Ho partecipato a una game jam
Pubblicato da Stefano Castelvetri il 01/06/2026
Perché mi sono infilato nell'ennesima trappola di codice e notti insonni, specialmente quando nessuno me l'ha chiesto? La risposta la trovi a cavallo tra curiosità e (in)sana incoscienza.
Qualche settimana fa ho deciso di lanciare su Itch.io un piccolo progetto dal titolo abbastanza esplicito: Buy now, buy now, buy now! ovvero:
un gioco che ti permette di comprare tutto quello che non ti serve, per ricordarti che non ti serve a niente.
Dietro questa strana idea c'è una combinazione di pianeti che si sono allineati nel modo giusto, o sbagliato (a seconda di quante ore di sonno consideri necessarie per sopravvivere).
Il primo motivo è squisitamente tecnico. Avevo la necessità, e soprattutto una gran voglia, di sviscerare Godot. Questo motore per videogiochi gratuito che ha guadagnato una certa attenzione dopo il clamoroso autogol sulle licenze combinato da Unity qualche tempo fa. C'era rumore nell'ambiente e volevo capire di persona se fosse tutto fumo o se ci fosse della ciccia. La conclusione è che lo trovo un ottimo compromesso tra semplicità d'uso e flessibilità. Ha diverse opzioni per lo scripting e ti permette di plasmare praticamente qualsiasi idea. In cantiere ho due progetti paralleli: da un lato un progetto decisamente serio e professionale, nato per dimostrare cosa si può tirare fuori da un motore grafico nato per i giochi applicato ad altri contesti; dall'altro lato un'idea molto meno formale, nata semplicemente dal bisogno di narrare una storia.

Ed è qui che si inserisce il secondo fattore.
Nella mia lista dei desideri c'era da una vita la partecipazione a una game jam, quelle maratone dove devi creare un gioco in pochissimo tempo seguendo un tema. Non ci ero mai riuscito, principalmente per il solito, cronico problema del tempo a disposizione. Scorrendo le varie iniziative sono incappato in una jam chiamata Fuck Capitalism. Lì ho capito che non potevo più tirarmi indietro. Ovviamente, fedele alle mie migliori tradizioni gestionali, stavo quasi per mancare la scadenza per la consegna. Solo grazie a sforzi immani, un paio di notti in bianco e la rinuncia a un sacco di funzioni, sono riuscito a tagliare il traguardo. Un successo clamoroso, insomma. Dai. Beh.
L'ultima spinta è arrivata dalla voglia di popolare un po' la mia pagina su Itch.io, che fino a poco tempo fa era desolatamente vuota, se si esclude un piccolo esperimento intitolato Tribody Problem!. C'è una riflessione di fondo che sto facendo da un po' di tempo: il videogioco, inteso come canale di narrazione interattiva, mi affascina sempre di più. Ha una potenza espressiva unica e se questo percorso dovesse rivelarsi confortevole e stimolante a lungo termine, non escludo l'idea di esplorarlo a fondo, magari mettendo un attimo da parte la scrittura di ebook.

Alla fine ne è uscito un piccolo simulatore di impulsi consumistici, un giochino ironico che spero riesca a strapparti un sorriso e a far riflettere su quante sciocchezze inutili accumuliamo ogni giorno nelle nostre vite reali.
È stato faticoso, a tratti frustrante, ma anche liberatorio.
E (sono stato davvero bravo) non ha rallentato l'attività di completamento della raccolta di racconti.
E no, non ti sto chiedendo di andare a votare il gioco: la votazione è riservata ai soli partecipanti alla jam. E comunque non è una competizione accesa quanto un modo per divertirsi insieme.
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