Bloodchild - Octavia E. Butler
Pubblicato da Stefano Castelvetri il 20/01/2023
I Tlic e i coloni terrestri vivono in apparente armonia. Ai terrestri viene concesso di occupare il pianeta all'interno di una riserva, mentre ai Tlic viene permesso l'uso di alcuni soggetti umani per impiantare e far schiudere le loro uova. Ma saranno tutti d'accordo? E ai volontari per l'impianto, è stato chiesto davvero di fare questo sacrificio?
E se (what if?) gli xenomorfi di Alien non fossero animali, ma una razza civilizzata in grado di comunicare alla pari con gli esseri umani e venire a patti? E se gli esseri umani servissero per garantire la sopravvivenza della loro stirpe? Questa è una premessa che potrebbe fare tranquillamente da ispirazione a questo racconto.
Anche se in realtà Bloodchild è molto più complicato e viaggia su diversi piani.
Ci racconta del rapporto tra due razze aliene che hanno bisogno l'una dell'altra. Ci racconta di come sia possibile un rapporto stretto, intimo, affettuoso tra Tlic e umani ma come sotto sotto questo rapporto possa essere fatto anche da soprusi, manipolazione, sfiducia. Ci racconta come l'uomo (inteso come maschio) possa affrontare un'esperienza simile a quella del parto. Ci racconta, infine, per ammissione della stessa autrice, della sua paura per la possibilità che una specie di mosche potesse deporle le uova all'interno della pelle, e l'idea di avere larve all'interno del corpo.
I protagonisti sono Gan, un giovane umano, e T'Gatoi, la Tlic alla quale Gan è stato promesso come soggetto per l'incubazione. Gan e la sua famiglia dovranno assistere la Tlic durante un evento di schiusa problematico, durante il quale Gan inizierà a rendersi conto di cosa lo aspetta.
I knew birth was painful and bloody, no matter what. But this was something else, something worse.
Tutti questi temi, non sempre facili da affrontare, sono racchiusi in un racconto relativamente breve, pulito, preciso. Con un tono malinconico che non ho trovato spiacevole. Senza spiegoni tecnici ma con dialoghi tra i personaggi che introducono i loro conflitti facendoli emergere nel corso di una situazione critica. Raccontata con una narrazione che non deve spiegare ma che si fa capire.
È la prima volta che leggo un racconto di Octavia Butler, cercavo da tempo di conoscere anche questa brava autrice, purtroppo ormai scomparsa. So che è stata attiva nella produzione di narrativa breve ma che ha pubblicato anche romanzi organizzati in saghe. Mi piacerebbe molto approfondire altri titoli, mi ispira molto Legami di sangue (Kindred) ma anche una raccolta di racconti potrebbe fare al caso. Tu la conosci? Hai qualche opera da consigliare?
