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Al servizio del TB II - Joe Haldeman

Al servizio del TB II - Joe Haldeman

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 07/09/2021

Otto Mc Gavin è un agente di Primo Livello al servizio della Confederacion. Grazie ad interventi di chirurgia plastica totale e un condizionamento ipnotico avanzato, Otto è in grado non solo di impersonare altre persone, ma di assumerne completamente l'identità relegando la propria personalità e le proprie abilità in un angolo, pronte a prendere il controllo in caso di emergenza.

Questo romanzo inizia con le premesse della spy story avventurosa. Cominciamo quindi con un flashback che ci mostra il reclutamento di Otto McGavin, il protagonista, per passare subito al primo caso, quello del pianeta Bruuch in cui sono avvenute misteriose sparizioni di agenti. Qui la razza nativa, sfruttata nelle miniere, presenta un allarmante aumento della mortalità che tuttavia non sembra impensierirli. Anzi, i bruuchiani sembrano entusiasti all'idea del trapasso. Otto indagherà impersonando un simpatico e bonario professore sovrappeso.

Episodio accattivante, rocambolesco, quasi un caso alla Jessica Fletcher.

Quando passiamo alla missione sul pianeta Selva, però, qualcosa inizia a cambiare. La fauna del pianeta è paurosamente ostile, e questo influisce sulla organizzazione sociale dei coloni. Barricati in poche, isolate roccaforti, arroccati in una cultura brutale e coatta in cui l'omo forte sopravvive e la donna è riservata esclusivamente alla riproduzione. Sarebbero affari loro, quasi, se non fosse per le voci secondo le quali Selva sta organizzando un'invasione planetaria. Qui McGavin deve impersonare un maestro di spada, Ramos Gujana, un violento e brutale assassino al soldo di una delle case più influenti.

Qui diventa difficile paragonare il 'caso' a un simpatico e mansueto giallo per famiglie. La situazione è violenta, il comportamento dei personaggi bestiale. Omicidi a sangue freddo e sangue che scorre. Viene quasi da chiedersi se stiamo leggendo lo stesso romanzo di qualche capitolo addietro.

Ci spostiamo su Cinder? Ci spostiamo su Cinder. Qui una razza di grossi e mansueti insettoidi quasi immortali (e, aggiungo, anche piuttosto simpatici) sostiene di aver spostato l'orbita del pianeta per renderlo più abitabile. Senza fare uso di tecnologie di alcun tipo. Se fosse vero, sarebbe una capacità preziosa e i cinderiani sarebbero, non ci sarebbe bisogno di dirlo, in grande pericolo. McGavin sbarca sul pianeta nei panni di un Vescovo di una setta religiosa, un uomo senza scrupoli che lo trascina in una lucida spirale di malvagità.

E qui sta il gioco oscuro e furbo di Joe Haldeman (che, ricordo, è quello di Guerra Eterna): iniziare con una innocua spy story alla 007 per discendere gradualmente nell'inferno di violenza e impietosa risolutezza che costringe il protagonista (pacifista convinto, tra l'altro) ad atti scellerati e colpevole, volente o nolente, della morte di tante vittime innocenti. Non a caso il titolo originale, ben più esplicito, è 'All My Sins Remembered'. Questo è l'aspetto davvero intrigante di questa opera e quello per il quale vale la pena di leggere questo titolo.

Ho trovato interessante e ben scritto il meccanismo del condizionamento ipnotico che permette all'autore di narrare il punto di vista di un protagonista che cambia personalità ad ogni missione (il vero McGavin viene relegato in un angolo, per uscirne solo in caso di emergenza) e permette diversi giochini narrativi piacevoli da leggere.

Peccato solo per il finale dei vari episodi, troppo frettoloso e insoddisfacente, quasi come se l'autore fosse già proiettato verso la storia successiva.