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Un esercizio di onestà intellettuale

Un esercizio di onestà intellettuale

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 17/09/2025

Lancio un altro sassolino riferito a questa cosa ma poi mi zittisco, che mi sono un po' stufato di sentirmi borbottare da solo.

Premessa: di cosa parliamo quando parliamo di onestà intellettuale? La Treccani la definisce come "Correttezza e lealtà che caratterizza chi riconosce, senza farsi condizionare da pregiudizi soggettivi o di parte, la consistenza reale di un fatto o di un’idea". In pratica si tratta di mettere da parte per un secondo le nostre convinzioni, per valutare un concetto per quello che è. Anche se non ci conviene.

Partiamo da un dato di fatto: l'energia è una necessità. E come tutte le necessità, ha un costo. Non solo economico, ma anche ambientale, sociale e paesaggistico. Il problema è che tendiamo a volerla senza pagarne il prezzo.

Le premesse quindi sono:

  1. Ammettiamo di avere bisogno di energia. Per scaldarci d’inverno, per rinfrescarci d’estate, per tenere accesi i nostri dispositivi, per muovere le auto. Senza energia la civiltà moderna si ferma.

  2. Ammettiamo che non vogliamo vedere come viene prodotta. Che sia una centrale a carbone, una diga, un parco eolico o un impianto nucleare, la reazione istintiva è: "Va bene, la voglio. Ma non nel mio giardino.".

Il secondo punto è il classico Not In My BackYard. Tutti vogliamo energia pulita, ma nessuno vuole pale eoliche fuori dal balcone. È un atteggiamento comprensibile: nessuno ama vedere il proprio territorio deturpato.

Prendiamo l’eolico. Le pale sono brutte? Forse. Ma una centrale a gas è più bella? Un impianto a carbone è più discreto? Stesso discorso per il nucleare: in teoria, molti lo considerano una soluzione pulita ed efficiente. Finché non si tratta di costruire un reattore a due passi da casa. Allora improvvisamente spuntano dubbi su sicurezza, su scorie, su tutto. Però se lo costruiamo a duemila chilometri da casa nostra, i dubbi svaniscono.

Ed ecco l'esercizio di onestà: se non potessi scegliere?

Immaginiamo uno scenario estremo ma utile a ragionare: dobbiamo per forza avere una fonte di energia a duecento metri da casa nostra. Non possiamo opporci. Non possiamo dire "altrove". Possiamo solo scegliere quale. Cosa sceglieremmo?

Ecco le opzioni sul tavolo:

  1. Centrale a carbone (inquinamento, polveri sottili, rumore, traffico di Tir per il trasporto del combustibile).

  2. Impianto a gas (emissioni inferiori al carbone, ma pur sempre presenti; rischio di perdite di metano, dipendenza da fonti esterne).

  3. Reattore nucleare di ultima generazione (nessuna emissione in esercizio, ma scorie da gestire e un piccolo rischio di incidente catastrofico).

  4. Parco eolico (impatto visivo, rumore delle pale, occupazione di terreno).

  5. Campo fotovoltaico (impatto paesaggistico moderato, nessun inquinamento diretto, occupazione di suolo).

  6. Diga con centrale idroelettrica (solo se abiti in montagna; alterazione del corso d’acqua, impatto ambientale, e 'remember Vajont').

Quale sceglieresti? E, soprattutto: la tua scelta coinciderebbe con quella che fai quando l’impianto è lontano da te?

E, continuando a ragionare. Se dico "no alle pale eoliche" ma continuo a usare energia, sto semplicemente scaricando il problema su qualcun altro? Temo di sì. Eppure le soluzioni perfette non esistono: le rinnovabili non sono la panacea, ma sono meglio dei combustibili fossili. Il nucleare non è privo di rischi, ma emette meno CO₂ del gas. Quanto sono disposto a pagare per la mia comodità? Se non voglio le pale sulla collina di fronte, sarei disposto a pagare di più per l’energia? Se non voglio il nucleare, accetterei blackout più frequenti? Se voglio un futuro a zero emissioni, potrò accettare che il paesaggio cambierà? E se preferisco il nucleare, potrò accettare il rischio di un incidente catastrofico?

L’onestà intellettuale non è un esercizio astratto. È ammettere che non possiamo avere tutto: energia abbondante, pulita, economica e invisibile. Su qualcosa dobbiamo pure cedere.

Cosa sceglieresti?

Crediti e collegamenti: