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La seconda di Star Wars Visions

La seconda di Star Wars Visions

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 22/11/2023

Non so come, ma alla fine sono riuscito anche a ritagliarmi quella manciata di minuti necessaria per seguire una serie di nove-cortissimi-episodi.

(oltre al tempo forse è necessario anche avere la voglia).

Bene, ti ricordi che mi sono vagamente lamentato della ripetitività della prima stagione, che fondamentalmente proponeva solo varianti di duelli con spade laser in stile anime?

Devo dire che questo problema è stato in parte superato. O almeno affrontato. La seconda stagione infatti varia maggiormente su temi, nazionalità degli studi di animazione e stili (perbacco, ci voleva molto?) andando a pescare persino nel mio tanto amato stop motion (simulato e non). E poi, cosa devo dirti di più se non Studio Aardman?

Tra gli episodi che mi sono rimasti più impressi ricordo volentieri:

. Il coloratissimo e stilosissimo Sith dello studio spagnolo El Guiri, nel quale una ex-sith sfuggita al controllo del suo maestro si dedica all'arte su un pianeta remoto.

. Tra le stelle, la storia di due sorelle native di un pianeta occupato dall'Impero, con cui gli artisti cileni di Punkrobot confezionano un episodio graficamente stupendo. Ancora più affascinante, come ho scoperto in seguito, il fatto che non si tratti di uno stop motion nel senso classico quanto di animazione CGI realizzata per somigliare allo stop motion. Da vedere.

. Il leggendario studio Aardman, come anticipato, delizia con Io sono tua madre portando la claymation nell'universo di Star Wars. Lo fa a modo suo, con battute e citazioni fulminanti in un episodio frizzante e assolutamente divertente.

. In Viaggio verso la Testa Oscura un giovane Jedi e una companion uniscono le forze per cambiare gli equilibri tra i due lati della Forza. Si tratta di animazione 2D classica ma realizzata con qualità notevole da Studio Mir, uno studio sudcoreano molto blasonato.

. Il canto di Aau infine è una storia molto cozy in cui una bambina ha la capacità di portare equilibrio ai cristalli kuiber corrotti. È realizzata dallo studio sudafricano/irlandese Triggerfish ed è un'altra proposta di stop-motion dai colori vividi e dai materiali 'morbidosi'. Mi ha ricordato un po' la miniserie ONI di Tonko House per Netflix oppure i film di animazione di Trolls.

E, beh, questi pochi minuti ritagliati dopo così tanto tempo alla fine non li considero buttati via.

Mi piacerebbe, se ci fosse una terza stagione, poter vedere ancora più varietà di stili, magari con qualche studio indipendente davvero eclettico, e magari spingendo ancora di più sulla varietà dei temi.

Insomma, non solo Jedi e Sith e spade laser colorate. Questa galassia lontana lontana ha ancora molti luoghi da esplorare, e credo che lasciare spazio ad artisti meno legati alle grandi produzioni sia un bel modo per portarli alla luce.

Questa (forse) è la Via.

Crediti e collegamenti:


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