I Guardiani del Destino (racconti) - Philip K Dick
Pubblicato da Stefano Castelvetri il 12/09/2023
Per quanto godibilissima, questa raccolta di romanzi di Philip K Dick non mi è sembrata tanto interessante per il valore artistico (no, non li reputo i testi migliori nella produzione di questo grande autore) quanto per il fatto curioso che si tratta di racconti diventati tutti, ma proprio tutti, produzioni cinematografiche. Non capita spesso, dai. Nemmeno con i racconti di King.
Diventa quindi intrigante andare a vedere come sono stati portati sul grande schermo e come il lavoro di Dick sia stato più o meno stravolto.
Sono quindi andato a ripescare qualche pellicola (avevo visto solo i film più popolari), con esiti altalenanti.
Gli spoiler saranno inevitabili, per cui se ti interessa qualcuno dei film o racconti che seguono e non vuoi rovinarti la sorpresa, evita di leggere la corrispondente sezione.
Come è andata?
Non tutti i film sono degni di visione, diciamolo, ma in generale lo spirito dei racconti viene mantenuto. Certo, con qualche modifica dovuta alla necessità di adattare il media.
Un aspetto che sio nota è che, al di là dell'idea centrale, spesso i racconti di Dick mancano di un personaggio femminile di rilievo (evidentemente l'autore non vi si trova a proprio agio) che invece è fortemente richiesto dall'industria hollywoodiana. Purtroppo in questo senso non si pensa tanto allo spessore del personaggio quanto alla componente sex-appeal, ma queste aggiunte il più delle volte sono molto forzate. Si può fare un discorso simile anche per le scene d'azione. Non che manchino nei racconti, ma ovviamente Hollywood ne richiede molte di più. A volte purtroppo a scapito di qualche elemento un po' più cerebrale presente nei racconti originali.
I guardiani del destino
(The adjustment bureau - George Nolfi - 2011)
Questo non era facile. Il racconto è corto, molto semplice per gli standard dickiani, basato principalmente su un'unica scena molto evocativa e vivida, quella in cui il protagonista Eddie arriva in ritardo al lavoro e vede in atto una ristrutturazione della realtà. Seguirà il contatto con i Guardiani, la fuga, un accordo. C'è anche un tono abbastanza divertito, e gli agenti dei guardiani sono simpatici cazzoni (il cane!).
In effetti il racconto copre circa la prima mezz'ora del film, che deve quindi proseguire con le proprie gambe. Come fare? Reinventandolo. Lo sceneggiatore e regista cambia protagonista. David (Matt Damon) da impiegato diventa un giovane politico rampante. Anche un po' antipatico, aggiungo. E viene aggiunto l'elemento romantico (Emily Blunt), con una donna di cui il protagonista si innamora ma la cui storia non deve proseguire perché il destino non lo prevede.
Il risultato non è eccelso e stravolge il racconto ma si fa guardare, ci sono ben pochi colpi di scena e capiamo subito dove il tutto va a parare. Eppure ci sta, dai. Si è visto di peggio. Si vedrà di peggio.
Peccato che quella scena dell'aggiustamento sia realizzata con scarsissimi mezzi. Era un po' il punto focale del tutto.
Next
(Next - Lee Tamahori - 2007)
Il racconto The Golden Man potrebbe essere inserito alla perfezione nella saga degli X-Men. Si inserisce infatti in un futuro imprecisato in cui i mutanti, quando individuati, vengono stanati ed eliminati da una organizzazione governativa perché ritenuti pericolosi per la razza umana. Cris, un giovane mutante dalla pelle dorata e bello come un dio greco (!), ha una caratteristica particolare: riesce a vedere tutti i futuri possibili a partire dal presente. Questo lo porta (molto interessante) a non interagire quasi per nulla con le altre persone e ad essere per la maggior parte del tempo perso nella analisi di questi futuri. Risulta anche pressoché infallibile, cosa che tornerà a suo vantaggio quando verrà individuato dagli agenti umani e rinchiuso in una struttura. Qui, durante la sua fuga per salvarsi la vita, scopriremo che è in grado di utilizzare un altro 'super-potere' di cui non ti dirò altro.

Nel film di Lee Tamahori, Cris (Nicholas Cage) possiede il potere di vedere tutti i futuri possibili (ma solo se lo riguardano direttamente) fino a due minuti dal presente. Il protagonista sbarca il lunario come prestigiatore/mentalista/giocatore a Las Vegas ed è ricercato da un agente dell'FBI (Julianne Moore) che vorrebbe la sua collaborazione per individuare una cella terroristica in grado di far esplodere un ordigno nucleare sul suolo degli Stati Uniti. La trama di questo film bruttino è piuttosto confusa, soprattutto quando cerca di espandere l'ambientazione del racconto in una direzione poco chiara che sembra un riempitivo da quattro soldi. La presenza di Jessica Biel è sempre piacevole ma rilevante solo perché il suo futuro viene visto da Cris oltre i due minuti (perché?), e l'insistenza dell'FBI nel voler usare i poteri di Cris è francamente molto forzata. Inoltre non è chiaro perché (e come) i terroristi siano anch'essi alla ricerca del protagonista.
Comunque, sì, qualche scena figa (c'è un momento in cui Cris 'esplora' letteralmente un intero edificio provando tutte le strade in cui può proseguire) ma il film è decisamente poco memorabile.
I labirinti della memoria
(Paycheck - John Woo - 2003)
Una cosa che mi ha sempre dato grande fastidio nel film Paycheck è che l'esperto ingegnere Michael Jennings (Ben Affleck) percepisce un pagamento extra per quella che è la NDA definitiva: farsi ripulire la memoria dopo aver realizzato un progetto per il committente di turno. Peccato che un ingegnere di questo calibro con l'esperienza ci campa. E se la elimina insieme ai ricordi, con cosa preparerà il prossimo progetto? Mah.
Dick nel suo racconto la imposta leggermente meglio. Il suo protagonista è, per quanto bravo, un semplice tecnico assunto insieme a tante altre persone. La cancellazione della sua memoria serve infatti più a nascondere i progetti della compagnia che lo ha assunto (a tempo determinato) e che sta preparando qualcosa di assolutamente pericoloso a livello sociale.
Non che la trovata sia perfetta: ci sono evidentemente sistemi meno complessi per ottenere la segretezza su certi progetti. Ma, ovviamente, non porterebbero a una trama avvincente. Cosa fa invece, sia nel racconto che nel film, il nostro protagonista? Invece del pagamento pattuito, si fa consegnare una busta contenente 'oggetti personali' apparentemente innocui ma assolutamente vitali. Quanto siano vitali lo si capisce presto: durante il suo incarico il protagonista ha evidentemente visto il futuro e ha capito che gli oggetti gli serviranno per tirarsi fuori da situazioni mortalmente pericolose e raggiungere il suo obbiettivo.
A questo punto entrambe le storie diventano una rocambolesca avventura di Michael che con i suoi misteriosi zavagli persegue (nel film) la fuga dai cattivi e (nel racconto) la possibilità di incastrare la compagnia. Nel racconto quest'ultimo aspetto è particolarmente interessante: Michael non vuole incastrare la compagnia per distruggerla quanto per obbligarla a farne di nuovo parte (ai massimi livelli). Motivazione piuttosto interessante, che, insieme al dettaglio di Michael che parla del sé stesso del passato come un lui, rende decisamente più divertente il racconto rispetto al film.
Film che, ti dirò (come alcune pellicole del John Woo occidentale) è invecchiato male. Come con Next, sembra di vedere un brutto film anni '90 con brutte scene d'azione anni '90 e uno dei più ridicoli e implausibili inseguimenti auto/moto della storia del cinema. Per fortuna c'è una Uma Thurman bellissima.
Impostore
(Impostor - Gary Fleder - 2002)
Nel racconto di Dick il protagonista si vede accusato di essere la copia di se stesso: è infatti in corso una guerra con una razza aliena e pare che il nemico abbia trovato il modo di sostituire con dei cloni robotici alcune figure chiave terrestri. Inizia quindi una rocambolesca fuga per evitare di essere eliminato, e per tutta la narrazione ci sarà il dubbio (spoiler: in realtà si capisce) sul fatto che sia l'originale o una copia. L'elemento dickiano ovviamene è: come dimostri di essere te stesso se è possibile realizzare una copia che ha le tue stesse memorie?
Il film di Fleder, nonostante un buon cast (Gary Sinise è il protagonista, e c'è Vincent d'Onofrio che fa il cattivo!) ha tutto l'aspetto e il contenuto di un filmetto TV girato negli anni '90 che cerca di nascondere con inquadrature storte e zumate avanti e indietro (un po' nauseanti a dire il vero) la povertà delle ambientazioni e degli effetti speciali. C'è una piccola sorpresa nel finale per chi ha già letto il racconto ma in generale si tratta di un film davvero mediocre. Oggi un regista indipendente con due soldi e un po' di talento avrebbe fatto decisamente meglio.
Rapporto di minoranza
(Minority report - Steven Spielberg - 2002)
Forse il film più famoso e anche il migliore di questa raccolta? Secondo me sì.
Minority Report è ancora godibilissimo, tiene incollati allo schermo e riesce ad arricchire di dettagli uno spunto originale che, per quanto brillante, è piuttosto scarno. E mi piace ancora molto nonostante non abbia mai gradito la fotografia e l'effetto bleach (non mi piacciono desaturazione e sfocature, preferisco vedere il più possibile di una scena). Ma sono gusti personali.
Nel film di Spielberg, Tom Cruise è John Anderton, capo della Precrimine ovvero una divisione sperimentale di polizia che prevede gli omicidi prima che accadano. Come ci riesce? Facendo uso dei Precog, individui affetti da degenerazioni psichiche in grado di effettuare delle preveggenze decisamente precise. Alla Precrimine non rimane che analizzare le informazioni e recarsi sul posto prima che l'omicidio avvenga, arrestando il possibile colpevole. Non importa che si professi innocente (oops, in effetti sono tutti innocenti, non avendo ancora ucciso nessuno), il futuro omicida viene assicurato alla giustizia.
Il problema inizia quando Anderton viene accusato di un futuro omicidio. Lui si considera innocente (eh), ma il processo deve andare avanti. Ma... è tutto corretto oppure si tratta di un complotto?
Sia il film che il racconto poggiano su un punto debole del 'sistema precrimine' che permette di manipolare le predizioni dei precog. Film e racconto approcciano però questo punto debole in maniera completamente diversa (il complotto stesso è completamente reinventato ma funziona bene in entrambi i casi). È interessante notare che il racconto, essendo le predizioni in forma scritta, basa il suo punto debole sulla sequenza delle predizioni dei tre precog mentre il film, essendo le predizioni visuali, basa il suo punto debole sulla percezione visiva delle stesse.

Modello due
(Screamers - Urla dallo spazio - Christian Duguay - 1995)
Il film Screamers è decisamente un B-movie con la solita ambientazione girata in una cava (e/o un cantiere e/o una discarica), effetti speciali già datati e una manciata di attori scarsissimi che si scambiano orribili battute macho anni '90 (e no, con tutta la buona volontà, Peter Weller non spicca per niente).
La trama del racconto originale è rispettata. Abbiamo una guerra in corso che sta per essere vinta da una delle fazioni in seguito all'introduzione di robot assassini autonomi. Nel corso della vicenda si scoprirà che i robot non sono solo quelli piccoli ma letali, e che nuovi modelli sono stati realizzati per ingannare i soldati e convincerli a farli entrare volontariamente nei bunker. Avremo quindi un Modello Uno, che si presenta come un soldato ferito, e un Modello Tre, un convincente orfanello. Rimane il dubbio su cosa sia il Modello Due (da cui il titolo del racconto) e la vicenda si focalizza sulla paranoia dei superstiti che arrivano a dubitare di chiunque.
