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Le regole (non scritte) dello young adult

Le regole (non scritte) dello young adult

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 05/06/2021

Sì, cioè, se lo prendiamo nel senso più generico del termine, il genere young adult (o coming of age) è piuttosto vecchiotto ed anche vario. Se vogliamo include cose come “Il Libro della Giungla”, “Huckleberry Finn”, “Il Giovane Holden”, “I Ragazzi della 56ma Strada” e ovviamente pure “Piccole Donne”.

Ma oggi come oggi, nell’appiattimento creativo che ci circonda, lo young adult ‘moderno’ significa poco più che saga-letteraria-da-non-meno-di-tre-romanzi-che-finisce-puntualmente-in-saga-cinematografica-da-almeno-un-film-o-piu-di-uno-se-ha-successo.

Insomma, da “Harry Potter” a “Twilight”, da “Divergent” a “The Hunger Games”, da “Maze Runner” a “Shadowhunters”. Frotte di adolescenti pronti a salvare il mondo tra una storia d’amore, un atto di ribellione e una rivalità irrisolvibile.

Genere, quello dello ‘Young Adult Moderno Organizzato a Saghe’ (YAMOS), che pare avere delle regole non scritte ma imprescindibili.

Quali sono? Aguzzando la vista ne ho individuate alcune. Te le riassumo usando termini da giovini come ‘crush’, ‘cringe’ e ‘no, fra’. Così ci capiamo.

Protagonisti carini

I protagonisti non possono essere mai bruttarelli, che poi i giovini non li prendono a modello e soprattutto non si fanno prendere dalle crush. Non possono essere nemmeno bellissimi, che poi i giovini si intimoriscono.

Quindi, carini va bene? Sì, bene. Rigorosamente carini, perché se non lo sono abbastanza…

Cioe pero lavati

Coprotagonisti meno carini

… devono essere per forza coprotagonisti.

Il coprotagonista, lievemente meno importante del protagonista, deve essere meno carino/a del protagonista per non rubare la scena, ma non arrivare al bruttarello: deve infatti consentire la crush per tutti i giovini che non sono mainstream.

Per il bruttarello, se proprio li vogliamo inserire nella saga, rimangono quindi solo i posti da cattivo e da carne da macello.

Eeeeeee

Ribellione verso la società oppressiva

È impossibile farne a meno. Nello YAMOS ci deve essere una società oppressiva e questa deve essere appannaggio degli adulti. Scusa, dei vecchi.

Perché oppressiva? Perché il giovine, altrimenti detto adolescente, deve sbuffare per ogni cosa che l’adulto (scusa, vecchio) chiede: fare i compiti, mettere a posto in camera, lavarsi accuratamente.

Tutto ciò viene in qualche modo proiettato sulla società dipinta nello YAMOS facendo in modo che i giovani protagonisti siano: costretti a uccidersi tra loro, costretti a dividersi in casate dai nomi buffi, costretti a combattere con i lupi mannari e a vagare per strani labirinti. Tutto questo per poter gridare ‘abbasso i compiti’, che è, insomma, lo scopo ultimo dello YAMOS.

Bella raga

Gli adulti

Nello YAMOS gli adulti (anzi, i vecchi) oltre a fare le comparse hanno due possibili ruoli: il Mentore e il Cattivo. Il cattivo è di solito il ruolo più probabile. Tutti gli adulti, si sa, sono cattivi e vogliono eliminare e/o assoggettare i giovini al loro volere malvagio: obbligarli a fare i compiti.

Se l’adulto (anzi, il vecchio) non è un Cattivo, potrebbe essere un Mentore. Ne esistono pochi ma necessari. In ogni saga YAMOS che si rispetti infatti i giovini protagonisti avranno necessità, mentre sono impegnati a salvare il mondo, di fare qualche cosa da adulto (anzi, da vecchio): cucinare un uovo al tegamino; pagare una bolletta del telefono; andare in auto dal posto X al posto Y. Il Mentore sta lì proprio per questo, magari mentre dispensa consigli saggi (saggi per un vecchio, quindi completamente ignorati dai giovini).

Come forma di vendetta verso gli adulti, il Mentore spesso muore una volta esaurito il suo compito.

Bella zio, grazie per la casa

Le categorizzazioni

Tra i temi dello YAMOS potrebbe esserci l’emancipazione, la libertà, il libero pensiero eppure, cosa singolare, ogni saga che si rispetti deve avere una serie di categorizzazioni piuttosto rigide alle quali i giovini protagonisti appartengono.

Che sia la casa di BarbaSerpe o di OrsoGrosso.

Che siano i Cinghiali Mannari contro i Pallidi Sbrilluccicosi.

Che siano gli arancioni o i verdi.

Che siano gli Alleganti o i Refusi, c’è sempre la forte necessità di mettere ordine e separare i personaggi in gruppi, caste, tribù.

Probabile che l’adolescenza necessiti queste separazioni, questo mettere ordine in una fase di confusione totale. Dopotutto il gruppo crea un senso di appartenenza, di famiglia, che fa sentire meno soli. E lo YAMOS si nutre voracemente di queste necessità.

No asp sono in grifondoro!

Prendersi sul serio

Sempre.

Mai ridere. Mai fare ironia. Lo YAMOS è una cosa seria, un appiglio in una fase di crescita piena di drammi, in cui ogni occhiata storta, ogni maglietta sbagliata potrebbe rovinarti la vita. Per sempre.

Fortunatamente (e qui mi rivolgo a te, giovine) man mano che gli anni passano ci si rende conto che sono tutte vaccate, e che anche le situazioni in apparenza più drammatiche possono essere affrontate con una risata.

Ma NON nello YAMOS, cribbio!

Cioe ma io dico boh

In conclusione

Queste le regole che ho osservato, con superficialità e un forse un po’ di insofferenza, seguendo una manciata di saghe YAMOS. Immagino tu abbia intuito quali (è facile).

Ho offeso la tua saga YAMOS preferita? Beh, ricorda la regola del ‘Prendersi sul serio’. Stiamo qui anche per ridere delle cose che ci piacciono.

Ci sono altre regole? Non so, forse. Non le ho notate. Ma probabilmente ci sono. Fammi sapere.

Ci sono altre saghe che possiamo infilare nel sotto-genere YAMOS? Non so, credo di sì.

Ci sono anche ‘young adult’ che non stanno nello YAMOS? Sicuramente. Avoja. Credo siano i più belli.