La luce delle stelle - Licia Troisi
Pubblicato da Stefano Castelvetri il 22/08/2025
In un osservatorio astronomico un blackout interrompe le comunicazioni, mentre un cadavere viene rinvenuto nel giardino interno. Il complesso è completamente isolato: cellulari inservibili, gomme tagliate, e la città più vicina distante ore di guida nel deserto ostile. I presenti, un gruppo eterogeneo di scienziati, comprendono ben presto che l’assassino potrebbe essere uno di loro. Soltanto Gabriele Stelle, timido appassionato di gialli dotato di acuta capacità d’analisi, saprà mettere in ordine i frammenti della verità usando il metodo scientifico applicato all’investigazione.
Seguo Licia Troisi da anni, anche se non la conosco personalmente. Per un periodo la seguivo su Twitter (oggi X), dove la sua voce era sempre piacevole. L’ho persa di vista quando ho deciso di abbandonare il social, e così il filo si è un po’ interrotto. Rimane però per me una figura molto familiare. La sua fama nasce soprattutto dal fantasy, genere che in Italia fatica sempre a trovare spazio, ma che lei è riuscita a portare a un pubblico vasto con Le Cronache del Mondo Emerso. Ricordo che lessi la prima saga, quella di Nihal. Taglio diretto, chiarezza dello stile, capacità di costruire bei personaggi. Non è mai stata un’autrice barocca o complicata, ma una narratrice che punta all’essenziale, alla forza della storia, ed è probabilmente questa immediatezza a spiegarne il grande successo. In pochi, in Italia, possono dire di aver reso il fantasy popolare come ha fatto lei.
Questo titolo è finito sul comodino estivo quasi per caso: a dire il vero l’ho preso durante un’offerta speciale in una libreria Giunti. A mia moglie serviva un volume extra per completare la promozione, e io ho afferrato questo. Un po' d'istinto, complice anche il nome dell’autrice. In quel momento ero convinto che fosse un saggio (ricordavo infatti che Licia Troisi è un’astrofisica) e immaginavo quindi qualcosa di divulgativo, magari un testo sulle stelle o sull’universo. Solo quando ho aperto le prime pagine mi sono accorto che, pur essendo presenti osservatori e stelle, si trattava di un giallo. Ma proprio uno di quelli alla Agatha Christie, con l’ambientazione chiusa, il gruppo isolato, il delitto inspiegabile, gli indizi disseminati con cura e il colpo di scena finale. Un cambio di genere sorprendente che mi ha reso la lettura più curiosa, un piccolo esperimento narrativo da scoprire.
Il romanzo in sé è breve e scorre via velocissimo, senza appesantire la digestione. La struttura è semplice, quasi 'scolastica' per come mette in fila i passaggi classici del giallo: presentazione dei personaggi, delitto, indizi e risoluzione. Qualche ingenuità c’è, ma nel complesso non pesa troppo. Anzi, proprio questa linearità lo rende una lettura piacevole, perfetta da spiaggia o da viaggio, quando non si cerca la complessità ma un'oretta rassicurante con una storia che mantiene ciò che promette.
E quindi.
È stato un po’ come incontrare una vecchia conoscenza in un contesto diverso: all'inizio nemmeno la riconosci, poi la ritrovi, e ti sorprende con un abito nuovo. Non c'è la forza evocativa delle saghe fantasy, ma intrattiene e ti fa voltare pagina con curiosità. Variazione sul tema, un gioco riuscito che conferma come la Troisi si sappia muovere con agilità tra generi differenti senza perdere il 'tocco'.
