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Incontro con Rama – Arthur C. Clarke

Incontro con Rama – Arthur C. Clarke

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 03/11/2023

Un immenso asteroide in rotta verso il sistema solare viene avvistato dalle strutture di Marte. Man mano che si avvicina, ci si rende conto che non si tratta di un oggetto naturale ma di qualcosa di alieno. Rama, così viene chiamato, può essere intercettato solo dalla nave spaziale Endeavour comandata dal capitano Norton. L'improvvisata spedizione porterà a una serie di incredibili scoperte, grandi rischi, e la consapevolezza di non essere soli nell'universo.

Questo romanzo, il primo di una saga di quattro titoli, possiamo definirlo una storia di esplorazione. Questo, infatti, accade per tutta la durata della narrazione. Viene esplorato un mondo sconosciuto e alieno.

Se può sembrare noioso, beh, non lo è. Clarke sa usare la fantasia e a deliziarci con invenzioni come gli scim e i biot, ma riesce anche a inventare mondi del tutto plausibili. Rama è alieno, misterioso ma anche concreto e credibile. Non ci saranno deliri extra-dimensionali, ma misteri da risolvere e tecnologie da comprendere. E pericoli, che i componenti della spedizione dovranno evitare con astuzia e prudenza. E un sano rispetto per le cose che non conoscono.

Strani capitoli

I componenti della spedizione, dicevamo, sono uomini e donne che si comportano con intelligenza ma non sono automi infallibili: li vediamo spesso cedere a piccole debolezze, battibecchi, simpatici difetti che li rendono più vicini e ci permettono di immedesimarci meglio. Il tono di narrazione di Clarke, poi, è più leggero e divertito del solito e questo contribuisce a rendere la lettura di Rama piuttosto piacevole e cozy.

Per questo, ti dirò, a me è venuto più volte in mente un paragone con un'altra esplorazione di un ambiente alieno dalle caratteristiche fisiche disorientanti. La perduta R'lyeh in cui si imbattono i naviganti ne Il Richiamo di Chtulhu di Lovecraft è una città dalla geometria "anormale, non euclidea e repulsiva, che sa di sfere e dimensioni diverse dalle nostre" non molto diversa, per certi versi, da scenari che su Rama ricordano le logiche escheriane, con scale che scendono e poi salgono, con un cielo coperto da costruzioni o mari. Se però nel racconto di Lovecraft la geometria di R'lyeh genera repulsione e terrore, nel romanzo di Clarke è l’occasione per cercare di comprendere, adattarsi e trovare la logica che sta dietro il disorientamento. Gli esploratori della Endeavour non fuggono terrorizzati ma si adattano all'ambiente alieno e li vediamo diventare sempre più sicuri e a proprio agio in un mondo che diventa quasi familiare. Tanto che arriveranno a difenderlo quando questo verrà minacciato.

Insomma, alla fine scappano sia gli esploratori di R'lyeh che quelli di Rama. Ma scapperanno in modi diversi e con motivazioni diverse. E, insomma, ogni tanto ci possiamo concedere un po' di sana positività.

Concept art

Nota finale: ho letto che Denis Villeneuve dirigerà un adattamento cinematografico di questo romanzo. Mi fa molto piacere perché ho molta fiducia nel lavoro di questo regista. Villeneuve è in grado di ricreare con grande abilità il feeling di una ambientazione: dalle pioggie di Arrival ai crepuscoli di Blade Runner fino alle roventi sabbie di Dune. Potrebbe essere l'uomo giusto per rappresentare fedelmente le architetture estreme di Rama.

Crediti e collegamenti: