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Villamara e il grande nulla agricolo

Villamara e il grande nulla agricolo

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 28/08/2025

Ogni giorno, tra andata e ritorno dall’ufficio, ho quaranta minuti in cui mi ritrovo in strada alla guida. Di solito ascolto musica, ma non disdegno voci che raccontano storie. L’ultima scoperta è un podcast che mescola horror, fantascienza e un sovrannaturale da brividino, il tutto condito con quel ruspantismo contadino che fa venire voglia di rintanarsi in città.

C’è vita nel grande nulla agricolo è il titolo, Johnny Faina l’autore. Registrato bene, con una piacevole aggiunta di musiche di sottofondo ed effetti sonori. Un paesino di campagna inventato, Villamara, fa da sfondo a racconti che oscillano tra il perturbante e il grottesco, con una punta di humour che gli impedisce di sconfinare troppo nell'orrore. Non ci sono castelli maledetti o fantasmi in armatura ma cani che spuntano dalla nebbia, astronauti nel campetto di calcio e vicini di casa che scompaiono dopo una partita a briscola. Ah, e nebbie che si comportano come esseri senzienti.

Il parallelo con Binazzo Bassa salta subito all’occhio, ma Villamara ha una sua identità: meno umorismo da parrocchia o bar dello sport, più orrore quotidiano che potrebbe nascondersi dietro il capannone abbandonato in fondo alla statale. E poi c’è quella frase:

«Con il buio puoi accendere la luce. Con la nebbia no.»

La segnalazione arriva da Scartafaccio. Ringrazio e segnalo, perché è una di quelle chicche che ti fanno dire "Ma, come facevo a non conoscerlo?"

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