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Ragazzini in bici, nostalgia e avventure

Ragazzini in bici, nostalgia e avventure

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 21/12/2017

Di recente ho affrontato una piccola maratona di film e serie più o meno vintage.

Oltre alla seconda stagione di Stranger Things e IT sono riuscito infine a trovare il tempo per rivedere anche i Goonies, Stand by me, Super 8 ed E.T. l'extraterrestre.

Ho trovato furbetti ma vibranti ed emozionanti Stranger Things e Super 8. Carino IT, che però non mi ha entusiasmato troppo. Ancora bello Stand by me anche se è praticamente IT senza mostro e ha degli strani, imbarazzanti momenti di pessima recitazione tra gli attori non protagonisti. Goonies rimane sempre un classico, e insieme ad E.T. è un piacere vederlo insieme ai bambini.

Oltre alla parziale sovrapposizione e connessione di queste storie in termini di trama, attori o semplici citazioni potrai immaginare qual è il filo conduttore: il gruppetto di amici che se va in giro per il paese in cerca di avventure.

Praticamente una parte della mia infanzia.

In questo viaggio a ritroso, devo ammetterlo, la nostalgia non mi è scattata in automatico. Non so perché. Ho dovuto tirarla fuori, provare ad estrarla a forza, andare a cercare il passato nei dettagli e nei riferimenti di queste storie. Ho dovuto andare a ricordare cosa facevo a quei tempi.

E mi ricordo che c'era, sì, quel periodo in cui con gli amici si andava in giro in cerca di avventure. Sono cresciuto in un paesino di campagna e ricordo quel saltare tutti in sella alle bici e schizzare via, in tre o quattro ragazzini, gridando e sgommando e prendendoci in giro. A volte si viaggiava senza meta, e l'idea per una nuova avventura arrivava incrociando un albero di rusticani, una casa isolata, un campo di calcio.

Non avevamo ancora le BMX ma, oltre alla sempreverde Graziella, i nostri compagni di viaggio erano le 'bici da cross', quelle anni 80 con il sellino lungo (ci si stava anche in due) e con una massiccia leva del cambio (quando c'era il cambio) montata sul cannone.

Queste bici ci sembravano fighe e toste ma erano dei veri catorci che si spaccavano, si piegavano e si arrugginivano. Eppure ci divertivamo a modificarle, equipaggiarle di accessori inutili, riempirle di adesivi e spesso riverniciarle. La mia passava dal rosso al blu con cadenza annuale. A volte stagionale.

"Bici da cross"

A volte le spedizioni erano premeditate nei minimi dettagli e a volte erano particolarmente folli. Nascevano mentre stavamo seduti sotto un portico o sulla ghiaia di un cortile a masticare le gommose e i 'ciuciarloni'. Le idee nascevano da frasi come "Mi ha detto XXX che..." oppure "Sai cosa ha fatto il fratello di YYY?" e comportavano la costruzione di cose improbabili (razzi, veicoli, rifugi) e/o l'esplorazione di luoghi altrettanto improbabili.

Amanti del brivido e del proibito, uno dei passatempi preferiti era infatti intrufolarci nei cortili, nei recinti, nei capannoni e nei magazzini. Non era necessario toccare o prendere nulla, ma l'importante era addentrarci il più possibile all'interno dell'obbiettivo senza farci beccare da chi si trovava all'interno.

Ed eravamo bravi, altro che i videogiochi stealth.

Rischiavamo di farci male, naturalmente, con la spensierata incoscienza del pre-teenager. Ci accostavamo a muletti e macchinari in movimento, animali, sporgenze e anfratti.

Non era raro essere inseguiti da cani arrabbiati (la versione nostrana del Chopper di King), contadini urlanti o sciami di vespe infuriate. Una volta persino da un cavallo al galoppo. Volavamo nei fossi per risalirne, incuranti, sporchi di liquame o con le braccia e le gambe arrossate dalle ortiche.

Il brivido era dietro l'angolo. La casa diroccata che di notte ospitava strani sussurri e sospiri (era un barbagianni), o la vecchia zitella che si diceva fosse una strega cannibale (no, non lo era).

Non siamo mai arrivati ad affrontare pirati, pagliacci o demogorgoni. O, peggio, mostri reali.

Forse è per questo che ce la siamo cavata.

"Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni. Gesù, ma chi li ha?" (Stand by me, ricordo di un'estate)

Crediti e collegamenti: