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Le grandi storie della fantascienza 4 - Isaac Asimov

Le grandi storie della fantascienza 4 - Isaac Asimov

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 25/08/2023

Questa raccolta recuperata per caso in un mercatino dell'usato è stata una lettura davvero eccezionale.

Parliamo di racconti pubblicati nel 1942, in un periodo di grande fermento per la fantascienza. Ma se i racconti non sono più così attuali quanto a tecnologie (razzi, raggi ed energia atomica), questo fermento si percepisce ancora e rende la lettura paradossalmente molto più rinfrescante rispetto a tanti scritti di questi ultimi anni. Anche se rimane lo stupore, e l'amarezza, nel ricordare la drammatica evoluzione degli anni a venire (nel 1941 gli Stati Uniti erano formalmente in guerra con l'asse).

Ma... come parlare di una raccolta di racconti?

Parlando, credo, di ogni singolo racconto.

Il Topo Stellare (The Star Mouse), di Fredric Brown

Questa storia al tempo stesso divertente e tenera si inserisce alla perfezione nella produzione di Fredric Brown.

Narra di un uomo solitario, dal forte accento tedesco, che per testare un combustibile di sua invenzione vuole costruire un piccolo razzo per viaggiare nello spazio. Il topo del titolo vive nella sua casa, e diventerà suo malgrado il passeggero del razzo in questione. Il viaggio avrà un esito imprevisto, così come imprevisto sarà il rientro sulla Terra.

Finale malinconico, che scalda il cuore.

Le ali della notte (The Wings of Night), di Lester Del Rey

Due viaggiatori spaziali devono compiere un atterraggio di emergenza sulla Luna, dove si imbatteranno in un rappresentante di una specie ormai quasi estinta. Collaborare o soggiogare? I temi sono attualissimi, visto che si parla piuttosto chiaramente di xenofobia. Ma, anche se fino alle ultime righe ci viene lasciato il dubbio su quali saranno le decisioni dei personaggi, il messaggio finale è chiaro e positivo: collaborare è molto più sano e vantaggioso che prendere con la forza.

Collabora, altrimenti… (The War Against the Rull), di A. E. Van Vogt

Per certi versi simile al racconto precedente, e per altri versi vero e proprio antenato (prima ancora del romanzo di Barry Longyear) del grande film Enemy Mine di Wolfgang Petersen.

Al culmine di una battaglia, un umano e un ezwal precipitano sul selvaggio pianeta Eristan II abitato da specie particolarmente letali. Come se non bastasse, sul pianeta sbarcano i Rull, una spietata razza in guerra con gli umani e particolarmente pericolosa. I due avversari, piuttosto a malincuore, scopriranno cosa significa l'espressione "Il nemico del mio nemico è mio amico" e finiranno con il collaborare scoprendo infine un reciproco rispetto e ammirazione.

Non tanto positivo quanto il racconto di Del Rey, visto che i protagonisti sono più costretti alla collaborazione che spinti da sani principi, ma il racconto di Van Vogt riesce, dopo alcune confuse scene iniziali, a diventare una buona lettura.

La Fondazione (Foundation), di Isaac Asimov

Che dire? Il racconto da cui tutto è iniziato, e non sapevo nemmeno che fosse iniziato tutto da un racconto.

Salvor Hardin è il sindaco della colonia di Terminus ed è alle prese con la prima grande crisi su questo pianeta periferico sede del progetto della Enciclopedia Galattica di Hari Seldon, il più grande psicostorico del suo tempo. E il primo messaggio di Seldon, nella Cripta, sta per rivelarsi. Cosa succederà?

Pare che da questo racconto del 1941 sia nata l'importantissima saga della Fondazione di Asimov, e che fu John Campbell a insistere fortemente perché questa storia non rimanesse relegata a un singolo episodio.

Il resto lo conosciamo tutti, credo.

La spinta di un dito (The Push of a Finger), di Alfred Bester

Al Prog Building hanno sviluppato uno strumento in grado di vedere il futuro, e una vera e propria crisi ha inizio quando lo strumento vede la fine imminente dell'intero universo.

Cosa fare? Sarà il brillante cronista Carmichael ad aiutare gli stabilizzatori a mantenere in vita l'universo... o forse no?

Simpatico racconto, molto scanzonato e godibile, con protagonista una discreta profezia auto-avverante.

Manicomio (Supermind), di A. E. Van Vogt

Vampiri alieni atterrano e... non so, non sono riuscito a finirlo.

Ho dei problemi, a volte, con Van Vogt.

Prova (Proof), di Hal Clement

Uno strano racconto il cui esseri di energia abitano il sole e teorizzano di mondi in cui gli atomi hanno legami talmente forti da formare elementi solidi. Poi questi esseri precipitano su uno di questi mondi. Piuttosto familiare, tra l'altro.

