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Mondi virtuali nella fantascienza

Mondi virtuali nella fantascienza

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 04/07/2025

Immagina di svegliarti un giorno e scoprire che la tua intera esistenza non è altro che una simulazione. Solo una perfetta illusione generata da qualche avanzato algoritmo. Deludente o affascinante?

La fantascienza esplora da decenni il confine tra realtà e simulazione, tra ciò che è autentico e ciò che sembra tale, tra la vita di qua e la vita di là. Ma dove porta davvero l’immaginazione degli autori? Dai videogiochi iperrealistici alle città-neon, dai sogni condivisi alle simulazioni militari, la domanda resta sempre la stessa: se un mondo è costruito così bene da sembrare reale... importa davvero che non lo sia?

Proviamo a cercare il filo comune che lega queste narrazioni e, pure, proviamo a rispondere a una domanda un po' scomoda: è davvero meglio vivere nel mondo reale?

Ready Player One - Ernest Cline

{Videogioco, realtà virtuale}

Nel 2045, il mondo reale è in crisi, e l'umanità si rifugia in OASIS, un gigantesco videogioco che è anche un mondo virtuale. Wade Watts, un giovane orfano, partecipa a una caccia al tesoro lasciata dal creatore di OASIS per ereditarne la fortuna e la proprietà della simulazione. Ricco di irresistibili riferimenti alla cultura pop anni '80 e ai videogiochi, questo romanzo di Ernest Cline mescola avventura e (blanda) critica sociale sull'evasione virtuale con un esplosivo mix che ne ha decretato il successo portandolo anche in sala con la regia di Steven Spielberg.

Snow Crash - Neal Stephenson

(Videogioco, realtà virtuale)

Hiro Protagonist, un hacker e spadaccino, esplora il Metaverso (sì, quel Metaverso) mentre indaga su una nuova droga virtuale chiamata "Snow Crash" che minaccia tutti gli hacker e i programmatori che hanno accesso al mondo virtuale. Questo romanzo visionario e divertente forse ha concepito la realtà virtuale digitale prima di tutti gli altri, anticipando anche molte idee sui mondi virtuali odierni. Ne avevo parlato qui.

The Peripheral - William Gibson

(Videogioco, realtà virtuale)

Tramite il fratello, una giovane gamer viene coinvolta nel test di un prototipo di gioco online apparentemente innocuo che si rivela essere un canale dal futuro per visitare il passato. La storia oscilla tra presente e futuro, reale e virtuale, sfumando il confine tra simulazione e realtà.

Ispirata al romanzo anche una serie TV, Inverso con Chloë Grace Moretz. Pur non essendo niente male (l'ho vista con interesse), credo sia rimasta ferma alla prima stagione.

Permutation City - Greg Egan

(Mondo simulato)

Nel ventunesimo secolo la tecnologia offre la possibilità di scansionare il cervello e di simularlo all'interno di un software, permettendo a una Copia di un individuo di vivere all'interno di una realtà virtuale. Un romanzo che approfondisce le questioni filosofiche ed etiche di Altered Carbon o Upload appoggiandosi sulla premessa che, di fronte a una matematica indistinguibile dalla fisica, l'universo calcolato sia indistinguibile dalla realtà. Ciò solleva varie questioni, tra cui l'indistinguibilità tra la persona simulata e quella in carne e ossa, e quanto la persona simulata sia 'analoga' a quella reale o quanto ne sia una banale copia.

Warcross - Marie Lu

(Videogioco, realtà virtuale)

La diciottenne Emika Chen, una hacker squattrinata, entra nel mondo di Warcross, un gioco virtuale di fama mondiale, invitata dal creatore Hideo Tanaka. Il videogioco è sostanzialmente un battle royale alla Fortnite (o, per ammissione dell'autrice, un mix tra Overwatch, Mario Kart, e il Quidditch) in cui i giocatori devono sottrarsi delle gemme usando dei power up. La storia offre le classiche dinamiche dello young adult, quindi ok, è stato probabilmente un successo ma non è che sia tanto interessante.

