Un salmo per il robot - Becky Chambers
Pubblicato da Stefano Castelvetri il 21/07/2025
Dex, un monaco del tè, è una figura itinerante che vive offrendo conforto spirituale e tisane personalizzate. Incontra il robot Mosscap (in italiano Cappello di Muschio), il primo a ricomparire tra gli umani dopo secoli di separazione. I due si imbarcano in un viaggio insieme, alla ricerca non tanto di un luogo quanto di un senso: alla domanda “Di cosa ha bisogno l’umanità?”, Mosscap cerca una risposta, mentre Dex, in realtà, è in cerca della propria.
Becky Chambers è un’autrice nota principalmente per la serie Wayfarers (The Long Way to a Small, Angry Planet e gli altri titoli, serie con la quale ha vinto il premio Hugo nel 2019), ha il talento di costruire mondi che non si basano sul collasso o sulla violenza, ma sulla possibilità di cooperazione e crescita personale. Il suo stile è semplice ma non banale, e ha la capacità (rara) di raccontare l’utopia senza farla sembrare ingenua.
Ultimamente, dopo una serie di letture che mi hanno lasciato più frustrato che arricchito, cercavo qualcosa di diverso. Qualcosa che non mi desse l'impressione di dover lottare con ogni pagina. Avevo bisogno di una storia rassicurante, magari anche un po’ divertente. Ho trovato Un Salmo per il Robot spulciando tra i numeri di Urania in versione ebook. Mi hanno incuriosito il titolo, qualche recensione in giro e, lo ammetto, il fatto che durasse poco.
E invece (sorpresa) mi ha lasciato molto su cui riflettere. Il tono è leggero, a tratti ironico, ma non superficiale. Il rapporto tra Dex e Cappello di Muschio è tenero e brillante, una conversazione continua tra il desiderio umano di significato e la curiosità razionale di una mente artificiale (i robot di questo romanzo sono razionali, sì, ma in modo molto simpatico). Ma ciò che più mi ha colpito è il mondo di Panga: una società post-industriale, ecologica, equilibrata, in cui tecnologia e natura coesistono senza conflitto. Un’umanità che ha fatto scelte radicali (quella di lasciare liberi i robot quando lo hanno chiesto, e quindi una rinuncia alla produzione industriale e, probabilmente, al capitalismo) e non solo ha sopravvissuto ma ha prosperato. È una Terra che avrebbe potuto essere, se solo avessimo imboccato altre strade. E forse potremmo ancora farlo, anche se sembra improbabile.
Ho letto di critiche al fatto che non ci sia conflitto, in questo libro. Non mi sembra vero. Il conflitto c'è, ma non prende la forma del -pump-pum- e dello -sbeng-sbeng-. A parte i pericoli della natura in cui si immergono i due protagonisti, abbiamo un forte conflitto interiore di Dex, in cerca di qualcosa che lo completi. In questo senso, la conversazione continua con la macchina ha l'effetto, se vogliamo, di un viaggio terapeutico in cui i desideri non espressi devono confrontarsi con la logica e la razionalità. Interessante.
E comunque al termine della lettura mi ritrovo a voler sapere di più sulla luna di Panga: com’è organizzata socialmente, quali lingue si parlano, che tipo di geografia la caratterizza. O la religione praticata, un curioso mix tra il politeismo e l'animismo. Chambers ne mostra frammenti, ma abbastanza affascinanti da incuriosire e far immaginare qualcosa di più.
E quindi, Un Salmo per il Robot è una lettura interessante, veloce, non aggressiva. Non si chiude il libro con l’incazzo. Anzi, lo si termina con il sorriso e una bella sensazione di feel good. Il che, di questi tempi, è un piccolo miracolo.
"Continui e chiederti perché il tuo lavoro non sia abbastanza e io non so come rispondere a questo perché è già abbastanza esistere al mondo e meravigliarsi di fronte a esso."
P.S. Avevo la falsa memoria di un passaggio in cui si parlava di un sistema di scambio non monetario. Non ne ho trovato traccia, quindi me lo sono sognato oppure era presente in un altro libro. Se sai di cosa parlo, fammi un fischio.
