Empathium
Pubblicato da Stefano Castelvetri il 12/03/2025
Oh, sicuramente non te lo ricorderai ma qui avevo accennato a un rigurgito, uno scritto che stava venendo fuori con urgenza in mezzo a tante altre cose.
Poi si è fermato, a circa 12.000 parole, un po' perché ho da fare tante altre cose molto più urgenti e un po' perché sto sistemando tutto il paciugo della 'Salama da Sugo Galattica'. Oltre a giocare gli strategici fighi.
Insomma, dicevo. Quel rigurgito è rimasto in fondo ad altre cose, in attesa di tempi migliori. Ma c'è un miliardario sudafricano sociopatico che, visto che gli unici 'amici' che riesce ad avere sono incel sociopatici, continua a credere che sia divertente fare il cretino giusto per far parlare di sé e raccogliere il plauso degli altri cretini. E tra le varie, tantissime stronzate che dice quotidianamente (e che in genere ignoro tranquillamente: ho una vita) ce ne è stata una che ha fatto risalire il rigurgito.
Perché? Perché ha affermato che “La debolezza fondamentale della civiltà occidentale è l'empatia.”.
Lol.
Ora, non ne ho parlato se non privatamente a qualche amico, ma quel rigurgito è uno scritto che si chiama (titolo provvisorio) Empathium e che esplora (what if?) un 2050 in cui una nuova tecnologia è in grado di accentuare artificialmente l'empatia tra le persone. Oltre ad esplorare l'aspetto scientifico, lo scritto usa diverse storie di diversi personaggi per esplorare l'impatto, i contrasti, le opportunità, le conseguenze che avrebbe questa tecnologia a livello sociale, politico, lavorativo, privato. E, sempre come ho anticipato privatamente, stavo cercando di far stare lo scritto esattamente a metà tra l'utopia e la distopia. Giusto perché non c'è mai una cosa semplice e la mamma dei cretini è sempre incinta.
E, niente, l'argomento è proprio quello. E naturalmente ho preso la frase cretina del miliardario cretino e l'ho piazzata all'inizio dello scritto, come doverosa citazione.
E mi è risalita l'urgenza di completarlo.
