Verifica di storia
Pubblicato da Stefano Castelvetri il 16/12/2025
L’aula puzza di gomma da cancellare e panico da verifica. Mentre i compagni chiacchierano Massimo, con il suo Storia per tutti aperto alla pagina 47, tamburella le dita sul banco.
«Ok, ci sono. Il Secondo Triumvirato nasce nel 43 a.C. dopo la morte di Cesare. Ottaviano, Antonio e Lepido si alleano per vendicarlo. Durano dieci anni, poi scoppia la guerra civile. Fine. Mi ricordo questo e sono a posto.»
Piera solleva lo sguardo dal suo volume. «Peccato che il tuo libro sia vecchio di almeno due aggiornamenti.» La ragazzina sfoglia fino a una pagina con un marcatore giallo che recita "AGGIORNAMENTO Maggio 2025". «Qui c’è scritto che nel 1664, dopo aver sconfitto i turchi a San Gottardo, Raimondo Montecuccoli ha usato la macchina del tempo per tornare al 43 a.C. e consigliare a Lepido di non fidarsi di Ottaviano. Così, invece di essere emarginato, Lepido ha fatto arrestare Ottaviano prima della battaglia di Filippi. Antonio ha governato l’Oriente, Lepido l’Occidente, e Ottaviano… be’, Ottaviano è morto in prigione nel 39 a.C. senza mai diventare Augusto.»
Massimo sbatte le palpebre. «Ma se Ottaviano muore nel 39, chi ha fondato l’Impero?!»
Silenzio.
«Appunto.» intervenne Matilda, dal banco in prima fila, estraendo dallo zaino il suo Compendio con copertina laminata. «Però il mio libro, aggiornato la settimana scorsa, dice che anche Francesco Giuseppe d’Austria ci ha messo bocca. Nel 1866, prima di perdere contro i prussiani a Sadowa, è tornato indietro e ha convinto Cesare a non adottare Ottaviano nel testamento. Così, nel 43 a.C., il Triumvirato non si forma nemmeno: Lepido e Antonio si alleano con Bruto e Cassio, Ottaviano scappa in Egitto, e Roma diventa una repubblica oligarchica governata da un senato di generali.» Chiude il libro con un colpo secco. «Quindi, ricapitolando: la tua versione è quella originale, la sua è la variante Montecuccoli, e la mia è la revisione Asburgica.»
Silenzio, ancora.
Piera fissa la lavagna, dove la prof aveva scritto: "VERIFICA: SECONDO TRIUMVIRATO".
«Ma allora… la data di fine del Triumvirato qual è? Quella del 33, del 39, o del mai esistito?
Matilda si aggiusta gli occhiali.
«Dipende da quale linea temporale sta usando la prof. Il suo libro è collegato al database del Ministero, quindi si aggiorna in automatico.» Esita. «Però stamattina ho sentito dire che c'entra anche Napoleone. Quindi… boh.»
Massimo chiude gli occhi. «Forse provo la versione di Wikipedia...»
Filippo alza gli occhi con aria distratta, come se la discussione non lo riguardasse davvero. Ha un libro consumato, senza copertina, tenuto insieme con lo scotch. Lo apre a una pagina piena di appunti scarabocchiati a matita.
«Sul mio non c’è nessuna scadenza.» Dice borbottando, come se fosse una cosa ovvia. «Qui c’è scritto che nel 31 a.C., prima di Azio, Ottaviano, Antonio e Lepido hanno usato la macchina del tempo egizia per cancellare la guerra civile. Così 'tecnicamente' sono ancora al potere. Lepido governa l’Africa, Antonio l’Oriente, e Ottaviano… beh, Ottaviano ha inventato il Triumvirato Eterno. Ogni volta che uno dei tre sta per morire, gli altri tornano indietro e si salvano a vicenda.» Chiude il libro e lo posa sul banco, come se non fosse nulla di che. «È un’edizione non ufficiale, naturalmente. L’ha scritta mio cugino. Lui dice che è la versione reale, perché l’ha sentita da un tipo che lavorava agli scavi di Pompei.»
Massimo lo fissa, sconcertato. Poi decide che è meglio rivolgersi di nuovo alle ragazzine.
«Ma scusate» dice, mordicchiando la matita. «Se questi tizi continuano a viaggiare nel tempo e cambiare tutto, perché i libri non si aggiornano da soli? Voglio dire, se domani Montecuccoli torna indietro e fa fuori Antonio, perché dobbiamo aggiornare la nostra edizione? Il passato è cambiato da solo.»
Matilda si aggiusta gli occhiali con due dita, come fa sempre quando sta per spiegare qualcosa che ritiene ovvio.
«No, Massimo. Non è che il passato cambia.» Fa una pausa, come per dare peso alle parole. «Il nostro passato, quello che abbiamo visto noi, rimane com’è. Se tu ieri hai studiato che Ottaviano ha vinto ad Azio, per te è così e basta. Però…» E qui abbassa la voce, come se stesse per rivelare un segreto «Se qualcuno adesso torna indietro e modifica gli eventi, non sta cancellando la nostra storia. Sta ricreando la linea temporale. È come se la storia fosse un ruscello: noi siamo qui, sulla riva, nel presente, e vediamo scorrere l’acqua esattamente da questo punto. Se qualcuno getta un sasso a monte, noi non vediamo lo schizzo, vediamo solo l'acqua che adesso scorre diversamente.» Indica i libri. «Ecco perché escono nuove edizioni. Non perché il passato sia stato cancellato, ma perché osservando la storia dal presente abbiamo potuto aggiungere un dettaglio che prima non c’era.»
Piera aggrotta la fronte.
«Quindi… è come se la storia avesse delle 'versioni'?»
«Esatto.» Matilda annuisce, soddisfatta. «E i libri hanno bisogno degli aggiornamenti delle note di rilascio.»
Massimo sospira, guardando il suo volume diventato obsoleto in soli cinque minuti di ricreazione.
«Quindi domani potremmo scoprire che Giulio Cesare non è morto nel 44 a.C., e dovremmo studiare di nuovo tutto il capitolo?»
Matilda sorride, quasi compiaciuta.
«Peggio. Potremmo scoprire che non è mai nato. E che Roma nel 44 a.C. è ancora una repubblica di pastori. E studiarci di nuovo una decina di capitoli.»
Silenzio.
Filippo, senza alzare lo sguardo dal suo libro pirata, mormora «Secondo mio cugino è già successo. Due volte.»
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