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The Infinite Man

The Infinite Man

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 31/05/2021

In occasione del loro anniversario, Dean vuole organizzare per Lana il weekend perfetto. Finiscono in un resort abbandonato, ma questo fatto non sembra preoccuparli troppo. È l'arrivo di Terry, l'ex di Lana, che mette realmente in crisi la coppia quando i due si lasciano. Per sistemare le cose, Dean fabbrica una macchina del tempo e torna esattamente al giorno dell'anniversario. Più di una volta.

Volevo metterlo nell'articolo sui loop temporali ma, nonostante più volte nel film sia citato il loop, The Infinite Man tratta di viaggio nel tempo. E scusa se faccio il precisino, ma questo blog è roba seria.

(no, dai, sto scherzando)

Quello che fa Dean (interpretato da un bravissimo ma per me sconosciuto Josh McConville) è infatti continuare più volte a viaggiare indietro nel tempo per sistemare ciò che non è andato bene. E, alla faccia del paradosso del 'non posso incontrare me stesso', vedremo più versioni di Dean nella stessa scena. Da cui, credo, il titolo.

Produzione indipendente risicatissima, con una sola location e tre attori, niente effetti speciali e poco materiale di scena assemblato (sembra) con materiale di scarto, The Infinite Man se la gioca sulla trama e sulla sequenza delle scene. Che, bisogna dirlo, funzionano molto bene. Il gioco del riproporre la stessa sequenza più volte rivedendola da angolazioni diverse riesce proprio per la grande cura che è stata messa nella scrittura (il viaggio nel tempo, lo sai, incasina le cose in modo esponenziale).

Al centro di tutto Dean, un personaggio ossessionato dal controllo e dall'organizzazione al punto di pianificare nei dettagli non solo il weekend romantico, ma la propria storia d'amore. Insomma, Dean è effettivamente innamorato, innamorato perso. Difficile metterlo in dubbio. Ma il suo atteggiamento verso questo amore è talmente ossessivo e tossico che non può proprio uscirne nulla di buono. È proprio su questo aspetto che si concentra la storia: su quanto sia folle il pianificare e progettare l'amore o la felicità. Dean finirà infatti, nel suo insano proposito di sistemare tutto e conquistare Lana, ad andare in competizione ed essere geloso persino di se stesso. Significativo il fatto che la stessa Lana finisca per perdere la dignità di persona e diventare solo il dettaglio di una pianificazione, un soggetto passivo che finisce in premio a chi fa le 'cose giuste'. Perfetta in questo senso la scena dell'incontro e del dialogo con Lana nel cortile che, ad ogni ripetizione, si rivela sempre più 'finto' fino a diventare un monologo tra Dean e se stesso.

Purtroppo è forse proprio nei personaggi che sta la debolezza di questo film. Dean ha il maggiore spessore ma è un uomo talmente patetico che è difficile provare per lui un minimo di empatia. Lana è carina ma a parte qualche sprazzo di libero pensiero sembra sempre troppo passiva e Terry fa un po' da agente di disturbo e un po' da spalla comica. Manca quindi un coinvolgimento reale per le loro sorti. Se è piacevole seguire il brillante e intricato intreccio temporale sorridendo a qualche battuta, purtroppo non si va oltre.

Crediti e collegamenti:


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