Ma se nel racconto abbiamo un futuro post atomico in cui i soldati superstiti delle due superpotenze (russi e americani) continuano a combattere una guerra disperata su una Terra ormai ridotta in cenere, nel film il tutto è spostato su un lontano pianeta Sirius 6B e le due fazioni diventano delle generiche 'Alleanza' e 'Corporazione'. Questa presa di distanza rende tutto un po' meno drammatico e un po' più annacquato: mancano gli scambi tra americani e russi e manca quel senso di imminente (e meritata) estinzione della razza umana che troviamo nello scritto. Ma, del resto, si tratta di un B-movie. E con i dialoghi che si ritrova e il finale in stile hollywoodiano anni '90, non si può certo dire che sia stata una delle migliori visioni.
Meglio il racconto.
Ricordiamo per voi
Nel racconto originale, Douglas Quail vive una vita banale e sogna costantemente di poter andare su Marte. Non potendoselo permettere, va alla Rikord Inc per farsi impiantare un falso ricordo del viaggio, indistinguibile da un ricordo reale. Cosa c'è di meglio? Potrà permetterselo e inoltre riceverà anche alcuni oggetti reali che completeranno la sua esperienza.
Qui però qualcosa va male, perché Quail era davvero (?) stato su Marte in qualità di super agente segreto dell'Interplan, e il ricordo fittizio non fa altro che ripristinare quello reale, andandolo a stimolare nelle stesse 'zone' della memoria. Alla polizia questa cosa non piace molto (non è chiarissimo il motivo) per cui si mette sulle tracce del protagonista per eliminarlo.
Interessante il guizzo finale in cui lo stesso Quail, per risolvere la faccenda e sopravvivere, propone di innestare un nuovo ricordo completamente diverso dai precedenti e costruito appositamente per eliminare per sempre il Quaid agente segreto.
Solo che... (molto carino il finale, in cui tutta l'illusione si inserisce in un nuovo livello).
(Total recall - Paul Verhoeven - 1990)
In questo filmone di successo di Verhoeven il massiccio Arnold Schwarzenegger è Douglas Quaid, un operaio che vive una vita banale e non si accontenta della moglie super-gnocca (Sharon Stone) sognando di andare su Marte. Alla Rekall gli innestano quindi un ricordo fittizio in cui lui è su Marte ed è anche un agente segreto. Le cose non vanno come previsto e Quaid si ritrova braccato da tutti, finendo su Marte e liberando il pianeta dagli oppressori. Ok, se l'inizio è piuttosto fedele al racconto, è sul pianeta rosso che la trama parte per la tangente. Però il film risulta divertente, cinico, e pieno di effettoni speciali.

(Total recall - Len Wiseman - 2012)
Esiste anche questo remake tutto muscoli, lens flare e menare. C'è Douglas Quaid (Colin Farrell), operaio che vive una vita banale e non si accontenta della moglie super-gnocca (Kate Beckinsale) ma finisce alla Rekall per farsi impiantare un ricordo. Questo, prima ancora di essere impiantato (?), innesca una serie di inseguimenti nel momento in cui la Federazione scopre la natura di super-spia-terrorista-ribelle di Quaid. Ah, niente Marte ma una strana ambientazione in cui rimangono solo Regno Unito e Australia collegati da un tunnel che passa per il centro della Terra. Per il resto scazzottate, sparatorie, inseguimenti senza fine e una battuta ben riuscita di Bill Nighy sul fatto che non sia il passato (che può essere modificato) ma solo il presente a definirci come persone. Per buona pace dei ricordi, veri o falsi che siano. Wiseman a un certo punto inoltre non resiste più e trasforma la Beckinsale in una 'cattiva' Selene, opponendola alla 'buona' Jessica Biel (ricordi il discorso sul sex appeal nel portare Dick su grande schermo? Eccone una bella fetta).
In questo caso gli spunti del racconto sono ridotti al minimo. Persino Marte è a malapena accennato. È comunque un film con una bella estetica.
Altro
La recensione di I Guardiani del Destino da cinematografo.
La recensione di Impostor da spietati.
La recensione di Minority Report da spietati.
La recensione di Screamers - Urla dallo spazio da cinematografo.
La recensione di Total Recall (1990) da vengonofuoridallefottutepareti.
La recensione di Total Recall (2012) da ilzinefilo.