Hyperversum - Cecilia Randall

(videogioco, viaggio nel tempo)

Un gruppo di amici viene catapultato virtualmente, ma anche fisicamente, nel passato medievale attraverso un videogioco che diventa una sorta di portale temporale. Per sopravvivere nella Fiandra del XIII secolo, i nostri devono adattarsi a un mondo violento e complesso. Un bel titolo appassionante da un'autrice che (nonostante il nome d'arte) è nostrana.

Tron

(sistema operativo)

Un programmatore viene intrappolato all'interno di un computer e deve combattere per sopravvivere e sconfiggere un malvagio programma. Per quanto sia un'idea ridicola, Tron è da segnalare come storia che, in un periodo in cui non si capiva come cacchio funzionavano i computer, immaginava una ambientazione in cui i programmi venivano umanizzati ('tron' stava per 'trace on') e i sistemi operativi diventavano dei mondi da esplorare. Per fortuna quei tempi sono lontani e adesso non capiamo un cacchio di come funzionano le cosiddette IA per cui le umanizziamo.

Il tredicesimo piano

(realtà virtuale)

Film per temi e ambientazione molto, molto simile a Matrix, salvo che uscendo lo stesso anno è finito all'ombra del titolo delle Wachowski e viene spesso dimenticato. Eppure era una storia carina, ambientata in un finto mondo anni '30 (il tredicesimo piano del titolo è quello che ospita i server sui quali gira il mondo virtuale).

Dark City

(mondo simulato)

Film uscito un anno prima di Matrix e Il tredicesimo piano, ne anticipa in parte lo stile 'buio' e i temi che andavano di moda in quel periodo di fine millennio. In una città dalla quale non si riesce mai a uscire, tutte le persone si 'bloccano' a mezzanotte. Il protagonista John si risveglia (sì, è praticamente Neo), arrivando a comprendere la realtà (spoiler: la città è una colonia sperimentale costruita dagli alieni). E se ricordo bene questo film offre uno dei più bei combattimenti psichici di tutti i tempi. Quello di Dark City non è un mondo digitale, né propriamente virtuale. Ma è comunque una illusione, almeno per le persone che vi vivono dentro.

The Matrix

(realtà virtuale)

Un classicone, forse ineguagliato, dopo il quale chiunque ha ben pensato di scassarci le scatole con combattimenti al rallentatore e arti marziali. Neo (Keanu Reeves) scopre che il mondo in cui vive è una simulazione creata da macchine che usano gli umani come fonte di energia. Nella sua battaglia per la sopravvivenza, arriverà a controllare la simulazione e a vederne l'irrealtà, raggiungendo una sorta di illuminazione che gli darà poteri soprannaturali. La bella storia riesce a combinare filosofia, tecnologia e spettacolari scene d'azione, ridefinendo completamente il genere cyberpunk. Personalmente, però, io mi fermo al primo titolo.

Free Guy

(videogioco)

Guy, un PNG (personaggio non giocante) in un popolare videogioco online, prende coscienza e cerca di cambiare il suo destino arrivando a decidere del suo futuro. La storia offre una prospettiva umoristica e divertente, con molte citazioni ma anche qualche riflessione sul concetto di intelligenza artificiale e sula violenza gratuita (spesso irrilevante ai fini della storia) di molti videogiochi. Il gioco descritto nella vicenda è un normalissimo MMORPG, quello che innesca la variante è un motore di IA 'rubato' agli sviluppatori originali, che si evolve nel personaggio protagonista.

eXistenZ

(videogioco, realtà virtuale, biotecnologie)

Un gioco di realtà virtuale biotecnologico (le porte dei game pod si inseriscono direttamente nella spina dorsale) diventa indistinguibile dalla realtà, mentre i personaggi affrontano complotti e minacce. Horror psicologico, surrealismo e armi fatte di ossa, con un tocco di body horror tipico di Cronenberg. Protagonisti dei giovanissimi Jennifer Jason Leigh e Jude Law.

Devi partecipare al gioco per scoprire perché partecipi al gioco.

