Bluebabbler

Papà digitale. Sviluppatore antico.

Among Others - Jo Walton

Among Others - Jo Walton

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 22/07/2026

Galles. Le gemelle Morwenna e Morganna compiono un rito magico per abbattere un impianto industriale. Dopo un brusco salto temporale, ci ritroviamo nel 1979. Inghilterra. Morwenna ha quindici anni ed è stata iscritta in un collegio femminile. La sorella gemella non c'è più. Morwenna cammina con un bastone a causa di una disabilità alla gamba, è in affido da un padre che non ha mai conosciuto prima e cerca di sfuggire alle attenzioni della madre, una donna dalla follia oscura.

Questo titolo l'ho trascinato troppo a lungo quando ho avuto l'idea di leggermelo sullo smartphone. Pensavo che averlo sempre in tasca fosse una bella comodità, ma poi mi sono reso conto che lo schermo del telefono mi distrugge gli occhi e mi affatica la vista dopo poche pagine. In più, finivo sempre per distrarmi. E quindi basta, niente più letture su smartphone. La svolta, per fortuna, è stata quando mi sono deciso a passare il file sul Kindle. Lì la lettura ha ripreso a tutt'altra velocità e mi sono finalmente divorato questo piccolo gioiello di romanzo che si chiama Among Others, di Jo Walton.

Se cerchi una storia di formazione che non somigli ai soliti polpettoni, questa è un'ottima scelta. Niente cliché da young adult, promesso. Come anticipato, la storia è il diario di Morwenna, una ragazzina gallese che si ritrova a studiare in Inghilterra presso un collegio femminile. Viene da un evento traumatico, che scopriremo durante la lettura, che la lascia con una gamba seriamente ferita e senza la sorella gemella. La sua vita in collegio è un misto di profonda solitudine, lezioni noiose (a parte chimica) e rapporti complicati con le compagne di corso. Per resistere all'isolamento, la protagonista si rifugia in due cose: la ricerca delle fairies nei dintorni e la lettura di una marea di libri di fantascienza e fantasy. Questo sbranare romanzi uno via l'altro diventa in breve il suo vero baricentro, il meccanismo intimo che le permette di elaborare il lutto e di trovare un mondo accogliente in quelle storie incredibili.

Forse, e questo può essere il difetto che qualche lettore può trovarci, tutto avviene lentamente. Scuola, libri, lezioni, conoscenze, magia. La ricerca del karass. Non ci sono pericoli ad ogni scena, non c'è una gara contro il tempo e contro il villain di turno. La vita di Mori procede lentamente, e spesso in modo ripetitivo. Del resto, è la vita. Ed è un diario. L'evoluzione è molto graduale, come graduale è la crescita e il processo di guarigione della ragazza.

E poi è un fantasy, e naturalmente c'è la magia. Magia che, in questo libro, è gestita in modo perfetto: è centrale per tutta la trama, eppure resta defilata, discreta. Non aspettarti palle di fuoco, havrada crepadra e incantesimi spettacolari. Qui la magia agisce nell'ombra, muovendosi attraverso la coincidenza, la serendipità e il destino. È una forza a doppio taglio: rappresenta la fonte del trauma di Morwenna, dato che Morganna è morta proprio durante uno scontro magico, ma è anche l'unico scudo che la ragazza ha per proteggersi dalle manipolazioni materne e per provare a integrarsi in quel freddo ambiente inglese. La cosa affascinante è che persino Morwenna, a volte, dubita di ciò che vede. Dice chiaramente che ogni evento magico può essere spiegato in modo del tutto razionale, lasciandoti costantemente il dubbio che forse sia tutto una proiezione della sua mente, una fantasia.

E, poi, le fate. Puoi dimenticare l'iconografia classica: le creature di Jo Walton non hanno ali trasparenti, polverine dorate e cappelli buffi, e non sono nemmeno graziose miniature umane. Sono spiriti della terra bizzarri, grotteschi, legati alla natura selvatica o ai resti delle vecchie fabbriche gallesi. Comunicano in modo criptico e pretendono offerte ben precise.

Ho avuto una certa fortuna, tra l'altro, ad aver letto questo libro in lingua originale (oh, per puro caso). Credo che una traduzione avrebbe smussato troppo il contrasto fortissimo che l'autrice costruisce tra il Galles e l'Inghilterra (il luogo del trauma e della famiglia contro l'esilio, la rigidità e la normalizzazione), oltre a perdere la musicalità dei termini in gallese che infila nella narrazione. Il Galles nel romanzo non è solo uno sfondo ma un legame con la sorella scomparsa, con le origini della protagonista e con una magia antica e potente che è tutt'uno con il paesaggio celtico. L'autrice non idealizza questa terra, ce la mostra infatti segnata dalle miniere di carbone e dalle acciaierie dismesse. Ma è proprio questo scontro visivo tra natura e rovine dell'industrializzazione a creare un habitat bizzarro ma perfetto per le sue fate.

E poi, dietro la superficie della trama fantastica si muove uno strato introspettivo enorme e profondo. C'è il percorso faticoso di emancipazione da una figura materna oppressiva e distruttiva, c'è l'evoluzione di un'adolescente che impara a stare al mondo da sola e c'è, infine, la ricostruzione di sé dopo il dolore della perdita e del trauma.

Per finire, da appassionato di lungo corso, ti segnalo che il libro è una miniera d'oro assoluta di citazioni di genere fantastico. La passione della protagonista rispecchia quella dell'autrice e le pagine sono piene di riferimenti a titoli famosi e meno famosi. Appena ho completato la lettura sono andato a fare un giro in Rete e ho scoperto che qualcuno (giustamente) si è preso la briga di compilare la lista completa di tutte le opere citate nel testo o anche la bacheca Pinterest di tutte le copertine. Certamente una chicca da recuperare se hai voglia di fare un viaggio tra i classici della fantascienza e del fantasy, o per trovare qualche nuova lettura che avevi ignorato.

Tempo Speso Molto Bene. Se deciderai di leggerlo, fammi sapere cosa ne pensi.

Caricamento commenti da Mastodon

Caricamento commenti da BlueSky