La notte del Drive-In - Joe R Lansdale
Pubblicato da Stefano Castelvetri il 10/08/2022
Il venerdì sera è speciale perché all'Orbit, il drive-in più famoso e spettacolare della contea, proiettano ben cinque film horror su altrettanti schermi giganti. Ma questo venerdì succede qualcosa di strano, perché gli spettatori vengono imprigionati in un misterioso involucro di tenebre e lasciati precipitare in un mondo di follia e degenerazione.
Prosegue il mio viaggio tra i titoli di Joe R. Lansdale, iniziato l'anno scorso con La Morte ci sfida e proseguito quest'anno con Rumble Tumble. E te ne parlerò ancora, perché ho diversi volumi da completare. Non perché questa esplorazione faccia parte di un percorso letterario intenzionale, ma perché mia moglie (assidua frequentatrice di gruppi di compravendita su Facebook) è incappata in una svendita di volumi a una manciata di euro l'uno.
Ma torniamo al Drive-in, che nell'edizione che ho letto in realtà comprende i primi due romanzi ('Drive-in' e 'Drive-in 2 (non uno dei soliti seguiti)') di una trilogia. Si tratta, diciamolo subito, di horror. Ma se in La Morte ci sfida avevamo un horror western che segue fedelmente gli standard di entrambi i generi, in Drive-in abbiamo uno strano delirio pulp di orrore e violenza difficile da giudicare.
Un romanzo che sembra scritto di pancia. Con stile, ma apparentemente senza una trama studiata a tavolino. Pieno zeppo di scene da leggere a stomaco vuoto, tanto l'autore si impegna nello scagliarci addosso situazioni sempre più rivoltanti, quasi ci fosse l'intenzione di superare un limite al disgusto.
Non sono del tutto certo che mi sia piaciuto, anche se a tratti le battute tra i protagonisti e alcune situazioni paradossali sono decisamente divertenti.
È nel secondo romanzo, però, che sembra emergere un nuovo livello di lettura, impersonato da un nuovo orribile e patetico villain (tra l'altro molto ben riuscito). Qui diventa più evidente un intervento a gamba testa contro la cultura popolare, la televisione, la religione e il livellamento verso il basso dell'americano medio che non è in grado di fare altro che consumare, distruggere e sporcare.

Questa chiave di lettura fa rivedere in parte anche i contenuti del primo romanzo dove la degenerazione degli spettatori del drive-in sembra specchiare quella di tutta una cultura. In questo senso si tratta di una perculata (il termine 'critica' mi sembra eccessivo per il tono usato dall'autore) ancora terribilmente attuale: se il romanzo fosse uscito in questi anni non sarebbe strano vederlo arricchito dallo squallore dei social network, del complottismo e delle radicalizzazioni odierne.
Insomma, boh. C'è tanta roba. È divertente e cinico. Ma può essere davvero disgustoso e non è che siano romanzi con una trama ricercatissima.
Fai tu.
