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Figlia del fuoco - Jack Williamson

Figlia del fuoco - Jack Williamson

Pubblicato da Stefano Castelvetri il 19/09/2017

Il disastro di Enfield, la morte di un'intera cittadina a seguito del rilascio dell'agente letale Deathguard, ha origine nella sede della EnGene, un centro di ricerca genetica i cui progetti sono celati nella massima segretezza. Dal centro stesso del disastro sorge una nuova creatura, Alfamega. Odiata e temuta da tutti, pericolosa e ignota, la creatura cerca lo scopo per il quale è stata costruita. Solo due uomini creeranno con lei un legame di fiducia e affetto: Saxon Belcraft, il fratello di uno dei più importanti ricercatori della EnGene, e Pancho Torres, un condannato a morte del quale non si interessa più nessuno.

Questo romanzo di Jack Williamson (ricordi la saga degli Umanoidi?) prende spunto dai timori sulla ricerca genetica. Su questi timori viene costruito un thriller fantascientifico corale nel quale un gran numero di personaggi si muove attorno alla figura della creatura sintetica Alfamega. Ambientato negli anni ottanta in piena guerra fredda, sembra raccogliere tutte le ingenuità narrative di quel decennio.

A dire il vero gran parte dei personaggi, soprattutto per quanto riguarda i servizi segreti, è formata da figure stereotipate che, nonostante lo sforzo di creare loro un background, faticano a creare un legame con il lettore.

Discorso a parte invece per l'alienante e vivida descrizione del disastro di Enfield, con scene di panico e di morte di fronte a un pericolo completamente sconosciuto.

Discorso a parte anche per Alfamega, o Meg, riuscitissima creatura dalle straordinarie doti empatiche, che avrebbe meritato secondo me qualche capitolo in più per dare spessore alla storia.

Poi, ok, creature di fuoco e buchi neri, ma lì siamo partiti per la tangente.

Insomma, non impazzivo per Williamson prima, e non impazzisco per Williamson dopo questo romanzo. Certo, ci sono alcuni spunti interessanti che avrebbero meritato più spazio. Se come per i film si scrivessero reboot e remake anche per i romanzi, forse questo sarebbe un ottimo candidato per costruire una storia più moderna e intensa. Chissà.