Jumanji: Welcome to the Jungle

(videogioco magico)

Quattro ragazzi vengono trasportati in un gioco e devono collaborare per sopravvivere e uscire dal mondo virtuale chiamato Jumanji. Una storia divertente, con humor, avventura e diversi ammiccamenti al mondo dei videogiochi in un sequel 'modernizzato' davvero ben riuscito.

Sword Art Online

(videogioco)

I giocatori di un MMORPG VR si collegano con il NerveGear, un casco che agisce sui cinque sensi. I giocatori controllano il loro personaggio nel gioco direttamente con la mente. Dopo il lancio, i giocatori si rendono conto di essere intrappolati nel gioco, che non può essere spento, e la morte virtuale corrisponde a quella reale. Devono quindi completare il gioco, e affrontare lo psicopatico creatore, per liberarsi.

Nirvana

(videogioco)

Un virus fa prendere coscienza di sé al personaggio di un videogioco, Solo (Diego Abatantuono). Un po' come per Free Guy, ma meno divertente. Ma torniamo al mondo virtuale: Nirvana è un videogioco che sta per essere diffuso a livello mondiale e il protagonista, scoprendo di essere un personaggio finto, chiede al creatore di essere cancellato definitivamente. Notevole perché anticipa alcuni temi di Matrix, in particolare gli elementi di filosofia orientale uniti all'ambientazione cyberpunk de noantri.

Westworld

(parco a tema)

Ero molto indeciso sull'includere o meno questo titolo, perché non si tratta di un mondo 'virtuale', digitale o meno, ma di un parco a tema in cui gli androidi offrono un'esperienza immersiva ai visitatori. Almeno finché non decidono di ribellarsi. Di fatto comunque è un mondo 'non reale' in cui valgono certe 'regole' del gioco, quindi ok, whatever, se abbiamo aggiunto Dark City ci sta anche Westworld. La serie è pazzesca, è tratta da un filmone anni '70 e ci spinge dentro temi filosofici sull'identità, la libertà, e tutto quanto.

The Truman Show

(set televisivo)

Eh sì, abbiamo fatto trenta e facciamo trentuno. Un altro mondo virtuale non simulato. O, perlomeno, non simulato per tutto il mondo che lo guarda, mentre per Truman Burbank è la realtà. Storia geniale in cui si ribalta la prospettiva, perché la simulazione vale per un solo personaggio che vive in una Seahaven idealizzata ma completamente falsa. Naturalmente il protagonista inizia a risvegliarsi, fino a raggiungere la consapevolezza della simulazione e lottare per fuggire a una 'trappola' agiata ma finta.

Kiss Me First

(videogioco, realtà virtuale)

Leila, una ragazza solitaria e introversa rimasta orfana della madre, si rifugia nel mondo virtuale Azana, un MMORPG. Giocando, Leila entra in Red Pill, un luogo nascosto dove si incontrano alcuni giocatori un po' particolari, fomentati da Adrian. Una storia interessante che si sofferma sulle differenze tra persona reale e avatar, su come siamo nel mondo fisico e sulla maschera che indossiamo nel mondo digitale.

Upload

(realtà virtuale)

In un futuro prossimo, le persone possono caricare la propria coscienza in un 'paradiso' digitale prima di morire, dove possono continuare a vivere e interagire con i vivi. Nathan, un giovane programmatore di uno di questi mondi, scopre che la sua morte potrebbe non essere stata accidentale. Una serie simpaticissima che, oltre a offrire molti spunti di riflessione sul rapporto tra vita, morte e tecnologia, mescola umorismo leggero e satira su consumismo e social media.

Conclusioni

Simulazioni vere e proprie ne abbiamo viste poche, vero? Oppure no? Alla fine ho trovato un sacco di videogiochi, e un sacco di personaggi ben coscienti di trovarcisi dentro. In ogni caso lo spunto principale è quello di fornire un mondo con regole diverse, a volte una trappola e a volte una metafora della società o della realtà che ci imbriglia, dalla quale fuggire e/o emanciparsi. Accenni al solipsismo, buddismo, taoismo e la filosofia soggettiva. Ti vengono in mente altri temi?

Crediti e collegamenti: