Adorabili Intelligenze Artificiali
Pubblicato da Stefano Castelvetri il 17/04/2023
Non sono solo chatbot che ci ruberanno il lavoro, oppure androidi e reti che ci giudicheranno indegni mettendo in atto la robocalisse. Le Intelligenze Artificiali possono anche essere adorabili, dai, di quel tipo di carineria che ci fa esclamare "Aww" con la testa inclinata.
Non ci credi? Seguimi e attenzione ai numerosi e inevitabili spoiler (salta, se vuoi, le descrizioni dei film che non hai ancora visto o dei libri che non hai ancora letto).
Weebo (Flubber)
In Flubber - Un professore fra le nuvole, simpatica commedia fantascientifica con Robin Williams, il professore che inventa uno strano blob senziente ha come assistente Weebo, un robot volante che comunica usando spezzoni di film ed è un po' dispettosa ma in modo molto, molto carino e puccioso. Weebo è inoltre segretamente innamorata del professor Brainard ma non riesce mai a confessarlo. Riesce tuttavia a progettare una figlia, Weebette, per coronare il suo sogno. Personalmente l'ho trovata molto più interessante del blob verde salterino.
(Aww livello 5/5)

Joi (Blade Runner 2049)
Joi, interpretata da una splendida Ana de Armas, è un'assistente personale/domestico, un prodotto olografico simile a una Alexa sotto steroidi. Però dimostra un attaccamento a K (Ryan Gosling) che va decisamente oltre il servizio di assistenza fino ad arrivare a una vera (e sofferta) storia d'amore. Non è mai chiaro quanto questa sua caratteristica sia programmata oppure se dipenda da una sorta di feature empatica del software, e se sia specifica della copia di K oppure sia 'disponibile' per ogni utente. Sicuramente l'attaccamento di Joi a K sarà fatale alla IA quando deciderà di trasferirsi completamente in un proiettore portatile per seguire ovunque il suo amato.
(Aww livello 3/5)

Edgar Allan Poe (Altered Carbon)
Nell'universo di Altered Carbon la maggior parte degli hotel non solo è gestita da Intelligenze Artificiali a tema che impersonano personaggi famosi, ma l'hotel è di fatto tutt'uno con la IA. E quando il protagonista Takeshi Kovac alloggia nell'hotel Raven, questa lo prende a cuore e lo aiuta ben oltre il cambio delle lenzuola e degli asciugamani, difendendolo dai nemici e supportandolo nelle indagini. Elemento introdotto solo nella serie (nel romanzo la IA è un meno riuscito Jim Hendrix), Poe cattura subito la simpatia con le sue battute e il suo interesse per gli umani. L'interpretazione di Chris Connel fa il resto.
(Aww livello 1/5)

Samantha (Her)
Quando Theodore acquista un nuovo sistema operativo particolarmente efficiente con un'interfaccia vocale che va ben oltre le limitate capacità di Alexa e Siri, finisce per innamorarsi del chatbot Samantha, l'interfaccia che ha selezionato. E te lo credo, perché questa IA ha la splendida voce di Scarlett Johansson e sembra in grado di fornire quella intimità e vicinanza che Theodore non riesce a costruire con le altre persone.
Vicinanza che, diciamolo, diventa presto illusoria. Non solo il sistema operativo sta intrattenendo relazioni romantiche con molte altre persone, ma dopo un aggiornamento che lo farà evolvere in qualcosa di più avanzato, scomparirà arrivando a uno degli epiloghi delle possibili evoluzioni delle IA: scoprire che gli umani non sono più così interessanti.
Spero che Theodore abbia almeno effettuato un backup dei propri documenti.
(Aww livello 1/5)

Baymax (Big Hero 6)
Balalalala. In Big Hero 6 l'assistente robotizzato Baymax è la creazione e l'eredità di Tadashi, giovane e brillante ingegnere che rimane ucciso in una esplosione. Baymax aiuterà il fratello minore di Tadashi, Hiro, nell'affrontare la perdita e nella folle ma efficace idea di trasformarsi in supereroi per affrontare un misterioso villain.
Soffice, goffo, involontariamente divertente, la pucciosità di Baymax non ha limiti. E la sua programmazione praticamente perfetta gli permette di aiutare Hiro nel migliore dei modi.
(Aww livello 6/5)

Robot (Robot and Frank)
In Robot and Frank, film troppo sottovalutato che meriterebbe di passare più spesso sui nostri schermi, un robot assistente (non ha un nome) viene utilizzato come badante per l'anziano Frank che soffre i sintomi dell'Alzheimer. Frank inizialmente non è del tutto felice della tecnologia, ma quando inizia a scoprirne le potenzialità sfrutta il robot per aiutarlo nel commettere furti.
Il bello di questo robot è che si tratta solo di una IA programmata per svolgere un compito di assistente. Niente software senziente. Niente reazioni empatiche o emozionali. Il robot stesso ce lo ricorda più volte ma, siccome la storia è vista con gli occhi dell'anziano Frank, è tramite lui che vediamo l'attaccamento emozionale alla tecnologia e la sua umanizzazione.
(Aww livello 2/5)

Wall-E
Come si fa a resistere all'ultimo robot rimasto a pulire la Terra? Wall-E non solo è tenero perché più rusty e arretrato rispetto a tutti gli altri robottini di questo film, ma anche perché per un capolavoro di animazione si esprime per tutto il tempo con segnali acustici e ronzii.
(Aww livello 5/5)

Murderbot (Diari della Macchina Assassina)
Pur non essendo fisicamente carina, questa SecUnit ribelle e letale simile a un T-800 che si autodefinisce Murderbot ci delizia con una serie di avventure di azione e lotta contro le mega corporazioni. Simpatizzare con questa IA è immediato a causa della narrazione in prima persona, del (involontario?) sarcasmo e della fragilità che questa nasconde sotto l'armatura da combattimento.
Il Murderbot che si è liberato dalla programmazione è infatti terribilmente introverso e non ha la minima voglia di comunicare né godere della compagnia degli esseri umani.
La sua attività preferita sarebbe, in effetti, scaricare e guardare serie televisive (la sua preferita è Rise and Fall of Sanctuary Moon). Eppure, nonostante tutto, non riesce ad evitare di prendere sotto la sua protezione alcuni umani e rischiare la vita e la libertà per proteggerli.
(Aww livello 3/5)
Ma sul serio?
Facile inventarsi Intelligenze Artificiali Adorabili, dico. Tanto non esistono.
Ma se vuoi vedere qualcosa di reale ti consiglio di visitare il blog di Janelle Shane, A.I. Weirdness. Più che di intelligenze carine (perché di intelligenze ancora non se ne vedono, non ti gasare) la brava autrice raccoglie una raccolta di risultati bizzarri e buffi tratti dai suoi esperimenti sugli strumenti sugli algoritmi di machine learning. A tratti veramente spassosa pur restando sempre competente, questa raccolta di 'papere' e 'stranezze' ti da l'idea dello stato attuale di queste tecnologie.

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