Il posto delle onde - Lucia Patrizi
Pubblicato da Stefano Castelvetri il 17/02/2023
L'apocalisse è giunta quando i confini dei mondi hanno cominciato a sgretolarsi e per l'umanità non è rimasto più un posto dove vivere. Dalle crepe sono emersi mostri, fenomeni, sostanze che hanno in breve tempo sterminato gran parte della popolazione. Il posto delle onde è il rudere di una villa su una scogliera, al limite tra l'oceano e il deserto, nella quale hanno trovato rifugio due sopravvissute. Alice e River.
Continuo a pescare dallo strato che si è sedimentato sul fondo digitale del Kindle, e stavolta il ripescaggio è per un romanzo di Lucia Patrizi che, se ho ben capito, è stato scritto prima di My Little Moray Eel ma pubblicato poco dopo.
Quando di un autore arrivi a leggere il terzo romanzo inizi anche a trovare familiari lo stile, i temi, le ambientazioni. È un terreno che inizi a conoscere e nel quale ("Ah, eccoci di nuovo qui") cominci anche a sentirti a tuo agio. Ne Il Posto delle Onde ho ritrovato (appunto) temi, personaggi e stile (ci sono ancora i link ai brani musicali a inizio capitolo!) che riportano spontaneamente sia a My Little Moray Eel che Nightbird. Lo trovo un aspetto positivo, come quando inizi un romanzo di King e ti ritrovi ad esplorare una cittadina del Maine: non è ripetizione ma familiarità.
La struttura de Il Posto delle Onde è piuttosto schematica: prima parte per Alice con backstory che la porta alla scogliera; seconda parte per River con backstory che la porta alla scogliera; ultima parte con le due che si accompagnano verso il finale. Le due parti vanno a completare tutti i pezzettini che compongono lo scenario della storia e ci mostrano chi e cosa sono le protagoniste: un buon modo per empatizzare con entrambe e arrivare 'carichi' a un finale che necessariamente smuoverà più di un'emozione.
Poi c'è un gioco di elementi contrapposti. River è terra, forza, sabbia e roccia. Alice è acqua, empatia, armonia. La scogliera ha l'oceano di fronte e il deserto alle spalle. Le fiere che proteggono le due protagoniste sono anch'esse contrapposte: una pantera e uno squalo bianco che, per quanto letali, quasi si riducono ad animaletti domestici al confronto con i mostri.
Sì, perché ci sono i mostri.
Tanti. Terribili, incomprensibili, ineluttabili. Eppure, a tratti, lasciano trasparire un velo di bellezza, quasi di vulnerabilità. Perché anche loro sono finiti per caso a cozzare con gli altri mondi e anche loro sono spaesati.
E, insomma, tutte queste morti, questo sangue e questa distruzione alla fine finiscono per fare da cornice a una storia d'amore sofferta, impossibile, intensa.
