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Italiani di ferro?

Italiani di ferro?

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 08/12/2025

Lo confesso: quando ho visto lo spot emozionale delle Ferrovie dello Stato che ci dipinge come un popolo "di ferro", non sono riuscito a non ridere.

Non so tu, ma tra tutti i materiali che potrei associare a noi italiani, il ferro è l’ultimo che mi verrebbe in mente. Forse, boh, la paglia, per quella nostra capacità di piegarci e sparpagliarci al primo vento. Oppure la mota, per quella tendenza a marcire lentamente nell’indifferenza. Al massimo, dai, se proprio vogliamo essere generosi, qualcosa di più mediterraneo come un pomodoro schiacciato dal sole, o una melanzana che si disfa in padella.

Ma il ferro? Quello freddo, resistente, inflessibile? Quello che evoca fabbriche e ponti, la stoica fermezza di popoli che, a differenza nostra, hanno una vaga idea di cosa significa determinazione? No, proprio no. Sembra quasi che questi abbiano scambiato noi italiani per gli isolani di ferro del Trono di Spade, quei buzzurri delle isole che si vantano di non piegarsi mai.

A questo punto, mi viene da chiedere: cosa ci rimane, come italiani, per tirarcela un po'? Di cosa dovremmo essere orgogliosi, esattamente? La creatività? Lo spirito? L’estroversione? La generosità? Pregi che forse resistono in piccole sacche di belle persone, circondate da un merdaio generale di gentaccia mediocre, disonesta, egoista e meschina. Proprio quella gente che incarna alla perfezione il luogo comune dell’italiano pizza, mafia e mandolino. Siamo il paese dove il 'furbetto' è un eroe popolare, dove l’arte di arrangiarsi è più apprezzata dell’onestà, dove la legge è un optional e la giustizia una barzelletta.

Se proprio vogliamo trovare un materiale che ci rappresenti, direi il pongo: malleabile, colorato, capace di prendere qualsiasi forma pur di non rompersi. Ci sciogliamo al sole e ci deformiamo sotto il peso delle promesse non mantenute. Ma il ferro? Quello è roba per chi ha una spina dorsale. Noi abbiamo una schiena molto flessibile, quella che permette di chinarsi a leccare il culo o a raccogliere le briciole che lasciano i potenti di turno.

Forse, invece di spot che ci dipingono come eroi di metallo, dovremmo puntare su qualcosa di più realistico.

"Italiani, un popolo che resiste a tutto: ai governi, alle tasse. Ma soprattutto alla vergogna"

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