La propaganda contro le rinnovabili
Pubblicato da Stefano Castelvetri il 15/09/2025
Con il culmine nel recente ed eclatante dell’impianto fotovoltaico dato alle fiamme in Sardegna, continuo ad osservare una narrativa subdola fatta non solo di attacchi fisici, ma anche di sospetti e rifiuti tra le persone comuni nei confronti delle energie rinnovabili. In ambito comunicativo, si chiama FUD (fear, uncertainty, doubt): un modo per far apparire una tecnologia o una tendenza come temibile, inaffidabile o controproducente.
Perché questa narrazione esiste?
L'origine è tutt’altro che spontanea, e sicuramente non nasce dal basso: dietro si celano evidenti interessi economici legati ai combustibili fossili. Secondo l’ONU, l’industria estrattiva sta conducendo una massiccia campagna di disinformazione per rallentare l’adozione delle energie verdi.
Negli Stati Uniti l’industria petrolifera finanzia think-tank e fondi oscuri per diffondere falsità sul potenziale dell’eolico offshore, in particolare tramite gruppi astroturf presentati come movimenti spontanei. Che di spontaneo hanno ben poco.
Questo tipo di manipolazione ha portata globale. In Europa, Mosca ha avviato una campagna di disinformazione mirata a mantenere i paesi dell'Unione dipendenti dal gas russo e indebolire la transizione verde e l'indipendenza energetica.
La strategia consiste nella diffusione di informazioni errate e mira a radicare nella popolazione comune il sentimento che "le rinnovabili non funzionano davvero", fomentando dubbi e smorzando il sostegno. Questo FUD è spesso mascherato da preoccupazioni puramente pratiche: paesaggio, costi, trasferimento economico.
Quante volte hai sentito il commento "ah, quanto sono brutti i pannelli fotovoltaici" o "le pale eoliche deturpano il paesaggio"? Come se una ciminiera fosse meglio. Le comunità locali, magari di fronte a nuovi progetti per l'energia sostenibile, vengono confuse e divise e i cittadini, privi di competenze tecniche, si trovano a dubitare delle innovazioni energetiche. Così, progetti che avrebbero potuto portare lavoro, autonomia e benefici ambientali vengono rallentati o osteggiati, a vantaggio di interessi opachi.
A guadagnarci, ovviamente, sono i soggetti che traggono profitto dalla dipendenza fossile. Una dipendenza spesso accentrata, in cui si ha il controllo sulla qualità di vita di chi dipende da questa energia. Ogni singolo cittadino convinto che "le rinnovabili sono inefficienti" o "portano solo problemi" diventa, inconsapevolmente, un alleato di questo sistema.
Nessuno afferma che le tecnologie per lo sfruttamento delle rinnovabili siano perfette. Ci sono problemi da affrontare, naturalmente. Ma è la strada migliore per garantirsi un futuro indipendente e pulito. E quando queste sono oggetto di disinformazione, purtroppo non si tratta solo di ideologia. Quello che si perde è concreto. L’interruzione o il ritardo di un progetto rinnovabile sottrae energia pulita e aumenta la dipendenza dai fossili, dai soliti soggetti, e rallenta la decarbonizzazione.
Il risultato è un futuro meno sicuro, meno indipendente. Sempre più fragile.
Crediti e collegamenti:
- Energia elettrica gratuita grazie al fotovoltaico
- Sardinia and the Suitable Areas Decree
- Fiamme a Viddalba, distrutti 5mila pannelli fotovoltaici
- Vestas wind turbines targeted in 'arson attack' in France
- Fueling the Opposition: How fossil fuel interests are fighting to kill wind and solar farms before they are built
- Drill baby, drill
- Fossil-fuel firms receive US subsidies worth $31bn each year, study finds
- Immagine di Eelco Böhtlingk su Unsplash
