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Northgard e Cataclismo

Northgard e Cataclismo

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 10/03/2025

Negli ultimi giorni, per alleggerire la tensione, ho sviluppato una pericolosa tendenza a misurare il tempo non in ore o minuti ma in cicli di raccolta delle risorse e fasi di espansione territoriale.

Le ore notturne diventano un’occasione per ottimizzare la produzione, piazzare edifici con (quasi) geometrica precisione e mandare esploratori alla ricerca di terre inesplorate (e possibilmente non ancora occupate da qualcuno più aggressivo di me).

Da Settlers a Warcraft fino a Starcraft, la meccanica di base per questo genere di giochi è rimasta la stessa per decenni: parti con quattro capanne e finisci per dominare la mappa oppure, se va male, per essere raso al suolo perché hai trascurato la difesa mentre eri troppo preso a massimizzare l'efficienza delle tue segherie.

Ultimamente, però, un paio di titoli più recenti mi hanno catturato più del solito, complici uno stile accattivante e qualche twist nelle meccaniche. Sono quei giochi da “giusto un’altra partita”. E poi vai avanti per mesi.

Si tratta di Northgard e Cataclismo.

Northgard

A prima vista, Northgard sembra un classico strategico: grafica colorata e curata, paesaggi suggestivi, un mondo tutto da esplorare con uno zoom fluido e immersivo. Tutto scorre piacevolmente… almeno fino alla prima partita quando, quasi inevitabilmente, si perde.

Ed è qui che il gioco mostra la sua vera natura. Northgard si distingue per una notevole profondità strategica, con una serie di livelli di complessità, dettagli e situazioni da gestire con attenzione. Ogni clan ha caratteristiche uniche, magari più adatte allo sviluppo economico o alla difesa del territorio. Il morale è fondamentale: la felicità della popolazione va mantenuta alta, magari anche con qualche costoso banchetto. Le stagioni influiscono pesantemente: gli inverni rigidi bloccano la raccolta del cibo, il legname può scarseggiare e costringere a commerciarlo con altre comunità. Nel frattempo, i saggi accumulano conoscenza e bisogna scegliere con cura la direzione dello sviluppo.

Ogni dettaglio, per quanto piccolo, può influenzare l’andamento della partita, rendendo la pianificazione essenziale. Scoprire queste dinamiche e imparare a gestirle è parte del divertimento, così come lo è affrontarne le sfide. Grazie alla profondità del gameplay, ai numerosi clan disponibili, alle tante espansioni (oltre a editor di mappe e multigiocatore), Northgard può offrire un’esperienza di gioco longeva, capace di intrattenere per un sacco di tempo prima di diventare ripetitivo.

Screenshot di Northgard

Cataclismo

Cataclismo punta tutto su trama e stile. Anzi, di stile ne ha da vendere. Ambientato in un mondo fantasy post-apocalittico, il gioco racconta di un cataclisma che ha trasformato la maggior parte dell’umanità in mostri, rendendo le terre invivibili e l’aria irrespirabile. I pochi sopravvissuti si rifugiano in cittadelle fortificate, lottando per organizzarsi e resistere.

La protagonista, Lady Iris, è una leader carismatica e misteriosa nata con una Perla incastonata nel corpo che le conferisce poteri straordinari, tra cui la capacità di piegare il tempo. Il gameplay riprende le dinamiche di Diplomacy is not an option, e combina strategia e costruzione: bisogna raccogliere risorse e ossigeno, gestire la cittadella e costruire strutture difensive (con un sistema simile alle costruzioni LEGO), essenziali per resistere agli assalti notturni delle creature mutate.

A metà strada tra Northgard e il film The Great Wall, Cataclismo colpisce anche per lo stile grafico, che mescola le atmosfere evocative e i costumi di Moebius con i contrasti e le proporzioni dei personaggi di Mignola. Un titolo davvero intrigante.

Screenshot di Northgard

Crediti e collegamenti: