Fast Color
Pubblicato da Stefano Castelvetri il 20/04/2020
In un mondo in cui non piove più, nel mezzo di una apocalisse indolente in cui la gente tira avanti come meglio riesce, Ruth è in fuga.
È in fuga da un passato di abuso di droghe e alcol. È in fuga da pericolosi poteri telecinetici che non riesce a controllare. È in fuga da persone che la stanno cercando.
Quando infine, disperata, riesce a tornare dalla madre Bo, Ruth dovrà fare i conti col suo passato e con la famiglia che si era lasciata alle spalle. Una resa dei conti che la aiuterà a liberare il suo vero potere.
Di solito il momento del "ci ho i poteri", tanto caro a tanti film, serie e racconti, segna quel momento in cui decido se la storia sta per andare in vacca trasformando il protagonista nell'eletto-che-sconfigge-i-nemici-perché-basta-volerlo-forte-forte (uff) oppure va davvero nella direzione di qualcosa di interessante.
In Fast Color per fortuna lo spunto è interessante. I poteri di Ruth sono presenti fin dall'inizio ma sono qualcosa di inspiegabile e di incontrollato. Qualcosa da cui fuggire per non fare del male alle persone. Oppure qualcosa che ti fa fuggire dalle persone per non far loro del male. Oppure, ancora, qualcosa che si è costretti ad affrontare nel momento in cui tutte le vie di fuga sono state percorse.
Fast Color, senza tanti misteri, racconta un conflitto interiore della protagonista. Racconta di una persona che ha perso se stessa, che è scappata lasciando madre e figlia ad aspettarla. Ci racconta anche di una regola semplice quanto banale, del fatto che non si può fuggire per sempre. Ma non lo fa in maniera pedante e, beh, che liberazione quando dopo la catarsi anche Ruth viene premiata dai colori, il bizzarro side effect dell'uso (finalmente controllato) dei sui immensi poteri.

Insomma, Fast Color è un film al femminile senza essere necessariamente femminista. Fast Color non è un film con i supereroi che si scazzottano perché i buoni sono buoni e i cattivi sono cattivi. Fast Color racconta come brave persone cercano di affrontare i cattivi rimanendo brave persone. Non è facile per nessuno, e ci sono scelte pazzesche ed eroiche (sì, sto parlando di Bo ed Ellis) compiute senza necessariamente fare esplodere Sansone e Filistei.
Guardalo, se ci incappi. Gugu Mbatha-Raw (sì, ho googlato, copiato e incollato il nome) è brava e bella, e c'è il solito grande David Strathairn che, anche con una particina piccola piccola, riesce a colpire nel segno.
È tempo speso bene.
Crediti e collegamenti:
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