Non memorabile ma parecchio strano.

Nervi (Nerves), di Lester Del Rey

Sempre Lester Del Rey ci regala un altro racconto pazzesco, uno dei migliori di questa raccolta.

La vicenda narra l'escalation di un incidente in un impianto nucleare, visto dagli occhi dei medici che devono prestare soccorso ai tecnici esposti alle radiazioni. Parte un po' in sordina, ma quando inizia l'azione, beh, il titolo 'Nervi' dice tutto. Veramente un racconto ricco di tensione.

Essendo scritto nel 1942, poi, pur perdonando gli errori tecnici, direi che l'autore riuscì a immaginare molto bene il dramma dei danni che possono procurare le radiazioni su un corpo umano.

Da leggere pensando a come un autore di fantascienza possa aver ipotizzato i disastri di Chernobyl o Fukushima con più di 40 anni di anticipo.

Barriera (Barrier), di Anthony Boucher

Un interessante spunto sul tema viaggi nel tempo.

Non solo vediamo viaggiatori molto eterogenei provenire da vari momenti del passato e del futuro, ma assistiamo anche a uno spunto abbastanza interessante: la creazione di una barriera che impedisce il passaggio dei viaggiatori nell'istante in cui viene creata. Praticamente un muro sulla linea temporale pensato per proteggere un regime dittatoriale dedito al mantenimento totale dello status quo.

Cosa comporta tutto ciò?

Nota: nel racconto vengono utilizzati anche alcuni brillanti accorgimenti per mostrare l'evoluzione della lingua nel tempo. Del resto, non è pensabile che questa rimanga inalterata.

Il Twonky (The Twonky), di Henry Kuttner e C. L. Moore

Un racconto bizzarro, misterioso e inquietante che mostra ciò che accade a una coppia che acquista un nuovo modello di radio per la casa. Questa radio si rivela essere qualcosa di decisamente più complesso, una sorta di robot-assistente molto sofisticato che risulta fin troppo protettivo nei confronti dei suoi proprietari.

Racconto al tempo stesso divertente e creepy, bella lettura.

QRM Interplanetario (QRM-Interplanetary), di George O. Smith

Venus Equilateral è una stazione orbitante che si occupa di comunicazioni interplanetarie. Don Channing è l'attuale Direttore facente funzione. È un tecnico, e pensa più a far funzionare correttamente le strumentazioni e portare a destinazione i messaggi che a trarre profitto o ridurre le spese. È per questo che viene mandato a sostituirlo Mr. Burbank, un direttore commerciale. Le cose, alla stazione, cambieranno decisamente. E i tecnici dovranno scontrarsi con la dura logica del profitto. Almeno fino a quando il commerciale non commetterà un errore quasi fatale.

Un racconto inaspettato, una ambientazione lavorativa, una sorta di The Office fantascientifico in anticipo sui tempi. Se si esclude la tendenza dei vari manager a bere, fumare e amoreggiare con le segretarie, in qualche modo rimane assolutamente attuale. E assolutamente godibile.

Il negozio d'armi (The Weapon Shops of Isher), di A. E. Van Vogt

Quando nel piccolo villaggio viene aperto un misterioso negozio di armi, Creel è il primo a fomentare i concittadini contro la nuova indecente attività commerciale. Creel è devoto all'Imperatrice, un po' bigotto e di vedute piuttosto tradizionali. Ma è una brava persona e un grande lavoratore che, dopo l'arrivo del negozio, cade rapidamente in disgrazia. Disperato, cerca nel negozio un'arma per suicidarsi. Troverà, invece, un aiuto inaspettato.

Continuo ad avere problemi con Van Vogt, soprattutto quando mette in piedi questa sorta di 'manifesti' tra l'ingenuo e il fanatico. Sembra un adolescente convinto di aver capito tutto ma apparentemente inconsapevole della complessità delle storie degli individui che compongono una società.

E, mi spiace dirlo, la 'soluzione' è troppo ingenua per funzionare.

Mimesi (Mimic), di Donald A. Wollheim

Racconto urban gothic brevissimo ma proprio per questo particolarmente intenso, evocativo ed efficace. Si basa sul concetto di mimetismo batesiano, ovvero sul fatto che alcune specie animali siano in grado di imitare l'aspetto di specie più pericolose per difendersi dai predatori. E quale specie è più pericolosa dell'uomo? Cosa impedisce, quindi, a una specie animale, di imitare l'aspetto dell'uomo?

Questo racconto ha ispirato l'omonimo film di Guillermo del Toro del 1997.

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