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Fantascienza. E altre cose. Ma soprattutto fantascienza.

Un anno con un sito web personale

Un anno con un sito web personale

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 18/12/2024

Fine anno, tempo di bilanci. E fatture.

E quest'anno, col pagamento dell'abbonamento annuale all'hosting di bluebabbler.it, mi trovo a riflettere su questo esperimento che sa di ribellione vintage e che è iniziato esattamente un anno fa: il mio spazio web personale. Un sito tutto mio, col dominio personalizzato, scritto in PHP con amore (e qualche scemenza, ammetto), ospitato su un tranquillo hosting condiviso a manovella che, se ascolti bene, di notte, gli senti uscire le risposte HTTP.

Ma perché abbandonare le comode, affollate piattaforme come Facebook, Instagram, Wordpress, Twitter e rifugiarsi in una piccola casetta digitale?

Beh, intanto per non essere obbligato a tracciare ogni visitatore e per evitare di vendere l'anima (e lo spirito creativo, per finire a correre tipo criceto nella ruota) in cambio di un pugno di visite e qualche like.

Detto così suona eroico, ma credimi, non lo è.

Il lato tecnico: PHP, HTML, CSS e il sudore digitale

Costruire il sito non è stato il problema maggiore. Certo, richiede un po' di tempo e dedizione, tra query che non funzionano e CSS che fa quello che gli pare. Ma alla fine, con un po' di pazienza, ogni pezzetto è (quasi) andato al suo posto. Non ci sono dark pattern, nono ci sono pop-up che ti urlano ISCRIVITI SUBITO!, né banner pubblicitari che ti seguono ovunque e che relegano il contenuto in uno spazietto risicato o nascosto. Non ci sono feed con una riga di articolo e il 'leggi il resto' da un'altra parte. Non c'è nemmeno il famigerato 'Accetta tutti i cookies o passa un'ora del tuo tempo a selezionare quelli che non vuoi'.

È tutto qui, visibile, onesto e trasparente. Ed è mio, ogni singola riga di codice.

Il lato difficile: la visibilità

Qui arriva la vera sfida: farsi trovare. Un tempo, quando qui era tutta campagna, i blog erano il posto perfetto in cui stare. E i social erano la scorciatoia ideale per attirare lettori al blog. Postavi qualcosa su Facebook o su Wordpress e, come per magia, comparivano visite, commenti, condivisioni. Ora francamente è un po' come urlare nel deserto. I visitatori (graditissimi) arrivano col contagocce, mantenere i contatti è complicato e i feedback scarseggiano. Ci si sente un po’ un Robinson Crusoe digitale, a sperare che qualcuno raccolga i messaggi in bottiglia, tentati di metterci a parlare con un Wilson o semplicemente a tornare dove stanno tutti.

Ma non voglio dare l'impressione di lamentarmi. Sì, ci sono momenti in cui penso: “Ma chi me lo fa fare?”. Tornare sui socialoni mainstream sarebbe facile: più visibilità, meno sforzo. Poi però ricordo il perché della mia scelta.

Ne vale la pena?

Sì, ne vale la pena.

Quello che ho realizzato è mio, dalla prima all’ultima pagina. E questo, dal mio punto di vista, è un valore enorme. Forse non sarà perfetto, forse non raggiungerà numeri da capogiro (e nemmeno 'nella media') ma ogni visita è guadagnata, ogni lettore è un minuscolo traguardo.

Il 2025 sarà l’anno in cui cercherò di migliorare questo posto. Scriverò più cose leggibili e fruibili, proverò a farmi conoscere senza vendermi, e, soprattutto, insisterò. Non sarà facile, ma la soddisfazione di avere qualcosa di autentico e mio ripaga la fatica.

Se hai raggiunto queste righe, grazie. È un segno che, nonostante tutto, vale la pena provarci. E chissà, magari a fine 2025 scriverò di un anno ancora più ricco di sfide, visite e soddisfazioni. Magari sarà un post trionfale in cui potrò raccontarti di come sono cambiate le cose. Per ora, mi basta essere qui.

Auguri di buone feste, e viva il web libero e artigianale!

Crediti e collegamenti:

Commenti

maupao:

Grazie per la tua iniziativa. Condivido con te l'opinione che non ci serve rincorrere numeri e abbonati per poterci esprimere, quasi che fosse più importante quanti leggono di cosa leggono. A presto

Pubblicato il: 18/12/2024
Strelnik:

Bisogna provarci, a volte resistere e quando si può godere. Secondo me, non c'è nostalgia in queste "casette digitali", c'è il tentativo di vivere il web - senza design persuasivi e ansia da marketing - con un respiro diverso. Grazie per questo post e lunga vita a Bluebabbler.

Pubblicato il: 18/12/2024
Lasolitalaura :

Complimenti

Pubblicato il: 18/12/2024
Mikael Compo:

Sei il migliore, continua così.

Pubblicato il: 18/12/2024
Bluebabbler:

Grazie per i vostri commenti. È gratificante vedere che la scelta di creare un sito web personale 'autoprodotto' non sia percepita solo come una curiosità eccentrica, ma che le motivazioni siano comprese e apprezzate. Magari in futuro la Rete si evolverà proprio in questa direzione, verso una maggiore autonomia, apertura e personalizzazione.

Pubblicato il: 18/12/2024
Bluebabbler:

Esatto, non abbandonarsi al 'bisogna fare così' anche se sembra che non ne valga la pena.

(scrivi qualcosa di nuovo, dai)

Pubblicato il: 22/12/2024
Bluebabbler:

- Chiedo scusa a keul: volendo sistemare la faccenda della separazione delle righe ho accidentalmente rimosso il suo commento!

Pubblicato il: 23/12/2024

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