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Scimmia di storie

Tomorrow, and tomorrow, and tomorrow - Gabrielle Zevin

Tomorrow, and tomorrow, and tomorrow - Gabrielle Zevin

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 31/03/2025

In visita alla sorella malata di leucemia, la piccola Sadie incontra un bambino asiatico con le stampelle e il piede avvolto in una gabbia metallica. Sta giocando a Super Mario Bros. Con la massima naturalezza i due ragazzini giocano, parlano e scherzano per ore. Per poi scoprire, da un incredulo infermiere, che Sam (questo è il nome del bambino) non parla e non fa amicizia con nessuno. E Sadie, se vuole, potrebbe tornare nei prossimi giorni per fargli compagnia. È l'inizio di una grande amicizia tra due anime affini. Una amicizia che durerà una vita intera, tra litigi, lavoro, progetti creativi e tanti, tanti, tanti videogiochi.

Avevo questo romanzo il lista su Amazon, in attesa che il prezzo calasse.

Non è calato. Ma un giorno in cui sono finito da Libraccio e ho visto esposto Elsewehere (che mi dicono di evitare come la peste), della stessa autrice, ho pensato di chiedere se avevano anche TaTaT. Neanche avessi chiesto un saggio minore dello scrittore pazzo Abdul Alhazred, le gentilissime commesse hanno cominciato a perlustrare scaffali, interrogare terminali ed elaborare teorie cosmiche sull'esistenza di questo titolo (che francamente credevo fosse più conosciuto). Nella totale confusione, perché io francamente non sapevo nemmeno il genere e avevo ben poche altre informazioni da dare oltre al titolo. Alla fine ne avevano due copie. E una si trovava in mezzo ai romanzi più brutti del genere romance. Ed era (f*ck Amazon, beccati questo 9,99€!) anche in offerta.

Comunque.

Definire il genere di Tomorrow, and Tomorrow, and Tomorrow è una lotta persa. Romanzo di formazione? Non proprio. Storia d’amore? Decisamente no. Young Adult? Aho, sul serio? Alla fin fine è la storia di un’amicizia che attraversa anni, successi, fallimenti e incomprensioni resistendo (quasi) a tutto. I videogiochi non sono il fulcro della storia ma rappresentano un tema e un collante, un catalizzatore narrativo e un pretesto che aiuta anche a inserire un momento drammatico bello pesante (perché siamo negli USA e certe cose lì vanno a finire in un certo modo). Sicuramente non è un romanzo di genere: è 'solo' una storia scritta bene, con metodo e trasporto, che parla di persone e di connessioni molto umane.

L'autrice non regala colpi di scena ma usa uno stile coinvolgente, pieno di riferimenti alla cultura pop. La storia si intreccia con elementi quasi meta-narrativi, con salti temporali, cambi di prospettiva, riferimenti letterari e anche una lunga sezione in cui ci si rende conto, dopo un po' di righe, di essere dentro un MMORPG.

La relazione tra i personaggi viene narrata attraverso il loro rapporto con il game design. Le descrizioni delle dinamiche di sviluppo dei videogiochi e delle difficoltà creative ed economiche del settore funzionano molto bene, anche grazie alla passione dell'autrice e alla documentazione accurata (tra cui riferimenti, che fortunatamente già conoscevo, a opere chiave del dietro-le-quinte del mondo indie come Blood, Sweat, and Pixels o il documentario Indie Game: The Movie).

Sì, i videogiochi. Ma i personaggi?

Sadie Green, Sam Masur e Marx Watanabe sono personaggi che non sempre (soprattutto Sadie e Sam) si fanno amare, anzi a tratti riescono a essere proprio insopportabili. Sadie è brillante ma è anche intrappolata nelle sue insicurezze, nel bisogno di riconoscimento e in parecchie paturnie; Sam è geniale ma chiuso, testardo e così perso nel suo dolore da diventare frustrante. E poi c’è Marx, l’eccezione, il collante, in apparenza quello 'bello coi soldi' ma anche l’unico che sembra davvero avere un equilibrio emotivo decente. Eppure, proprio perché così umani (imperfetti, contraddittori, fragili e talvolta un po' stronzi) non ho potuto fare a meno di seguirli, pagina dopo pagina, mentre la vita li prendeva a bordate e calci da ogni direzione.

Non c’è stato, alla fine, un vero e proprio lieto fine. Solo la capacità di resistere e andare avanti con quello che si ha a disposizione.

Piaciuto? Sì.

Crediti e collegamenti: