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Pixel Theory

Pixel Theory

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 19/12/2022

Il Programma parte da un presupposto molto semplice. Da una griglia di pixel, dato un numero finito di colori, può calcolare tutte le combinazioni di colori nella griglia. E può farlo aumentando i colori e i pixel, fino a fare una cosa pazzesca: è infatti in grado di generare ogni immagine possibile. Sì. Opere d'arte, foto, disegni. Possibilità. Passato e futuro. Sogni. Una singolarità che sarà in grado di cambiare per sempre il futuro dell'umanità.

Pixel Theory è un interessantissimo film di fantascienza che tratta, tra le varie cose, di un argomento che oggi si trova al centro dell'attenzione: l'arte generativa. Le AI, cosa è arte e cosa no, e cosa succede quando l'arte viene generata da una macchina invece che da un artista. E, occhio, lo ha fatto nel 2013 quando alcuni di questi concetti erano ancora pure speculazioni.

Si tratta di un film a episodi diretti da vari registi spagnoli. Gli episodi in teoria sono slegati e vengono tenuti insieme solo dal canovaccio di ambientazione che ti ho riassunto all'inizio. Non lo trovi nemmeno doppiato in italiano, cosa che rende la visione anche più schietta. Se ti interessa, però, non aspettarti un blockbuster: il budget è evidentemente risicatissimo e si è fatto il possibile con il poco a disposizione. Eppure ci sono piccole perle di inventiva e, appunto, escursioni molto interessanti che ancora non vedo sviluppate altrove. Non tutti gli episodi sono dello stesso tono e allo stesso livello, i miei preferiti sono quello della Libreria che ospita opere uniche e mai compiute (vedi il Bambi di Stephen King che ho screenshottato) ma anche lo spassoso episodio di Sigmund Freud che cura una paziente che potrebbe aver inventato il Programma e... il saluto nazista.

Insomma, senza gridare al miracolo ti propongo questo titolo per una visione un po' diversa, senza grandi pretese (non è certo un capolavoro), lontana dai soliti titoli di fantascienza che ormai sono un po' tutti uguali.

Crediti e collegamenti: