Radicalized - Cory Doctorow
Pubblicato da Stefano Castelvetri il 03/03/2026
In un'epoca in cui la tecnologia si è trasformata in una gabbia, poche voci sono necessarie come quella di Cory Doctorow.
Se non lo conosci, dovresti rimediare in fretta perché è uno di quegli autori che mi piacciono moltissimo, non solo per quello che scrive, ma per come riesce a leggere il presente. È stato lui a coniare il termine enshittification, una parola che è diventata quasi un tormentone per descrivere il degrado inesorabile dei servizi tech che usiamo ogni giorno. Quel momento in cui una piattaforma che amavi inizia, beh, a fare schifo, solo per spremere l'ultimo centesimo di profitto.
Radicalized è una raccolta di quattro racconti lunghi, forti, duri. Un po' come Black Mirror, ti costringono a guardare sotto il tappeto del quotidiano digitale. Non lasciarti spaventare dall'idea che sia fantascienza o letteratura "tecnica": Doctorow ha il dono di scrivere in modo estremamente semplice e leggero, rendendo concetti complessi masticabili anche per chi non ha mai aperto una shell in vita sua.
Le storie che troverai in Radicalized parlano di noi, qui e ora. C'è il condominio dove gli inquilini più poveri non possono usare l'ascensore. C'è il racconto che esplora come l'ingiustizia del sistema sanitario possa spingere le persone verso derive oscure e disperate. Storie che sembrano ambientate dopodomani, tanto sono capaci di intercettare la deriva tecno-capitalista del nostro presente. E anche se i temi sono densi, ti accorgerai che la lettura scorre via con facilità disarmante, un po' come se stessi chiacchierando con un amico che ne sa un sacco e ha deciso di raccontarti, davanti a una birra, come funziona il mondo digitale.
Il primo racconto è Pane Non Autorizzato. Qui la protagonista si ritrova a vivere in un complesso residenziale dove tutto, dal tostapane all'ascensore, è governato da software proprietario. Il problema nasce quando lei cerca di usare del pane economico, non approvato dal produttore del tostapane. È una metafora perfetta e a tratti assurda di come il controllo digitale possa trasformare i gesti più semplici della nostra vita quotidiana in atti di ribellione. Ti fa riflettere su quanto tu sia davvero proprietario degli 'oggetti smart' che hai pagato con i tuoi (troppi) soldi.
In Minoranza Modello, Doctorow prende il mito di Superman (sì, lo chiama in un altro modo ma è inequivocabilmente Superman) e lo cala nella realtà brutale della violenza della polizia e del razzismo sistemico. Il supereroe protagonista decide di intervenire per fermare il pestaggio di un uomo di colore da parte della polizia. Scoprirà però, a sue spese, che avere la forza di spostare le montagne non serve a nulla contro una burocrazia corrotta e un sistema che non vuole essere salvato, ma solo mantenere lo status quo. È un racconto molto amaro che smonta l'idea del supereroe solitario.
Il terzo racconto, che dà il nome al libro, è Radicalizzati. Qui ci spostiamo sul terreno minato della sanità americana e dei forum online. Il protagonista vede sua moglie ammalarsi di tumore e la compagnia assicurativa rifiutare loro una cura sperimentale. Finisce così in una comunità virtuale di uomini che vivono la stessa tragedia e che iniziano a pianificare vendette violente contro i colossi farmaceutici. È una discesa realistica nei meccanismi che portano una persona comune a diventare un estremista, spinta dalla disperazione e da un sistema che non offre giustizia. Luigi Mangione ci ricorda qualcosa?
Infine c'è La Maschera della Morte Rossa, che riprende il titolo e il tema di un classico di Poe ma lo ambienta nel mondo dei 'preparazionisti' ricchi, i 'tech bro'. Mentre la società fuori crolla, un finanziere si rifugia nel suo bunker iper-tecnologico convinto che la sua ricchezza e la sua superiorità sociale possano proteggerlo da tutto. Ovviamente, scoprirà a sue spese che non basta una porta blindata per ricostruire una civiltà quando mancano fiducia e cooperazione. È quasi crudele proseguire nella storia, quando autore e lettore conoscono già il destino che attende il protagonista 'furbetto' e la fine che lo aspetta.
Leggere questo libro è un'esperienza che definirei illuminante ma al tempo stesso davvero irritante (nel senso buono del termine). I racconti non sono distopie, descrivono quello che stiamo già vivendo. Doctorow non vuole spaventarti, ma darti gli strumenti per capire che la tecnologia richiede anche una scelta che è necessariamente politica. Ti ispira a non accettare passivamente ogni aggiornamento o ogni nuova clausola di servizio come se fosse un destino inevitabile. La produzione letteraria di Doctorow è una chiamata alle armi per la nostra consapevolezza digitale, un promemoria del fatto che la tecnologia dovrebbe servire noi, e non il contrario.
Questa raccolta è un'opera attualissima, che riesce a mescolare l'ansia per il futuro con una lucidità non comune. Ti consiglio di dargli una occasione, perché se capisci come funziona il mondo oggi, forse eviterai che il tuo domani sia scritto da un algoritmo.
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