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Scimmia di storie. Sviluppatore antico.

Papà nella fantascienza

Papà nella fantascienza

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 19/03/2022

Padri biologici, padri disperati, padri in fuga, padri per scelta o per dovere. Padri buoni e padri malvagi. Protettori, ma mai mentori.

Quella del padre, in tutte le sue sfumature, è una figura che è stata proposta in tante storie e spesso con gli stessi temi. Il più delle volte viene trattata malissimo (noi papà lo sappiamo) ma non sempre, non ovunque.

La fantascienza, naturalmente, ci mette lo zampino portando i papà in luoghi e tempi molto lontani dalla vita comune.

Occhio che volano spoiler.

Darth Vader / Anakin Skywalker (Star Wars)

Obi-Wan non ti ha mai detto cosa accadde a tuo padre.
Mi ha detto abbastanza: che sei stato tu ad ucciderlo!
No, io sono tuo padre.

Chi non conosce questa sequenza di dialogo? E quale può essere stato l'impatto di quella sorpresa sul pubblico, nel 1980, quando non c'erano tanti spoiler, né recensioni sui blog, né social network?

Luke Skywalker è un giovane ragazzotto di Tatooine, fresco fresco di avventure con un Obi Wan che gli ha raccontato meraviglie di Anakin, nascondendogli molti oscuri dettagli, forse per invogliarlo a seguire il non sempre limpido percorso della religione Jedi. Abbandonato l'addestramento di Yoda per salvare i suoi amici in pericolo, Luke deve affrontare il super villain Darth Vader e scoprire, proprio durante il confronto, che Anakin e Vader sono la stessa persona.

Bum.

Ribaltiamo la prospettiva. Il Darth Vader de L'Impero Colpisce Ancora è in uno dei suoi momenti migliori. Tuttavia non è più la macchina spietata e inarrestabile che ha spianato il terreno al dominio di Darth Sidious. Vader ha una certa età, è indulgente (!), forse ha alcuni dubbi. E spunta questo ragazzo che, Anakin lo sente nella Forza, è suo figlio. E qui c'è il dubbio. Quel ragazzo forse non è un nemico da abbattere ma un potenziale discepolo che può aiutarlo a destituire il vecchio maestro / padrone. Eppure, sarà la caparbietà di Luke nel resistere al lato oscuro e nel cercare di salvare fino alla fine suo padre che riporterà in superficie l'anima di Anakin.

I dubbi di Vader li abbiamo visti rappresentare con pochissime battute e movimenti controllati che ci davano indicazioni sul conflitto che attraversava un personaggio completamente coperto da un casco nero. Un momento magico, potente, di un cinema che ancora non sentiva il bisogno di fornire allo spettatore spiegoni infiniti. Eppure, wow.

Luke. Aiutami. Toglimi la maschera.
Ma morirai. Niente può impedirlo ormai. Per una sola volta lascia che ti guardi con i miei veri occhi. Ora, va', figlio mio.
No. Ti porto con me. Non ti lascerò qui, devo salvarti. Lo hai già fatto, Luke. Avevi ragione. Avevi ragione nei miei riguardi. Di' a tua sorella che avevi ragione.

George McFly (Ritorno al futuro)

In Ritorno al Futuro il diciassettenne Marty McFly finisce suo malgrado nel 1955. Il suo arrivo provoca l'invaghimento della giovane madre Lorraine nei suoi confronti scalzando l'unica fortuita occasione in cui i suoi futuri genitori potevano incontrarsi. Marty quindi, per la Legge della Linea Temporale Unica e del Paradosso di Edipo, rischia di scomparire dall'esistenza e quindi, oltre a trovare il modo di tornare al suo futuro, dovrà anche rimettere insieme i suoi genitori. Ma il problema vero non è quello di trovare l'energia necessaria per portare una DeLorean a 88 miglia orarie.

Il problema vero è che il padre di Marty, George, è un impiastro totale.

David Drayton (The Mist)

Papà, non lasciare che mi prendano i mostri.

Quando una cittadina del Maine è assediata da mostri alieni tanto raccapriccianti quanto letali, David Drayton deve lottare disperatamente per salvare la sua vita e quella del figlio Billy.

Poi, davvero, io non lo so. Il finale della storia di David è una di quelle cose che se sei un padre ti tormenta per settimane con la domanda "Avresti fatto lo stesso?". No, certo. No, mai. E Drayton concorre al titolo di peggior padre della fantascienza non tanto per aver combattuto i mostri, quanto per l'essersi arreso.

Charles Halloway (Il Popolo dell'Autunno)

Ok, pur essendo scritto da un nome enorme della fantascienza, Il Popolo dell'Autunno è decisamente un fantasy e non dovrebbe stare in questo post. Ma la figura di Charles Halloway è talmente bella che non si può dimenticare.

Intanto Halloway parte svantaggiato: anziano (anche se ha solo 54 anni, boh) stanco e, soprattutto, bibliotecario. Non ha proprio il fisico per fronteggiare il diabolico Signor Dark, proprietario del luna park che arriva in Green Town in cerca di nuove vittime da trasformare in fenomeni da baraccone. Eppure, pur essendo debole e tutt'altro che eroico, Halloway ha la saggezza e la presenza di spirito per riconoscere il Male e per fronteggiarlo più volte, anche quando tutto sembra perduto, usando le poche risorse in suo possesso. Capito, Drayton?

Nolan Grayson / Omni-Man (Invincible)

Quando il giovane Mark Grayson, figlio di Omni-Man, inizia a sviluppare dei super poteri sembra che sia l'inizio di una sfolgorante carriera da supereroe. Ma l'allenamento severo a cui lo sottopone il padre non basta, perché Nolan Grayson (Omni-Man) non solo è venuto a conquistare la Terra, ma è anche un assassino sociopatico. Lo scontro tra i due sarà durissimo, e non necessariamente a favore del figlio. Ed ecco assegnato a pieni voti il titolo di peggior padre della fantascienza.

Jerry Smith (Rick & Morty)

Oh, su Jerry Smith non c'è da dire molto. Il padre di Morty e genero di Rick Sanchez, il geniale scienziato che si scarrozza il nipote in rocambolesche e letali avventure nel multiverso, è anche il meno dotato in famiglia. In pratica è l'Homer Simpson della fantascienza, se non peggio. Jerry impersona quindi, meritatamente, il concetto di 'ultima ruota del carro'.

Joseph Cooper (Interstellar)

Questo dramma fantascientifico che ci ha proposto il robot più brutto della storia del cinema ci racconta di Joseph Cooper che prende un'astronave per un viaggio interstellare alla ricerca di un luogo adatto a ospitare l'umanità, visto che la Terra non funziona più. Ma salvare la Terra, e l'umanità, ha un costo: in un viaggio interstellare il tempo scorre diversamente, e la figlia cresce, e passano gli anni. E con un aiutino da paradosso temporale l'umanità si è salvata. Ma tornare a casa, dalla famiglia, non è semplice quando ci si mette in mezzo la gravità a modificare il tempo.

Dan Forester (La Guerra di Domani)

Per quanto La Guerra di Domani sia un film scemo che lascia ai nerd un sacco di dubbi, ammetto che si tratta anche di azione e spettacolo divertente. E poi Dan Forester è un Joseph Cooper che ce l'ha fatta, nel senso che riesce a viaggiare nel tempo, vedere la figlia cresciuta, decisa a salvare il mondo, tosta, killer e scienziata, e riesce pure a tornare indietro per godersela di nuovo da piccola. Forester incarna quindi bene il ruolo del 'papà orgogliosissimo', come si può vedere dall'espressione ebete che si stampa in faccia ogni volta che fissa la figlia.

Frank Sullivan (Frequency)

Strano questo collegamento tra papà e viaggi nel tempo, vero? Ne abbiamo trovati, uhm, almeno tre.

E Frank Sullivan è decisamente il quarto. Nel brillante thriller Frequency, Frank è un eroico pompiere che nel 1969, qualche giorno prima di morire in un incendio, entra in contatto radio con il figlio John che gli parla da trent'anni nel futuro. Cosa non riescono a fare le tempeste solari, eh? John riuscirà, avvertendolo, a salvare il padre e a cambiare il corso del tempo. Ed entrambi, dal 1969 e dal 1999, dovranno collaborare per venire a capo di una serie di omicidi compiuti da un serial killer. Frank Sullivan incarna quindi il tema del 'padre che una volta tanto da ascolto al figlio'.

Clifford McBride (Ad Astra)

No, stavolta niente viaggi nel tempo. In Ad Astra, un film piaciuto a pochissimi (che ho trovato comunque non così pessimo) Clifford McBride è un leggendario astronauta giunto più lontano dalla Terra rispetto a qualunque altro essere umano. Dopo decenni, quando misteriosi e temibili picchi di energia raggiungono il pianeta, il figlio di Clifford, Roy McBride viene inviato in missione per raggiungere la base del Progetto LIMA, dove il padre è sorprendentemente ancora al lavoro alla ricerca di forme di vita aliene. Qui padre e figlio, campioni di inaffettività a livelli spaziali, si confronteranno per l'ultima volta. Clifford, infatti, da ottimo padre, si lascerà abbandonare nello spazio piuttosto che tornare sulla Terra con Roy. Complimentoni.

Grug (I Croods)

In questa avventura che vede protagonisti dei simpatici cavernicoli alieni, a Grug spetta il compito di incarnare la morale del 'a un certo punto devi smettere di proteggere la tua famiglia'. Lo fa con burbera simpatia, con il cuore, i muscoli, le budella e altri organi, ma decisamente non con il cervello. Eppure, imperfetto e refrattario ad ogni novità, Grug riesce nello scopo di far sopravvivere i suoi cari. Soprattutto con amore, come ci mostra in quell'ultimo toccante dipinto murale con il quale dà forma ai suoi sentimenti.

Roy Pulver (Boss Level)

Roy, un ex mercenario, è rimasto bloccato in un time loop (ancora il tempo!) nel quale viene sistematicamente ucciso da killer sconosciuti. Combatte, muore, combatte, muore. Finché non incontra il figlio che non aveva mai visto. E allora manda a quel paese time loop e uccisioni, e decide di passare il tempo (tanto tempo) con il ragazzino. Almeno fino a quando il dover morire non ha più importanza.

Pete Tyler (Doctor Who)

No, dai, viaggi nel tempo e papà? Chi l'avrebbe mai detto?

James 'Logan' Howlett (Logan)

I mutanti non ci sono più, Xavier è affetto da una malattia neurologica (che, considerati i suoi poteri, lo rende pericoloso peggio di una bomba nucleare), e Wolverine ha quasi perso il suo potere rigenerativo. Stanco, invecchiato, in un mondo in cui i nemici dei mutanti ce l'hanno fatta, Logan accetta di scortare la piccola Laura (X-23) in un luogo sicuro. X-23 si rivela una Wolverine in miniatura, con delle graziosissime e letali lamette che le escono dalle manine. Già, perché dal punto di vista genetico sarebbe figlia di Logan. E questi, riluttante, accetta di proteggerla in un'ultima battaglia. Fino alle estreme conseguenze.

Din Djarin (The Mandalorian)

Quasi tutto ciò che tocca la Disney oggi sembra diventare un pappone industriale predigerito da infilarci in gola a forza. Eppure salta anche fuori qualcosa di buono, e Dave Filoni e John Favreau ci regalano (ricordi Vader?) un protagonista che riesce di nuovo ad essere espressivo pur indossando per quasi tutto il tempo un casco integrale.

Din Djarin è il Mandaloriano, un abile cacciatore di taglie che porta a termine l'incarico di catturare un 'bambino' per conto dei resti dell'Impero. Il bambino si rivelerà, ahi, di una pucciosità irresistibile. E il Mandaloriano assumerà senza riserve il ruolo del padre ideale, protettivo contro tutto e tutti, che farà l'impossibile per il bene del piccolo Grogu anche rinunciando ai propri sentimenti, al proprio credo, alla vita che aveva conosciuto fino a quel momento.

In conclusione

Macchiette, fuggitivi, eroi che sbagliano e un sacco (un sacchissimo) di viaggi nel tempo. I papà nella vita fantastica sono spesso trattati male come in quella reale, e di solito la morale è: muori in fretta e senza rompere i coglioni.

Ma, insomma, i veri papà sono abituati a tutto. Dal mangiare la pappa avanzata al pulire la merda al prendersi calci in faccia allo sgobbare senza un ringraziamento perché si sa che la vera eroina è la mamma.

Che poi, alla fine, il ringraziamento c'è: è quello di vedere i nostri pargoli arrivare a camminare da soli, farsi grandi, diventare ciò che desiderano diventare. E in quel momento, come ci insegnano tutte queste storie, il papà può anche morire in pace.

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