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Tre millimetri al giorno - Richard Matheson

Tre millimetri al giorno - Richard Matheson

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 17/12/2024

Durante una gita, Scott Carey viene travolto da una sostanza radioattiva sconosciuta. Dopo alcuni giorni inizia un processo inesorabile: Scott rimpicciolisce gradualmente di tre millimetri al giorno. All’inizio, la situazione è solo un lieve fastidio, ma man mano che Scott diventa più piccolo, il suo mondo si trasforma in un incubo. Gli oggetti quotidiani diventano ostacoli insormontabili, e le relazioni con la moglie e la figlia si deteriorano, incapaci di adattarsi alla sua condizione. Infine, la sua stessa sopravvivenza è in gioco.

Questo mi mancava e avevo intenzione di leggerlo da un pezzo. Racconta l'inquietante vicenda di un uomo comune che inizia a rimpicciolirsi di tre millimetri al giorno. Una storia apparentemente banale che durante la lettura si apre a un bel po' di temi interessanti.

La narrazione alterna il presente di Scott, ormai alto pochi millimetri e intrappolato in una cantina, con flashback che mostrano come la sua vita si sia gradualmente sgretolata insieme al suo corpo. Nel presente, Scott affronta un lungo duello con un ragno, un confronto con una nemesi che diventa quasi una lotta esistenziale tra paura e ragione. Nonostante il finale sembri condannarlo alla fine di tutto, la storia si chiude con una (minuscola) nota di speranza: anche a dimensioni infinitesimali, l’uomo può continuare a lottare.

Inutile dire che Richard Matheson sa il fatto suo.

Ha scritto decine di romanzi e racconti che hanno influenzato profondamente la cultura popolare. Oltre a Tre millimetri al giorno è famoso per Io sono leggenda, che ha rivisto pesantemente la figura del vampiro, e per il suo lavoro come sceneggiatore contribuendo a serie iconiche come Ai confini della realtà. Il celeberrimo Incubo a seimila metri, quello del gremlin che danneggia l'aereo, è un suo racconto. Credo che il suo tratto distintivo sia la scrittura tesa, coinvolgente, a un passo dall'horror, unita alla capacità di devastare le convenzioni della borghesia americana.

Oltre a Tre millimetri al giorno, in passato avevo letto sia Io sono leggenda che Helen Driscoll. Dovessi fare una banale classifica di gradimento metterei comunque questo titolo al terzo posto e Io sono leggenda al primo. Ma, ok, il gioco della classifica è piuttosto sciocco.

Con Io sono leggenda questo romanzo condivide senza dubbio il tema dell’isolamento. Se Robert Neville si confronta con un’apocalisse che lo rende l’ultimo uomo sulla Terra in un mondo dominato da vampiri, Scott Carey affronta una solitudine profonda che è causata da un graduale distacco dal mondo normale. Ma mentre Neville si trasforma in un simbolo (il mostro agli occhi dei nuovi dominatori), Scott Carey perde progressivamente ogni legame con la sua umanità di 'maschio', diventando qualcosa di completamente diverso.

Anche con Helen Driscoll (che mi piacque moltissimo) ci si concentra su un personaggio, Tom, che viene gradualmente isolato e sull’intrusione del fantastico nell'ipocrisia della società borghese. Ma in Helen Driscoll Matheson si concentra su temi legati alla psiche, alla percezione del reale, con un ritmo più lento e una struttura meno dinamica e claustrofobica ma non per questo meno riuscita.

Matheson riesce comunque a rendere interessante una storia che, nelle mani di un altro scrittore, sarebbe diventata debole o monotona. I continui flashback, che mostrano come Scott sia arrivato alla sua situazione attuale, creano una grande tensione narrativa e alternano l'incubo del presente con il tema più graduale della perdita: non solo di dimensioni ma anche di autorità, dignità, identità e relazioni. La lotta con il ragno, poi, narrata come uno scontro epico, è memorabile: un duello non solo fisico ma quasi psicologico, in cui Scott affronta la personificazione delle sue paure, che deve superare per trovare una nuova spinta alla sopravvivenza.

L'aspetto che invece talvolta ho (davvero) odiato è la caratterizzazione del protagonista. Scott è spesso lagnoso e ossessionato dalla perdita della propria mascolinità. Questo lo rende antipatico e talvolta disgustoso (vedi l'ossessione per la baby sitter della figlia) ma al tempo stesso interessante. La riflessione sulla mascolinità, intrecciata con il tema della dimensione fisica, rimane uno dei punti più affascinanti del romanzo, in qualche modo criticando la grande vulnerabilità del 'maschio bianco americano'.

Insomma, non è solo una storia di rimpicciolimento. C'è meditazione sull'isolamento e sul graduale distacco dagli altri, che in qualche modo vale per chiunque si senta lontano o disconnesso dalla società. Anche se si basa su un’idea apparentemente semplice, riesce a tirare fuori dei punti di vista interessanti su solitudine e fragilità umana.

Matheson, ripeto, sa il fatto suo.

Crediti e collegamenti:

Commenti

La Colomba:

Ma il romanzo si conclude con lui che si ferma o continuerà a rimpiccolirsi sempre di più? e questo pone un problema di compatibilità con la vita o il problema non viene posto?

Pubblicato il: 19/12/2024
Bluebabbler:

Ciao, spoiler: lui è convinto di morire una volta raggaiuti i 'zero millimetri', ma in realtà continua a vivere in dimensioni microscopiche. Molti problemi di fisica non vengono comunque posti, diciamo che non cerca una narrazione precisa ma punta al coinvolgimento.

Pubblicato il: 20/12/2024
Anakina:

Adoro Matheson e questo romanzo mi è piaciuto tantissimo. Lo ricordo molto bene, nonostante siano passati diversi anni. Però il mio preferito in assoluto tra i suoi è "Appuntamento nel tempo".

Pubblicato il: 25/02/2025
Blueabbler:

Ciao, sai che mi manca completamente? Dici che vale la pena andarlo a recuperare?

Pubblicato il: 26/02/2025