Timecrimes
Pubblicato da Stefano Castelvetri il 05/08/2020
Hector è un uomo di mezza età, banale e benestante, un po' stronzo e coglioncello. Sta sistemando la nuova casa insieme alla moglie. Anzi, a dire il vero sembra quasi fare tutto la moglie. Hector invece è stanco e si sdraia in giardino. Con un binocolo. E osserva il bosco su cui si affaccia la proprietà. Intravede, tra le fronde, una ragazza che si sta spogliando. Cosa mai può andare storto?
Come fai a raccontare una trama che si srotola in un loop temporale? Da dove inizi? Dove comincia tutto, e dove finisce? Ma finisce?
Los Cronocrímenes è il film di esordio di Nacho Vigalondo (Colossal) che nella pellicola interpreta anche il giovane scienziato che spedisce Hector nel passato.
Si tratta di un viaggio corto, solo un'ora all'indietro nel tempo, ma sufficiente (si sa che i viaggi nel tempo sono terribilmente pericolosi) a creare una serie di eventi che si incastrano intrappolando Hector, in tutte le sue sequenze/sovrapposizioni, in una situazione drammatica e allucinante, apparentemente senza via di uscita.
Il tutto è raccontato in una pellicola scarna, con quattro attori in croce, senza effetti speciali, che ricorda un po' quei film anni '70 dalla fotografia sfocata. Eppure ti tiene incollato con una trama praticamente perfetta che infila nuovi elementi a sorpresa proprio quando pensi (eh, siamo in una sorta di time loop) di star riguardando la stessa serie di eventi.
È un film che fa click, click, click in ogni momento in cui un oggetto, un'azione trovano il loro motivo di essere lì, interessantissimo nel trasformare progressivamente il protagonista Hector da vittima inconsapevole ad artefice di ogni singolo evento.
Uno di quei film che non hai mai avuto tanta voglia di vedere e invece, bum, tempo speso bene.
Tempo che, oh, per fortuna fila avanti in modo lineare.
