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M3gan vs Slumberland

M3gan vs Slumberland

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 21/02/2023

Un film colorato sul viaggio nel mondo dei sogni e un horror su un giocattolo robot possono avere qualcosa in comune? Non pensavo, ma credo proprio di sì.

Prova a seguire la prima parte delle due trame.

Slumberland

Rimasta improvvisamente orfana a seguito di un incidente, la piccola Nemo viene affidata allo zio Philip. Lo zio è piuttosto asociale e particolarmente noioso, ma soprattutto non ha la minima idea di come prendersi cura della piccola. Nel frattempo, Nemo trova conforto in un mondo onirico in cui fa amicizia con un bandito, Flip, che per una persona normale sarebbe fonte di incubi. Ma non per Nemo.

M3gan

Rimasta improvvisamente orfana a seguito di un incidente, la piccola Cady viene affidata alla zia Gemma. La zia è piuttosto asociale e particolarmente noiosa, ma soprattutto non ha la minima idea di come prendersi cura della piccola. Nel frattempo, Cady trova conforto in un mondo di giochi in cui fa amicizia con una bambola tecnologicamente avanzata, M3gan, che per una persona normale sarebbe fonte di incubi. Ma non per Cady.

Perdita, sentimenti, rapporto con i giovanissimi

Al di là delle ovvie differenze di sotto-genere, che necessariamente spingono le storie in direzioni diametralmente opposte, è interessante trovare nei due film i punti di contatto e un tema comune.

Non mi seguire se non vuoi spoiler.

Abbiamo a che fare in entrambi i casi con i sentimenti. Non sentimenti belli e piacevoli, ma tutto il carico emotivo che arriva con la perdita e il lutto, soprattutto quando a subirlo sono i giovanissimi. Sia Philip che Gemma, gli zii, non sono per niente in grado di affrontare questi sentimenti. Non per se stessi, non per le ragazzine. Philip perché li ha sepolti da tempo sotto un substrato di razionale monotonia e noia (per evidenziare meglio questo aspetto il personaggio gestisce una azienda di distribuzione di... maniglie). Gemma perché troppo impegnata nel suo pur interessantissimo lavoro.

E mentre le ragazzine si perderanno sempre di più in una consolazione pericolosa perché le spinge fuori dalla realtà, vediamo gli zii cercare di recuperare. Philip ci prova disperatamente, tanto da diventare di scena in scena sempre più simpatico allo spettatore. Gemma con più difficoltà, nonostante altri adulti come Tess o la psicologa la mettano in guardia. Alla fine sembra riuscire ad aprirsi, ma forse (eh, è pur sempre un horror) troppo tardi.

Interessante anche che gli amici mostruosi che accompagnano le due bambine siano in entrambi i casi un alter ego dell'adulto. Flip è la personalità onirica dello stesso Philip, persa da anni dopo l'abbandono del fratello. M3gan è il side-project di Gemma, quello in cui ha veramente messo tutta se stessa realizzandolo di nascosto dalla compagnia per cui lavora, rischiando persino il licenziamento. Intriga inoltre come sul finale entrambe le storie facciano confluire l'alter ego nell'adulto assente. Flip dovrà ricongiungersi a Philip per curare emotivamente sia lo zio che la nipote. M3gan vorrà invece sostituirsi a Gemma per prenderne il ruolo.

Diciamo che i parallelismi finiscono qui, perché se nel fantasy il sogno è l'occasione per completare ciò che manca ai protagonisti, nel più cinico horror l'amica artificiale diventa un mezzo per evitare di prendersi cura dei più piccoli. Questo tema M3gan ce lo sbatte in faccia più volte, senza ritegno, e da genitore posso ammettere che uno dei momenti davvero creepy è quando Gemma lancia un tablet a Cady dicendole che può usarlo senza limitazioni. (!)

Insomma, uno strano parallelismo, sicuramente non voluto. Ti consiglio entrambi i film, molto riusciti. Poi dimmi se vedi anche tu il tema comune.


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