Thyme Travellers - Sonia Sulaiman
Pubblicato da Stefano Castelvetri il 26/02/2025
Ero alla ricerca di una voce diversa, un'alternativa a una narrazione unilaterale che troppo spesso si impone con arroganza, soffocando altre prospettive. È stato più un gesto istintivo, di reazione, che un atto ponderato quello che mi ha portato a Thyme Travellers di Sonia Sulaiman, una raccolta di racconti di autori palestinesi. Mi aspettavo un testo di resistenza (e in parte lo è) ma quello che ho trovato è un agglomerato di storie intime, malinconiche, a tratti sognanti, che parlano di perdita e speranza, di identità e memoria. Storie di umanità. Non una lettura urlata, ma una finestra su un mondo che vale la pena esplorare e condividere.
E c’è anche del weird in queste pagine di viaggiatori del timo. Non è esattamente fantascienza, o almeno non lo è nella forma più riconoscibile: è qualcosa di più sfumato, a volte onirico, sospeso tra realtà e immaginazione. Narrativa speculativa, appunto. Lo stile spesso sognante e malinconico accompagna racconti che trasmettono la voce di chi non è ascoltato, di chi è perennemente in fuga, di chi spera, un giorno, di vedere la libertà. Non è una speranza ingenua, né semplicemente disperata: è una resistenza che si manifesta nell’atto stesso di raccontare.
Thyme Travellers è l'esordio editoriale di Sonia Sulaiman, illustratrice e scrittrice di narrativa speculativa ispirata al folklore palestinese. I suoi racconti sono stati pubblicati su diverse riviste e ha ricevuto nomination per diversi premi. Oltre a scrivere, Sonia ha lavorato come redattrice per le riviste Uncanny e Strange Horizons (dove effettivamente avevo già letto qualcosa di suo, e infatti non mi risultava un nome sconosciuto).
Sicuramente porterò con me alcuni degli autori scoperti in questa raccolta, e continuerò a seguirli con interesse. Nadia Afifi, Karl El-Koura, Nadia Shammas ed Elise Stephens, in particolare, mi hanno colpito per i loro spunti e la capacità di intrecciare fantastico e reale in modo sorprendente. Le loro storie, ognuna a suo modo, si sono appiccicate nella mente anche dopo aver chiuso le pagine (digitali), lasciandomi la sensazione di aver sfiorato qualcosa difficile da afferrare del tutto.
Down Under — Jumaana Abdu
Due ragazze iniziano a scavare un tunnel sotterraneo dall'Australia per raggiungere Gerusalemme. Non sono le uniche. Piuttosto surreale ma accattivante.
The Third or Fourth Casualty — Ziyad Saadi
Ragazzi nuotano nel mare e continuano a morire in questo brevissimo, pazzo ed evocativo racconto.
The Generation Chip — Nadia Afifi
Alla morte della nonna della protagonista, ormai lontana dalla famiglia, questa riceve in eredità i ricordi dell'antenata salvati in un 'chip generazionale'. Racconto sia interessante che emozionale. Bello.
Soul Searching — Rana Othman
Una ragazzina di nome Hiba ha un grave incidente durante una perquisizione dei soldati israeliani. Si ritroverà a vagare nel corpo di altre persone, cambiando prospettiva e imparando qualcosa.
The Heart Knows the Truth — Layla Azmi Goushey
Uno strano, evocativo, brevissimo racconto 'cosmico'. Più atmosfera che trama.
Cyrano de AI — Karl El-Koura
Il Cyrano è un upgrade tecnologico, una sorta di realtà aumentata + IA che oltre a fornire informazioni suggerisce costantemente cosa dire in ogni contesto. Il protagonista è uno dei primi utilizzatori e ne è ormai assuefatto. Ma è davvero un vantaggio?
The Frontrunner — JD Harlock
Bilal Mohsen, candidato futuro primo ministro del Libano, sale su un volo intercontinentale e fa la conoscenza con un prognosticatore. Racconto brevissimo, fulminante. Interessante approccio tecnologico ai precog o al golden man di Dick.
A Table Set for Two — Emad Al-Din Aysha
Il tentativo di due scienziati di modificare il passato e cambiare la storia non va esattamente per il verso giusto. O, meglio, va secondo i piani con qualche effetto collaterale spiacevole.
In the Future, We Can Go Back Home — Sara Solara
Un poetico ritorno a Gerusalemme, e una visione del passato sotto la luce della luna.
The Forty — Sonia Sulaiman
Un pellegrinaggio su un percorso circolare, per cambiare se stessi. Come per The Heart Knows the Truth è evocativo e poetico ma alla fine succede poco.
Remembrance in Cerulean — Elise Stephens
Questo l'ho trovato molto bello. Su un pianeta ricoperto da oceani sono presenti contemporaneamente due gruppi di colonizzatori: gli umani e i cerulean, creature acquatiche con capacità psichiche. I primi incontri non sono fortunati, e in occasione di un incidente sottomarino si contano numerose vittime tra entrambe le razze. Due individui, Pete e Vezda, troveranno un difficile punto di incontro fondato sull'elaborazione del lutto.
Gaza Luna — Samah Serour Fadil
Handala, un ingegnere ossessionato dai viaggi nello spazio, torna in Palestina dopo la mancata esperienza con la NASA. Qui scoprirà un progetto folle e ambizioso.
Orlando’s Wolf — Rasha Abdulhadi
Cortissimo e puramente descrittivo. Stile molto musicale ma anche, a mio parere, poco spessore. Non mi è piaciuto molto.
The Centre of the Universe — Nadia Shammas
Interessante punto di vista di un PNG (Personaggio Non Giocante) di una simulazione. Un po' come Free Guy, ma senza la parte divertente. Cosa significa esistere solo quando il giocatore ti presta attenzione?

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