L'uomo che possedeva il mondo - Charles Eric Maine
Pubblicato da Stefano Castelvetri il 24/08/2022
Robert Carson è l'astronauta che tenta per primo ad atterrare sulla Luna. Una fatalità, lo scontro con un piccolo meteorite, danneggia il suo razzo e lo condanna a un'orbita attorno al Sole.
Robert Carson muore.
Ok, ma non finisce qui. L'astronauta si risveglia ottomila anni dopo. Il suo razzo è stato recuperato dagli abitanti di Marte e, con la loro tecnologia avanzata, 'curato' dal suo piccolo problema. Perché? Perché Carson è una pedina vitale in un conflitto interplanetario poiché possiede, di fatto, la Terra.
Charles Eric Maine è stato un autore britannico di discreto successo tra gli anni cinquanta e settanta. Ha scritto romanzi, gialli e sceneggiature per radiodrammi. Purtroppo gli manca un titolo speciale per ricordarlo davvero. Gli manca anche l'ironia di Wyndham, o la classe di Ballard. O l'inventiva e la precisione di Clarke.
Anche questo romanzo non brilla particolarmente. Ci sono elementi interessanti, come il fatto che si possa 'curare' la morte. E ci sono critiche sociali sulla tecnocrazia, qui impersonata dai marziani, che per dare un futuro glorioso all'umanità disumanizza la società e non si fa scrupolo di eliminare i più deboli. C'è persino una guerra interplanetaria tra umani nel sistema solare, che vedremo successivamente nella serie di romanzi dei James A. Corey.
Ci sono anche le supergnocche marziane, ma sorvoliamo.
C'è, e forse è il punto migliore, la questione dell'identità e di come si possa affermare di essere se stessi: Carson è veramente Carson? E come può dimostrarlo?
Dal punto di vista tecnologico, pur tenendo conto del fatto che il romanzo è stato pubblicato nel 1961, ci sono molti aspetti che oggi lo fanno risultare ingenuo. Per non parlare della stessa giustificazione al fatto che il protagonista possieda la Terra, perno su cui si appoggia la vicenda, francamente troppo poco solido e che purtroppo toglie consistenza agli avvenimenti.
Però, dai. Alla fine si fa leggere. C'è pure un finale che ti sgambetta al momento giusto.
