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Immaginare un futuro migliore

Immaginare un futuro migliore

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 20/01/2020

Nell'evocativo articolo Science fiction and the unforeseeable future: In the 2020s, let’s imagine better things apparso sul Globe and Mail, Cory Doctorow osserva l'attuale incapacità che abbiamo di immaginare un futuro migliore.

Distopie, violenza e scenari apocalittici sono le storie che oggi vanno per la maggiore, perché riflettono i nostri tempi e il nostro umore. Però non deve essere per forza così. Dobbiamo cominciare a raccontare storie che ci aiutino nel trovare motivazione, forza, speranza di riuscire a farcela. Che non significa necessariamente raccontare uno scenario di un futuro in cui tutto va bene. No, ma almeno raccontare un futuro in cui farcela è possibile.

“There is no alternative” doesn’t mean “No alternative is possible.” It means, “Stop trying to think of an alternative.”

E farcela è davvero possibile, per quanto non facile. Occorre buttare via zavorre e legami tossici con il passato. Occorre rendersi conto di quanto sono alte le spalle dei giganti su cui sediamo. L'umanità ha già fatto cose eccezionali. Ne farà altre, se non cede all'egoismo e alla stupidità.

E soprattutto non deve cedere al fatalismo, e le storie che raccontiamo sono essenziali in questo.

Le distopie hanno rotto. Le guerre hanno rotto. Le apocalissi zombie hanno rotto. La celebrazione dei cattivi ha rotto. Cominciamo a chiedere storie positive, che ci aiutino ad immaginare un futuro migliore.

Di questi tempi, non c'è niente di più punk.