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Zaino in spalla

Zaino in spalla

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 24/06/2024

Ne avevo già parlato nell'altra casa digitale, poco più di un anno fa. Il progetto a cui lavoravo era stato chiuso malamente non per problemi tecnici ma per una pura faccenda di soldi. Il team inoltre si era sfasciato: ho perso un collega in un incidente stradale, un altro se ne è andato a lavorare altrove e uno è finito a fare cose che è meglio non approfondire.

Insomma, bruttissimo periodo, tanto che ho sentito la necessità di cambiare aria.

Passato un anno di depressione, ricerche infruttuose, sconforto totale ho finalmente trovato, poche settimane fa, una nuova opportunità. Anche se voglio ringraziare di cuore tutti i commenti di sostegno digitale di chi conosco da queste parti, non potrò (ahime) ringraziare nessuna agenzia di collocamento e nemmeno quel social professionale dove tutti sono bravissimi. È stata questione di puro networking personale.

Comunque.

Ho iniziato a fine maggio. Sono leggermente più vicino a casa. Torno a lavorare a tempo pieno su progetti software con un po' web, un po' di big data e un po' di machine learning.

E provo a salvare il mondo un pannello solare per volta. È tutto molto solarpunk.