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Illustrazioni di astronavi

Illustrazioni di astronavi

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 20/08/2020

Tanto tempo fa avevo raccontato, spiegandomi male, di come una astronave generica sulla copertina di un romanzo fosse potenzialmente in grado di allontanarmi dalla lettura di quel romanzo. Ma il libro non doveva essere necessariamente brutto, né doveva esserlo l'astronave. Anzi, tanto per chiarire, ci sono illustrazioni di astronavi bellissime, non generiche, in giro. Sulle quali non ci si sofferma mai abbastanza. Oppure ci si potrebbe perdere ammirando le forme, i colori, l'intenzione e l'inventiva di chi riesce a creare strumenti e tecnologie inesistenti ma affascinanti.

Chi riesce a produrre queste immagini ha sempre la mia ammirazione, ma soprattutto la mia invidia. La pazienza e la precisione necessarie per riprodurre la quantità di dettagli in gioco evidentemente non mi appartengono, anche se mi piacerebbe tanto. Ma proprio tanto.

Ecco una rassegna dei bravissimi artisti, che ogni tanto seguo per la Rete, e che mi graziano di queste splendide astronavi.

Pascal Blanché, più di vent'anni di carriera. Un po' Moebius, un po' Frazetta. È bravissimo e le sue illustrazioni, oltre che dai dettagli, sono caratterizzate dalle originali palette di colori.

Le navi di Pierre Fieschi servono sempre a qualcosa, e si vede. Cargo da trasporto, navi per portare potenza a un intero quadrante, roba che serve a produrre. Senso pratico, oltre che estetico.

Philippe Bouchet aka Manchu non so se ha bisogno di presentazioni. Nel caso sappi che sa disegnare con stile molto classico (quello delle vecchie copertine dei romanzi di fantascienza, per intenderci) ma anche con estrema precisione e ricerca del dettaglio.

Rob Turpin ha uno stile fumettoso, lineare, pulito, ma anche originale. Le sue navi sembrano insetti e propongono spesso forme e contorni inattesi.

Anche le forme di Jarlan Perez sono particolari, e hanno una consistenza particolarmente solida (forse perché è un artista 3D?). La scelta dei colori, poi, si scosta dai classici nero e blu normalmente utilizzati per rappresentare lo spazio. Perché non arancione e verde? Eh?

John Harris, un nome in giro da tempo. Da decenni produce bellissime illustrazioni per i grandi autori, qui propone navi piccine piccine al fianco di strutture quasi sconfinate.

Col Price è un artista inglese che lavora per giochi, film e televisione. Nelle sue illustrazioni c'è sempre qualche elemento concreto, mondano, quotidiano che le rende ancora più realistiche.

Anche Simon Stålenhag credo non abbia bisogno di presentazioni. Lo infilo qui anche se tecnicamente è difficile vedergli disegnare astronavi. Piuttosto, questo bravissimo artista è specializzato in retro-futurismo e tecnologie misteriose affiancate ad ambientazioni familiari.

Infine, se non bastasse (no, non basta), This is cool propone vagonate di illustrazioni di astronavi, ma soprattutto permette di scoprire artisti e talenti visto che ogni articolo è dedicato proprio a un artista del settore. E a proposito di talenti: parliamone, riconosciamoli, celebriamo le ore che passano su una tavoletta a immaginare e realizzare opere bellissime, di grande ispirazione, che magari finiscono rastrellate per alimentare il modello di una IA generativa che mette assieme in fretta e furia cose apparentemente belle ma senza senso né intenzione né intento artistico.