Deserto Rosso - Rita Carla Francesca Monticelli
Pubblicato da Stefano Castelvetri il 07/03/2018
Lo so, lo so, è inutile che me lo ricordi. Quando ho spostato il blog, molti post sono rimasti indietro. Tra questi, le impressioni sulla quadrilogia di Deserto Rosso di Rita Carla Francesca Monticelli.
Colpa mia.
Il fatto è che quei post erano stati scritti man mano che gli ebook uscivano, contenevano commenti sul fatto che fossi più lento io a leggere che la Monticelli a pubblicare, e soprattutto erano stati scritti senza avere la visione complessiva della direzione che avrebbe preso la saga completa.
Aveva senso ripubblicarli così com'erano? Secondo me no.
Quindi, invece di spostare i post lasciandoli invariati, mi sono detto: "ok, adesso mi riguardo gli ebook e aggiorno le mie impressioni".
Per cui...
Per cominciare, di cosa parla il ciclo di Deserto Rosso? Parla del mistero e della clamorosa scoperta che avviene nel corso della missione di colonizzazione marziana Isis, che vede cinque astronauti impegnati a costruire la prima vera colonia sul pianeta rosso. Protagonista della vicenda è l’esobiologa svedese Anna Persson. Il ciclo forma un'unica storia che si bilancia tra l'hard science fiction e il thriller tecnologico. L'intera vicenda si compone di un racconto e tre romanzi, di cui parlo nelle righe seguenti.
Punto di non ritorno
La vicenda inizia con Anna Persson in viaggio a bordo di un rover sul suolo marziano. Il punto di ritorno del titolo, la distanza oltre la quale vengono a mancare ossigeno e carburante per tornare alla base, si avvicina. Dove si sta dirigendo Anna? E perché questa fuga suicida?
Questo racconto è l'incipit ideale. Costa poco, è corto e veloce da leggere. Introduce il lettore alla vicenda e all'ambientazione lasciandolo con il desiderio di scoprire qualcosa di più, ma senza ricattarlo con una storia monca. Ho apprezzato il modo in cui viene sviluppata la personalità della protagonista e il senso di ansia crescente man mano che il viaggio va avanti e il punto di non ritorno si avvicina.
Abitanti di Marte
Questa seconda parte della storia si sviluppa temporalmente prima e dopo gli avvenimenti del primo racconto. Ma soprattutto prima, pur non essendo un prequel. Piuttosto, è 'punto di non ritorno' a diventare un prologo. Stavolta la narrazione è più ampia e articolata e non si limita al solo punto di vista di Anna. Più personaggi, vicende, sorprese, qualche risposta e nuove domande.
Nemico invisibile
Il mio episodio preferito. In questo romanzo la tensione si alza rendendo la storia degna di un buon fanta-thriller. Non mancano azione, suspense e sorprese che riescono a mantenere alta (anzi, sempre in crescita) la tensione e la voglia di leggere ancora un'altra pagina per scoprire cosa succede dopo. I personaggi sono interessanti e la base scientifica (perlomeno fin dove è possibile) è solida.
Ritorno a casa
Forse l'episodio che ho gradito meno. Rappresenta la conclusione della storia e un pochino soffre, visto che la vicenda si sposta sulla Terra, della mancanza del panorama marziano. È con sentimenti contrastanti che lo si va a leggere. Da un lato si pregusta il finale e il destino dei protagonisti ma al tempo stesso si sente già la mancanza di una bella storia che ci ha accompagnato per mesi. Anche stavolta, comunque, il romanzo non delude. Forse è leggermente più lento rispetto al ritmo da thriller del precedente capitolo. Ma un po' di respiro ci sta, e le scene di azione non mancano. Soprattutto quando ci si avvicina al bel finale.
In conclusione, che dire? Voglio ringraziare l'autrice per aver messo in piedi, con talento e mestiere, un ottimo prodotto. Avventure di questo livello fanno proprio bene alla fantascienza italiana.
Per fortuna questo ciclo si inserisce in una saga ancora più vasta, il ciclo di Aurora, che per ora è stato portato avanti su altri due episodi: L'isola di Gaia e Ophir. Di questi titoli magari parlerò più avanti.
