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Il film non ti piace? Ecco la versione per te

Il film non ti piace? Ecco la versione per te

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 02/01/2020

Ti ricordi quando in un precedente post mi è uscita una frase del tipo "Non per fare il tuo lavoro, ma..."?

Io sì.

Rimuginavo su questa faccenda dell'opera artistica che magari abbiamo apprezzato in parte ma, visto che siamo diventati tutti degli scassamaroni, c'è sempre quel dettaglio che ce l'avrebbe fatta piacere di più.

Per cui il film, bello e tutto, ma ci sarebbe stata meglio qualche scena d'azione in più.

Oppure la serie, bella e tutto, però cavolo il finale proprio non ci stava.

O anche il fumetto, bello e tutto, però io tutte queste scene violente proprio non le digerisco.

E, insomma, dobbiamo sempre dire la nostra, fare i pretenziosetti anche solo per avere qualcosa da dire. Oppure davvero i nostri gusti coincidono solo in parte con quell'opera, per cui ci siamo trovati benissimo per quel 80% ma poi abbiamo, come capita spesso, storto il naso per il restante 20%.

Eh, non siamo mica tutti uguali.

Non si possono mica accontentare tutti.

O forse sì?

Ci stiamo spostando da quel mondo fatto di pizze di celluloide e fogli di carta pinzati. Ora che l'opera artistica (1) è digitale, si è spostata sul media che si fa più interattivo, più fluido, più modificabile.

E allora abbiamo serie che diventano interattive, con la possibilità di scegliere cosa far fare al nostro protagonista. Oppure film che vengono letteralmente riplasmati per un pubblico differente, portando a un nuovo livello quell'adattamento che finora era limitato al doppiaggio in lingua.

E perché, quindi, non immaginarci un passetto avanti? Se già la Piattaforma Onniscente conosce i nostri gusti e ci propone contenuti che dovrebbero piacerci, perché non spezzare quei contenuti sulle singole scene, le singole inquadrature, le colonne sonore e gli elementi della trama? I titoli di testa avranno quello stile grafico che ci piace tanto. La prima scena, con una transizione dello stream completamente fluida, sarà scelta in base allo stile che gradiamo di più.

Il/la protagonista sarà sceltə in base al nostro genere, la nostra etnia, la nostra età. L'introduzione del villain, purtroppo, ci lascerà un po' freddini. Ma niente paura. Il nostro telecomando smart ascolterà i nostri commenti. Non dobbiamo nemmeno premere dislike e vedrai che alla prossima riproduzione tutto sarà esattamente come ci piace.

Il film proseguirà quindi usando la colonna sonora perfetta e la fotografia che abbiamo tanto apprezzato in quell'altra pellicola (ah, già, è da un pezzo che non ha più senso parlare di pellicola).

E il finale? Ah, beh. Con una scelta di duecento finali, la Piattaforma sceglierà quello che gradiremo di più in base alla corrente del fandom a cui apparteniamo, alla nostra sensibilità, al nostro orientamento politico, al gradimento del personaggio X rispetto al personaggio Y.

Risultato: il film perfetto.

Pensaci, niente più recensioni incazzate. Niente più orde di fan isterici che bullizzano registi, attori e trovarobe.

Infine, quando ognuno potrà avere quello che desidera quando lo desidera, nessuno potrà più lamentarsi. La Piattaforma avrà realizzato la Pax Digitale.

Ahhhh. Che relax.

Però, c'è un però. Eh, lo so, non per fare il guastafeste, ma c'è sempre un però.

L'algoritmo della Piattaforma Onniscente è noioso. Incredibilmente noioso.

Quando apro, tanto per fare un esempio, Netflix e mi aggiro nella home del mio profilo, spesso rimango sconfortato. È una palude. Due o tre generi, sempre quelli, corrispondenti agli ultimi due o tre episodi/film sui quali ho dato un apprezzamento. Come se non volessi mai variare, come se oggi non mi andasse di vedere qualcosa di diverso. Lo so, è normale. È naturale che un algoritmo (2) non riesca a leggermi nella mente e l'unica cosa che possa fare bene è ripropormi all'infinito quello che potrebbe piacermi. Ma io voglio stupirmi, voglio provare delle novità. Fanculo l'algoritmo, se oggi mi sento fortunato.

Ecco perché la pax digitale non può funzionare. Sai che palle il film perfetto? Mancherebbe la possibilità di vedere una storia dal punto di vista di chi ce la sta raccontando. Magari imperfetta, magari contestabile o inospitale. Magari che finisca col portarci in luoghi in cui non pensavamo di finire. Ne abbiamo bisogno, per non fossilizzarci.

E, vabbé, pazienza. Toccherà sorbirsi le recensioni negative e le battaglie nerd.

Aggiornamento

Ce l'abbiamo quasi fatta, poi non dire che non avevo avvertito.

giphy-1

(1) Oh, non sempre, non per tutti i media. Non per ogni cosa.

(2) Quando l'algoritmo incontra una persona reale, non può uscirne niente di buono.

Crediti e collegamenti:

Commenti

Mikael Compo:

Bel post riflessivo, concordo sulle conclusioni.

Pubblicato il: 03/04/2024
Bluebabbler:

Ci tengo. Anche ciò che non ci piace ha senso.

Pubblicato il: 07/04/2024