. Quando ho bisogno di vedere il risultato finale, unisco le due cose e genero il file EPUB usando pandoc. Ho preparato un piccolo file batch che fa tutto da solo: ci clicco sopra e in un secondo l'ebook è pronto.
Questo tipo di approccio basato su formati di testo puro ha anche un altro vantaggio enorme per chi ama l'ordine: rende il progetto totalmente gittabile. Significa che posso gestire l'intero libro con un source control come git. Posso fare esperimenti, creare rami alternativi per una scena che non mi convince, tornare indietro nel tempo se mi pento di aver cancellato un paragrafo ed evitare per sempre file dal nome agghiacciante tipo "bozza_finale_definitiva_tre".
E qui arriviamo allo strumento di scrittura vero e proprio. Puoi non crederci, ma per scrivere un romanzo sto usando VS Code. Sì, l'editor di codice.
È una scelta che può sembrare assurda, ma si sta rivelando un'ottima mossa. È veloce, non ha fronzoli ed è immediato. Sfruttando gli snippet interni, poi, mi sono creato delle scorciatoie comodissime: mi basta digitare una combinazione di tasti per inserire le virgolette caporali o quelle alte, senza impazzire con i codici della tastiera. In più, la barra laterale mi mostra costantemente l'intera cartella del progetto, così ho i miei appunti e i file di supporto sempre a portata di clic, senza dover passare da una finestra all'altra.
Questo tipo di layout tecnico mi regala una libertà totale. Posso lanciare la conversione in EPUB infinite volte al giorno, cosa che faccio regolarmente. Sono uno di quelli che continua a reinserire dettagli, limare frasi e modificare scene fino all'ultimo secondo prima del lancio, e spesso anche dopo la pubblicazione. Proprio di questo parlavo con Giovanni quando si discuteva di conversioni digitali: affidare un lavoro del genere all'esterno per me al momento sarebbe impossibile. Impazzirei io e farei impazzire chi deve lavorarci. Invece, con questo sistema, modifico una virgola, lancio il batch e il nuovo file è pronto per essere letto.
A volte la soluzione migliore non è cercare lo strumento più sofisticato sul mercato, ma cucirsi addosso un layout su misura, anche fatto con pezzi che sembrano arrivare da mondi diversi.
E adesso dovrei scriverti la classica domanda finale per chiederti quali strumenti usi per i tuoi progetti. Ma sappiamo bene che serve solo a fare felici i guru di Internet e le loro strategie sul coinvolgimento del pubblico, quindi puoi anche ignorarla.
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